Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 8 Ottobre 2021

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Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Scacciare i demòni era per Gesù attività quotidiana. Il demonio che scaccia oggi è detto che è muto. Non parla. Non grida. Non svela il mistero di Gesù. Uscito il demonio, il muto comincia a parlare. Le folle vedono il miracolo e sono prese da stupore. Alle cose soprannaturali non ci si abitua mai. Il soprannaturale sorprende sempre. Il soprannaturale è cosa che non appartiene all’ordine della natura. Non è degli uomini la capacità di farlo, di operarlo. La capacità è di Dio e degli uomini di Dio. Sempre lo stupore accompagnava i miracoli di Gesù. La cosa strana è ciò che dicono alcuni. Essi dicono che è per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che Gesù scaccia i demòni. È questa affermazione un grave errore di “teologia”: i diavoli non hanno capo.

Non sono gerarchicamente strutturati. I demòni sono pieni di superbia e la superbia non consente che vi sia un capo. Ognuno è capo di se stesso. Ognuno opera per se stesso mosso dalla sua grande invidia contro l’uomo. Nessun diavolo può dare ad un uomo la facoltà di scacciare un altro diavolo. Non è in loro potere fare questo, mai. Ogni diavolo è per se stesso. Questi tali si servono di una falsità teologica per accusare Gesù di complicità con il diavolo, o meglio con il capo dei diavoli. Chi è complice del diavolo è diavolo anche lui. È un indemoniato anche lui. Anche lui appartiene a quel mondo demoniaco. Qual è il primo frutto di questa accusa infamante? Gesù non è da Dio come lui dice di essere, ma dal diavolo. Se è dal diavolo è un menzognero, un ingannatore, un falsario della verità di Dio, uno che illude mentendo per trascinare nel mondo del male e del peccato tutti coloro che gli corrono dietro. Se è dal diavolo di certo non deve essere seguito. Chi lo segue farà la stessa fine del diavolo. Si perderà.

Gesù risponde partendo da una constatazione di fatto che è facilmente comprensibile anche dal più semplice ascoltatore. Quando un regno va in rovina? Quando si divide in se stesso. È allora che una casa cade sull’altra per distruzione dall’interno. Un regno è forte quando è ben cementato in unità nel suo interno. Un regno è forte quando Re, ministri, soldati, cittadini divengono una cosa sola. Quando invece ognuno si divide dall’altro e ognuno cammina per i fatti propri, allora questo regno è debole e non ha alcuna consistenza. Questa argomentazione è storia ordinaria e vale non solo per un regno, ma anche per una famiglia, una parrocchia, una diocesi, la stessa Chiesa, ogni altra comunità. Se Satana è diviso in se stesso, perché il capo dei demòni mi ha concesso di scacciare i demòni come potrà stare in piedi il suo regno? Gesù parte dalle loro accuse e le confuta, dichiarandole vane, nulle, attraverso un argomentare pratico, per immagini. L’immagine è quella del regno diviso facilmente comprensibile da tutti perché evento storico quotidiano.

LEGGIAMO IL TESTO DI Lc 11,15-26

Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

Gesù, oltre che attestare con argomentazione assai pratica che il regno di satana è ben compatto, ribadisce con parole chiare e forti che Lui scaccia Satana con il dito di Dio, con la forza che viene dall’alto. La liberazione dell’uomo da Satana è vera attestazione o testimonianza che il regno di Dio è venuto, è in mezzo a loro. E così Gesù ritorce l’accusa contro di Lui in grande annunzio della venuta del regno di Dio in mezzo al popolo dell’Alleanza. I farisei vogliono distruggere Gesù e lo accusano di essere amico del diavolo, suo alleato e complice. Gesù risponde dicendo che loro non conoscono né la potenza né le astuzie di Satana. Se conoscessero chi è veramente Satana, comprenderebbero tutta la stoltezza delle loro accuse. I farisei non conoscono chi è Satana, perché non conoscono chi è Dio. Tutto è dalla conoscenza di Dio. Chi conosce Dio in verità conosce ogni altra cosa in verità. Conosce chi è un uomo secondo verità e conosce anche chi è Satana secondo verità. Satana è lo spirito del male che si crede forte, si pensa bene armato, fa la guardia al suo palazzo, cioè al suo regno delle tenebre. A causa della sua forza e delle sue armi ed a motivo della buona vigilanza che pone al suo palazzo pensa che tutto è al sicuro, tutto è ben custodito. Satana, una volta che ha preso una preda, è sicuro che questa mai sfuggirà dalla sua mano. Satana mai permette che una preda gli venga meno. È sua, l’ha fatta sua e vuole che rimanga sua per sempre, per l’eternità, nella perdizione dell’inferno. Questo è l’agire di Satana ed è un agire perenne, senza alcun cambiamento.

Satana vive per portare anime nell’inferno. Lui vive per la  rovina degli uomini. Ecco allora come si comporta Satana. Non solo lascia un corpo, un uomo quando è costretto dall’Alto. Non si da pace neanche dopo averlo lasciato. Dopo aver lasciato un uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo. È come se gli mancasse il respiro, la vita. È senza pace, senza vita. L’anima da possedere è la sua stessa vita. Egli vive per possedere anime. Ecco allora qual è la sua decisione: “Tornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Quella casa è però pulita, spazzata, adorna. Non è più impura, immonda. Quella casa non è più la sua casa. Non vi può più entrare. Noi cosa pensiamo? Che il diavolo se ne vada tutto sconsolato, afflitto perché ha perso definitamene la sua proprietà, la sua vita, il suo respiro, il suo alito di vita. Invece lui pensa al contrario di noi. Pensa di andare e di prendere con sé altri sette spiriti peggiori di lui. Con questi sette spiriti fa un’azione di forza, entra nella casa e alza la sua bandiera. Prima era uno. Ora ve ne sono altri sette peggiori di lui. La condizione attuale di quell’uomo diventa peggiore della prima. Prima era posseduto da uno solo. Ora è posseduto anche da sette spirito peggiori. L’insegnamento di Gesù è di una chiarezza infinita. Non solo lo spirito impuro non abbandona un uomo perché voluto da un altro spirito impuro, che ne è il capo. Quando lo spirito impuro esce, perché costretto dal più forte di lui, non si da pace finché non abbia riconquistato l’uomo che ha lasciato. Per conquistarlo si serve di altri sette spiriti peggiori di lui e la condizione ultima del posseduto, o del riconquistato è veramente penosa. Veramente i farisei non conoscono l’agire del diavolo.

Possiamo dire che non lo conoscono neanche i moderni farisei, tutti coloro che non conoscono né Dio e né Cristo Gesù e tuttavia ogni giorno parlano di Dio e di Gesù Signore. Oggi il diavolo si è fatto teologia. Facendosi teologia è riuscito a far credere ad ogni uomo che lui non esiste più. Che lui non c’è. Non opera. Non vive. Non si interessa dell’uomo. Se ne sta addormentato nell’inferno. Facendosi teologia ha convinto molti che neanche più l’inferno esiste e neanche il diavolo. Questa la sua astuzia, questo il suo inganno, questa la sua menzogna e la sua falsità. Un tempo era uscito dalla teologia. Poi è andato, ha preso sette spiriti peggiori di lui, vi è ritornato, ha conquistato la teologia e adesso la condizione della teologia è peggiore di prima. Madre di Dio, non permette che la teologia sia oggi la casa di Satana. Amen.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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