Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 7 Settembre 2021

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In quei giorni Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli.

Quanto Gesù sta per fare segna il futuro della sua missione e della sua opera e deve essere fatto nella più chiara, certa, sicura, manifestata, rivelata, volontà del Padre suo. Niente che Gesù fa viene da Lui. Tutto invece viene dal Padre. Per questo Gesù se ne va sul monte a pregare e passa tutta la notte in orazione. Gesù prega Dio. Gli chiede che Gli manifesti tutta la sua volontà. Gli chiede che Gli riveli qual è il suo volere, le cose che sono a Lui gradite. La cosa che Gesù chiede al Padre è importantissima. Lo si deduce dalla durata della sua preghiera: tutta la notte Gesù la passa pregando il Padre. Da ciò che segue sappiamo che è la continuazione sulla terra della sua stessa vita fino alla consumazione dei secoli. Il Padre vuole che la vita di Gesù continui in mezzo agli uomini per tutta la durata della storia. Il Padre vuole e ne indica le modalità. Il Padre vuole e dice a Gesù come questo debba avvenire. Il Padre vuole e gli indica gli uomini che dovranno fare tutto ciò. In questa notte è come se Gesù vedesse tutta la storia futura della sua missione: da questo istante fino all’avvento dei cieli nuovi e della terra nuova. Egli ora sa cosa deve fare, chi scegliere, chi chiamare. Il Padre gli ha mostrato ogni cosa. Nel Padre ha visto e secondo questa visione sceglierà.

Appena si fa giorno, ora che conosce ogni cosa, lascia di pregare e si reca presso i suoi discepoli. Li chiama tutti. Fra tutti coloro che andavano dietro di Lui ne sceglie dodici. Ai dodici scelti dona il nome di Apostoli, cioè di inviati, di mandati. Questo significa che loro dovranno essere legati a Lui. Non li manda oggi per sempre, Gesù li manda ogni giorno. Ogni giorno gli Apostoli dovranno lasciarsi mandare da Lui. L’Antico Popolo del Signore era fondato su Dodici Patriarchi, i dodici figli di Giacobbe. Il Nuovo Popolo del Signore si fonda su Dodici Apostoli di Gesù. Viene oggi concepito il Nuovo Popolo del Signore. Saranno gli Apostoli che dovranno continuare la vita e la missione di Gesù fino alla fine del mondo. Sarà questa la loro missione. Questo il loro mandato. Chi sono questi Dodici Apostoli? Quattro li conosciamo già: Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni. Simone è chiamato con il suo nome di ufficio: Pietro. Sarà lui la pietra sulla quale Gesù edificherà la sua Chiesa. Sappiamo che Matteo è Levi e conosciamo la sua chiamata. Degli altri il Vangelo non dice come divennero discepoli di Gesù. Giuda Iscariota, perché della città o della regione di Keriot, dell’estremo Sud della Palestina, è sempre legato al suo tradimento. Il testo tiene a precisare che oggi, in questo istante, Giuda è vero Apostolo del Signore. In seguito è divenuto il traditore. Questa notizia ha per noi un grande valore di insegnamento: la chiamata di Gesù, di Dio è sempre vera e vero è il nostro cuore quando Gesù, Dio ci chiamano. Poi però il cuore si può corrompere, deteriorare, deturpare. Spetta a noi vigilare perché questo non accada. L’inizio di un cammino è sempre buono. La corruzione è però sempre in agguato.  La tentazione ha stabile dimora presso la nostra porta. Il dono è di Dio. La perseveranza sino alla fine è posta anche nelle nostre mani. Da questo istante Gesù camminerà sempre con i suoi Dodici Apostoli.

Oggi Gesù costituisce il numero dei Dodici. Sceglie coloro che per tutta l’estensione della storia, fino alla consumazione dei secoli, dovranno essere i testimoni della sua vita, della sua grazia, della sua verità, nel dono dello Spirito Santo e della Parola. Chi è in verità l’Apostolo di Gesù? È Colui che è chiamato a rendere vivo Gesù presso ogni uomo, di ogni tempo, di ogni razza, di ogni cultura, di ogni estrazione sociale. Nessun automatismo in questo. Renderà vivo Gesù, lo presenterà nella sua potenza di grazia e di verità, non chi è conformato a Lui per via sacramentale, bensì chi si conformerà a Lui per via di santità, di carità, di giustizia perfetta, di esemplarità, di totale imitazione del suo Maestro e Signore. Senza santità, Gesù sarà nascosto, anziché mostrato. Senza santità nessuno vedrà Gesù nel suo Apostolo. 

