Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 8 Giugno 2020

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Il commento alle letture del 8 Giugno 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Grande è la vostra ricompensa nei cieli

LUNEDÌ 8 GIUGNO (Mt 5,1-12)

L’Antico Testamento conosce le Beatitudini. Ricordiamo solo due delle molte Beatitudini che troviamo anche nei Salmi. La prima esalta chi cammina nella Legge del Signore: “Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli arroganti, ma nella legge del Signore trova la sua gioia, la sua legge medita giorno e notte. È come albero piantato lungo corsi d’acqua, che dà frutto a suo tempo: le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce bene. Non così, non così i malvagi, ma come pula che il vento disperde; perciò non si alzeranno i malvagi nel giudizio né i peccatori nell’assemblea dei giusti” (Sal 1,1-5). La seconda loda l’uomo a cui viene tolto il suo peccato: “Beato l’uomo a cui è tolta la colpa e coperto il peccato. Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto e nel cui spirito non è inganno. Tacevo e si logoravano le mie ossa, mentre ruggivo tutto il giorno. Giorno e notte pesava su di me la tua mano, come nell’arsura estiva si inaridiva il mio vigore. Ti ho fatto conoscere il mio peccato, non ho coperto la mia colpa. Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità» e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato. Per questo ti prega ogni fedele nel tempo dell’angoscia; quando irromperanno grandi acque non potranno raggiungerlo. Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia, mi circondi di canti di liberazione: «Ti istruirò e ti insegnerò la via da seguire; con gli occhi su di te, ti darò consiglio. Non siate privi d’intelligenza come il cavallo e come il mulo: la loro foga si piega con il morso e le briglie, se no, a te non si avvicinano». Molti saranno i dolori del malvagio, ma l’amore circonda chi confida nel Signore. Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti! Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!” (Sal 32 (31) 1-11). Chi cammina nella Legge è beato perché gode di ogni benedizione del suo Signore. Così anche colui a cui viene rimosso il peccato e le pene ad esse dovute. Godrà dell’amicizia del Signore. Alla sua morte entrerà nella luce eterna del Signore. Una verità governa ogni beatitudine antica: essa è la porta attraverso la quale Dio entra nel cuore dell’uomo per governarlo e l’uomo entra nel cuore di Dio per essere governato.

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».

Differenti sono le Beatitudini annunziate da Gesù. Esse dicono una nuova natura, una nuova essenza. Nuova natura e nuova essenza sono perennemente create, per la fede in Cristo, dallo Spirito Santo, mediante i sacramenti della Chiesa. Senza la quotidiana e ininterrotta creazione in noi della nuova natura, nuova essenza, non potrà esistere nessuna di queste Beatitudini. La povertà in spirito è del cuore nuovo creato dallo Spirito di Dio, così anche la misericordia, la purezza, la mitezza, la sete per la giustizia, la persecuzione per la giustizia. Sono tutti frutti di una natura costantemente creata, generata, santificata, rinnovata dallo Spirito Santo. Il Padre, nello Spirito Santo, dona a noi la sua natura che è amore. Cristo Gesù, nello Spirito Santo, ci dona tutta la sua grazia, la sua obbedienza, la sua compassione e il suo amore. Lo Spirito Santo, in Cristo e nel Padre, ci fa dono della sua comunione, di ogni altro dono di verità, sapienza, intelletto, conoscenza. Natura nuova, frutti nuovi. Natura di amore, frutti di amore, natura di grazia, frutti di grazia. Natura di comunione, frutti di comunione. Natura di Cristo Crocifisso, frutti di vera compassione verso ogni uomo. Se ogni giorno non chiediamo alla Beata Trinità che faccia nuova la nostra natura, per il ministero della Chiesa, l’uomo rimane nella sua vecchia natura e nessuna beatitudine si vivrà.

Madre di Dio, Angeli, Santi, dateci il desiderio di essere creati nuovi giorno per giorno.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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