Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 9 Aprile 2021

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Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete

VENERDÌ 9 APRILE (Gv 21,1-14)

Il Vangelo secondo Giovanni vuole insegnare alla Chiesa la verità delle verità, sulla quale sempre la sua missione dovrà essere vissuta. Tutto ciò che ogni discepolo di Gesù compie nella Chiesa e nel mondo, lo deve compiere come purissima obbedienza alla Parola. La missione è obbedienza alla Parola. La vera adorazione di Dio è obbedienza alla Parola. La retta morale è obbedienza alla Parola. La giustizia è obbedienza alla Parola. La carità è obbedienza alla Parola. Solo se tutto si fa come obbedienza alla Parola, i frutti saranno sempre abbondanti. A quale Parola si deve obbedire? Le Parole alle quali si deve obbedire sono due. La prima è la Parola scritta che è per tutti uguale. Tutti devono obbedire al Discorso della Montagna. La seconda è la Parola che il Signore, nel suo Santo Spirito, rivolge a ciascuno. Questa Parola si manifesta come carisma, ministero, vocazione, missione. La Parola cui deve obbedire un Papa è diversa dalla Parola cui deve obbedire ciascun vescovo. Questa va detto anche per ogni presbitero, diacono, cresimato, battezzato, avendo ognuno ricevuto un particolare sacramento, carisma, vocazione, missione, ministero. Mai però si potrà obbedire alla seconda Parola se non si è nella piena obbedienza alla prima Parola. Più si cresce in obbedienza alla prima Parola e più si obbedirà alla seconda. Senza vita evangelica pura, mai vi potrà essere vita missionaria o ministeriale pura. Si può anche esercitare un ministero, ma senza frutti né si salvezza, né di redenzione, né di vita eterna. Invece l’abbondanza dei frutti nasce dall’obbedienza piena al Vangelo.

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Pietro decide di andare a pescare. Altri discepoli vanno con lui. Si va nel mare, ma nulla si prende. Si ritorna con la fede nella Parola di Gesù e la rete è colma di grossi pesci. Questo evento deve insegnare a noi molte cose. Senza le due obbedienze, si è pescatori che tornano con la rete vuota. È l’esperienza quotidiana di molti predicatori o missionari della Parola. Qual è poi la scusa che si adduce per attestare che nulla dipende da noi? Che il mondo non vuole sentire parlare di Gesù. È vero. Il mondo non ama quel Gesù che noi gli diamo senza la nostra obbedienza a Lui e anche con il cuore nel quale Lui non abita. Se invece noi parliamo di Lui, obbedendo a Lui, mostrando Lui, rendendo Lui vivo nel mondo, allora molti di certo si lasceranno attrarre da Cristo ed entreranno nella rete del regno dei cieli. La conversione dei cuori è in misura della nostra obbedienza alle due Parole di Cristo Gesù. Mai questa verità dovrà cadere dal cuore del missionario di Cristo Gesù. Lui dovrà consumarsi nell’obbedienza alla Parola, se vuole portare anime a Cristo Gesù. Chi obbedisce, salva.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate il cristiano obbediente alla Parola di Gesù.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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