Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 9 Febbraio 2021

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Per osservare la vostra tradizione

MARTEDÌ 9 FEBBRAIO (Mc 7,1-13)

Fin dalla prima sua parola, il profeta Isaia denuncia un culto senza alcuna verità in esso: «Perché mi offrite i vostri sacrifici senza numero? – dice il Signore. Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di pingui vitelli. Il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco. Quando venite a presentarvi a me, chi richiede a voi questo: che veniate a calpestare i miei atri? Smettete di presentare offerte inutili; l’incenso per me è un abominio, i noviluni, i sabati e le assemblee sacre: non posso sopportare delitto e solennità. Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste; per me sono un peso, sono stanco di sopportarli. Quando stendete le mani, io distolgo gli occhi da voi. Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue. Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova» (Is 1,11-17). Man mano che il profeta parla al suo popolo, rivela ad esso che tutta la sua vita non è gradita al Signore, perché fatta di non obbedienza alla sua Parola, alla sua Legge, alla sua Alleanza. Il Signore una cosa sola vuole dal suo popolo: che obbedisca ad ogni sua Parola. Tutto è nella Parola e tutto deve avvenire nell’obbedienza alla Parola. Se non si obbedisce alla Parola, nulla ha valore presso Dio. Senza obbedienza, Dio non è il Signore dell’uomo. È questa verità che non valeva solo per ieri, vale per oggi e per sempre. Ogni uomo è del Signore. Ma quando è del Signore? Quando compie la sua volontà. Quando obbedisce al suo Dio? Quando gli presta il culto dell’ascolto e della sottomissione.

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

La vera adorazione che il Signore ha chiesto al suo popolo è l’obbedienza alla sua Parola. Non però solo obbedienza alla Parola ascoltata presso il Sinai, il giorno in cui fu stipulata l’Alleanza, ma obbedienza ad ogni Parola successiva che il Signore avrebbe fatto risuonare per mezzo dei suoi profeti. Sappiamo che la lunga permanenza nel deserto a questo serviva: perché Israele imparasse ad ascoltare il Signore, che come un pastore guidava il suo popolo verso la terra promessa. Sempre il Signore è il Pastore e sempre Lui va ascoltato. Farisei e scribi invece hanno sostituito l’ascolto del loro Pastore con la pratica di una tradizione fatta di precetti di uomini. Questa tradizione ha escluso Dio sia come vero Pastore e anche come Dio e Signore del popolo. Al posto della Parola di Dio vi era la parola degli uomini, alla quale andava data ogni obbedienza, anche quando essa annullava la Legge dell’Alleanza e ogni Parola data da Dio per mezzo dei suoi profeti. Quella degli scribi era una religione da idolatri e immorali. Fu questa religione ad inchiodare Cristo Gesù sulla croce. Un idolatra non ama il vero Dio. In nome del suo idolo uccide tutti coloro che portano il vero Dio.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che mai diveniamo idolatri e immorali.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.