Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 8 Agosto 2021

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Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Il Vangelo secondo Giovanni e in modo speciale il Capitolo VI, si fonda su un solo principio: “Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato» (Gv 6,26-29).  Il Padre ha posto il suo sigillo sul Figlio suo. Il sigillo è lo Spirito Santo. Questo significa che la Parola del Figlio è Parola del Padre e la Parola del Padre è Parola del Figlio. Qual è l’opera che i Giudei dovranno fare? Credere in Cristo Gesù che è il sigillato dal Padre. Senza questa fede nessuna opera di Dio potrà mai essere compiuta.

Questa stessa verità viene a noi annunciata dalla Lettera agli Ebrei: “Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo. Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato (Eb 1,1-4).  Dinanzi a questa verità di Cristo Gesù – Lui è il sigillato dal Padre nello Spirito Santo – i Giudei mormorano. Si rifiutano di credere. Perché non credono? Perché loro si lasciano ingannare dalle apparenze: “E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?»”.

Giudicare dalle apparenze è dare la morte alla vera fede. Se noi vediamo Gesù da ciò che appare, Lui è un uomo come tutti gli altri uomini, anche se è il più eccelso, il più grande degli uomini mandati da Dio. Se però andiamo per un attimo sul monte della trasfigurazione allora vedremo la gloria della divinità che è nascosta nell’umiltà della sua carne mortale: “Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù (Mc 9,2-4).

Gesù ha sempre ammonito i Giudei perché non giudicassero secondo le apparenze, ma con retto giudizio: “Quando ormai si era a metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. I Giudei ne erano meravigliati e dicevano: «Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?». Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Chi vuol fare la sua volontà, riconoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso. Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato è veritiero, e in lui non c’è ingiustizia. Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?». Rispose la folla: «Sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti?». Disse loro Gesù: «Un’opera sola ho compiuto, e tutti ne siete meravigliati. Per questo Mosè vi ha dato la circoncisione – non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi – e voi circoncidete un uomo anche di sabato. Ora, se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché di sabato ho guarito interamente un uomo? Non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio!» (Gv 7,14-24). Chiediamoci: Avrebbero potuto questi Giudei giudicare con giusto giudizio? Sì, avrebbero potuto perché essi stessi, dopo la moltiplicazione dei pani avevano confessato che Gesù è il Profeta che deve venire: “Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!».

Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo” (Gv 6,14-15). Non è Gesù che si rivela come il profeta che deve venire. Sono i Giudei che pubblicamente confessano che Gesù è il profeta promesso da Dio a Mosè: “Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”. Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”. Forse potresti dire nel tuo cuore: “Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detto?”. Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si realizzerà, quella parola non l’ha detta il Signore. Il profeta l’ha detta per presunzione. Non devi aver paura di lui” (Dt 18,15-20). Gesù parla di un futuro che si compirà sempre nell’invisibilità. Per questo è necessario una fortissima e incrollabile fede nella sua Parola. O si crede che Lui è il sigillato dal Padre nello Spirito Santo, o tutte le sue parole sono parole di uomo e non di Dio ed è questo che sta accadendo oggi nella Chiesa. Avendo molti cristiani perso la fede nel mistero di Cristo Gesù e in questo sigillo del Padre, ne fanno di Lui solo un figlio di un carpentiere. Logica di ieri. Logica di oggi. Chi è oggi Gesù per moltissimi cristiani? Un umile figlio di un carpentiere. Una persona come tutte le altre. Non solo si nega di Lui l’invisibile, ma anche il visibile si vuole negare. Si vuole negare quel visibile che sono le sue opere e anche quel visibile che è la sua morte per crocifissione. Morte frutto della confessione della sua verità.  

LEGGIAMO IL TESTO DI Gv 6,42-51

Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».  Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Gesù lascia che le mormorazioni rimangano mormorazioni. Lui va avanti nel portare a compimento l’opera che il Padre gli ha dato da fare. In cosa consiste quest’opera? Nel dare la sua carne da mangiare e il suo sangue da bere a tutti i credenti nel suo nome: “Questo è il pane che discende dal cielo: Cristo Gesù. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Non si tratta più di mangiare Cristo Gesù, Parola del Padre per avere la vita. Si deve mangiare Lui realmente, si deve mangiare la sua carne. Perché i Giudei accolgano questo mistero, devono rinnegare tutta la loro tradizione e tutta la legislazione che governa ogni momento della loro vita. Devono passare da Mosè a Cristo. Urge una potentissima conversione che è solo opera dello Spirito Santo. Ma essi sono troppo pieni di se stessi perché accolgano il mistero. O si crede che Gesù è il sigillato dal Padre nello Spirito Santo e che ogni sua Parola è vera, oppure sempre si farà di lui un umile figlio di un carpentiere. La Madre di Gesù ci faccia di vera fede. Vigliamo gridare al mondo che Gesù è il solo sigillato dal Padre.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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