LEGGIAMO IL TESTO DI Lc 6,12-19

In quei giorni egli se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Gesù è con i suoi Dodici Apostoli. Scende dal monte e si ferma in un luogo pianeggiante. C’è attorno a Gesù una grande folla di discepoli e anche una moltitudine di gente che proviene da ogni parte: da tutta la Giudea, da Gerusalemme, dal litorale di Tiro e di Sidone.  La moltitudine è fatta di figli di Abramo e anche di quanti figli di Abramo non sono. Tutti accorrono, perché tutti sperano in Gesù. Lo vedono come vero loro Salvatore.  Gesù ha una parola che infonde speranza. Compie opere che ridonano la vita. I luoghi pianeggianti servivano ai condottieri per disporre in battaglia il loro esercito. È come se Gesù preparasse il suo esercito per il combattimento contro il principe di questo mondo. Lo prepara donando loro le armi della più pura verità. È detto ora perché tutta questa folla è venuta da Gesù. Sono venuti tutti per ascoltarlo e per essere guariti dalle loro malattie. Tutti venivano guariti e sanati da Gesù: anche quelli che erano  tormentati da spiriti impuri. Gesù è potente in parole ed in opere. Nessuna malattia è impossibile per Lui. Nessuno spirito impuro è più forte di Lui. Lui comanda e le malattie svaniscono. Lui ordina e gli spiriti impuri abbandonano quanti erano da loro tormentati. Gesù è potente. È il Potente. Gesù è forte. È il Forte. In Lui agisce ed opera sempre l’Onnipotenza del Padre.

La gente non chiedeva a Gesù il miracolo espressamente. Cercava solo di toccarlo. La gente lo toccava e guariva. Guariva perché da Gesù usciva una forza che sanava da ogni malattia. Il solo contatto fisico con Gesù, contatto però operato nella grande fede, sanava, guariva, liberava. Gesù non è una sorgente esaurita, secca. Gesù è un vero fiume di acqua viva. Per questo la gente accorre. Essa sa che la sua acqua è per tutti. Basta avere fede. È questa l’unica condizione. Dovremmo pensare tutti coloro che siamo stati costituiti continuatori della sua vita e della sua missione.  Anche noi la gente dovrebbe vedere come fiumi di acqua viva. Se non ci vede è perché non lo siamo. Se non lo siamo significa che in qualche cosa abbiamo fallito nella nostra missione. Abbiamo fallito perché la sorgente che è Gesù è sempre piena di acqua. Se da Lui l’acqua non passa a noi è perché noi ci siamo ostruiti. È perché siamo missionari “tappati” nella nostra piccola, povera, umanità.  È perché abbiamo perso il contatto con Lui. Gesù mai ha perso il contatto con il Padre. Gesù mai si è “tappato” nella sua umanità. Egli è sempre dalla volontà del Padre. Il fiume della grazia, della verità, della onnipotenza del Padre scorre in Lui e con questo fiume illumina, insegna, ammaestra, sana e guarisce. Essere missionari con il “tappo”, non genera salvezza. Quando un missionario è tappato o è con il tappo? Quando si chiude nell’ambito della sua umanità. Quando non si apre alla trascendenza. Quando non si immerge quotidianamente nell’obbedienza a Cristo Gesù e all’ascolto della sua Parola. Quando non si ricolma ogni giorno di grazia. Quando si distacca dallo Spirito Santo. Il cristiano è in tutto simile ad una brocca. Se la brocca viene messa tappata sotto la fonte, mai si riempirà di acqua. Vuota è andata alla fonte e vuota ritorna. Così dicasi del discepolo di Gesù. Se lui si chiude, si tappa nella sua umanità, rimane vuoto di grazia e di verità. La salvezza per mezzo di Lui non si compie. Mai si potrà compiere. Manca il suo legame vitale con la trascendenza, con il divino, con la grazia, con la verità, con lo Spirito Santo, con Dio. Madre di Dio, vieni in nostro aiuto.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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