Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 8 Dicembre 2019

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Il commento alle letture del 8 Dicembre 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Rallègrati, piena di grazia

DOMENICA 8 DICEMBRE (Lc 1,26-38)

La Vergine Maria è la prima creatura umana nella quale si compie la promessa del Signore, fatta al serpente nel giardino dell’Eden dopo il peccato: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gen 3,14-15). Nella “Piena di Grazia” non è stato un momento in cui Satana ha posto il suo piede per schiacciarla, farla sua, e il momento successivo in cui il Signore è intervenuto con potenza per porre fine al dominio del serpente antico. Lei è stata tutto di Dio fin dal primo istante del suo concepimento. Non c’è stato prima il concepimento e un secondo dopo la liberazione dalla pesante eredità della colpa di Eva e di Adamo, ma nello stesso microsecondo in cui è avvenuto il concepimento è avvenuta anche l’inimicizia eterna. Concepita senza peccato, nata senza peccato, lei è anche cresciuta senza peccato. Piena di grazia fin dal principio della sua esistenza, Lei è vissuta crescendo di grazia in grazia, fede in fede, carità in carità senza interruzione.

Perché questo singolare privilegio è stato accordato alla Vergine Maria? Perché il Padre celeste l’ha scelta e chiamata per essere la Madre del suo Figlio Unigenito per opera dello Spirito Santo. Dio le ha fatto da corazza divina perché mai il peccato, neanche il più lieve, entrasse nel suo cuore e sporcasse la sua anima. Possiamo applicare prima di tutto a Lei quanto è scritto nel Libro della Sapienza: “I giusti al contrario vivono per sempre, la loro ricompensa è presso il Signore e di essi ha cura l’Altissimo. Per questo riceveranno una magnifica corona regale,      un bel diadema dalle mani del Signore, perché li proteggerà con la destra, con il braccio farà loro da scudo. Egli prenderà per armatura il suo zelo e userà come arma il creato per punire i nemici, indosserà la giustizia come corazza e si metterà come elmo un giudizio imparziale, prenderà come scudo la santità invincibile, affilerà la sua collera inesorabile come spada e l’universo combatterà con lui contro gli insensati. Partiranno ben dirette le saette dei lampi e dalle nubi, come da un arco ben teso, balzeranno al bersaglio; dalla sua fionda saranno scagliati chicchi di grandine pieni di furore. Si metterà in fermento contro di loro l’acqua del mare e i fiumi li travolgeranno senza pietà. Si scatenerà contro di loro un vento impetuoso e come un uragano li travolgerà. L’iniquità renderà deserta tutta la terra e la malvagità rovescerà i troni dei potenti” (Sap 5,15-23). Questo avveniva a Satana ogni qualvolta si accostava alla Piena di Grazia.

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

La Vergine Maria è l’opera delle opere di Dio. In Lei Dio ha rivelata tutta la grandezza della sua sapienza, onniscienza, grazia, onnipotenza, carità, santità, luce. In nulla il Signore si è risparmiato nel farla così bella, così santa, così perfetta. Guardando Lei il Signore si vede riflesso come in uno specchio. Tanto grande è la bellezza spirituale della Vergine Immacolata. Veramente “grandi cose ha fatto in lei l’Onnipotente!”.

Angeli e Santi fate che ogni giorno ci innamoriamo della bellezza della Madre nostra.

Fonte@MonsDiBruno

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