Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 7 Ottobre 2021

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BEATA VERGINE MARIA DEL ROSARIO

Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine.

Al sesto mese, cioè sei mesi dopo l’annunzio recato a Zaccaria nel tempio, l’Angelo Gabriele, viene mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret. Anche qui l’Angelo è mandato per recare una notizia. È importante che noi distinguiamo tra vocazione e annunzio. La vocazione è una proposta lasciata alla libera volontà dell’uomo. Può accogliere, può rifiutare. L’annunzio invece è una Parola che rivela ciò che il Signore ha deciso di fare. Una verità va subito detta. Non è la storia che crea o inventa o immagina l’annunciazione. È l’annunciazione che crea la storia. Dio manifesta per mezzo del suo Angelo ciò che sta per fare, ciò che ha deciso di fare. Così ha deciso, così dovrà essere. Nasce la storia nuova.

A chi viene mandato l’Angelo Gabriele? “A una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe”. La vergine ha un nome. Si chiama Maria. Nella storia della salvezza il disegno di benedizione e di vita del Signore sempre è affidato a delle singole persone. Non c’è un disegno di Dio che sia affidato ad un popolo, ad un gruppo, ad una moltitudine. Il Signore affida ad una persona. Dio affida ad Abramo. Abramo affida a Isacco. Isacco affida a Giacobbe. Giacobbe a Giuda. Il Signore affida a Davide. Affida alla Vergine Maria. Affida a Giuseppe. Affida a Gesù. Tutto è da Dio. Dio affida. L’uomo di Dio affida. Dio affida. Cristo Gesù affida a Pietro e agli Apostoli. Affida a Pietro in comunione con gli Apostoli.

Dio manda il suo Angelo perché vuole affidare alla Vergine Maria una particolare missione. Essa è unica nella storia dell’umanità e anche nell’eternità, nello stesso mistero del Dio uno e trino. Missione unica in eterno. L’Angelo entra da Lei, cioè dalla Vergine Maria e dice: “Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te”. Maria è invitata a rallegrarsi. Qual è il motivo di questo invito? Perché Lei è piena di grazia. Lei è colmata di grazia. Lei non è piena di grazia. Piena di grazia è il suo nome. Lei è la piena di grazia. La piena di grazia deve rallegrarsi perché il Signore è con Lei. Il Signore è in Lei e il Signore è con Lei. Dio abita in Lei con tutta la potenza della sua luce. La luce di Dio non solo brilla nella sua anima e nel suo cuore, ma anche avvolge Maria e le veste nel suo corpo. Lei è la donna vestita di luce, vestita di Dio. Dio le fa da muro di fuoco. Il male mai si potrà avvicinare a Lei.  Maria è l’opera delle opere di Dio. Lei supera per bellezza e per magnificenza spirituali tutti gli Angeli e l’intero universo. Di nessuna creatura si può dire ciò che si dice di Maria. Lei è creatura unica tra le creature del Signore. A noi interessa sapere che Lei è piena di grazia. Significa che in Lei vi è totale assenza del male.

Maria sa di trovarsi dinanzi ad una vera manifestazione soprannaturale. Il turbamento attesta la sua coscienza e la sua scienza di trovarsi dinanzi ad un Angelo del Signore. Dio per mezzo dell’Angelo è entrato nella sua vita. Quando Dio entra nella vita di una persona, entra perché su di essa ha un progetto da realizzare. Il progetto di Dio è sempre di salvezza soprannaturale. Perché Maria si domanda che senso abbia un saluto come questo? Maria si domanda sul significato del saluto dell’Angelo, perché nella Storia Sacra mai vi è stato un saluto come questo. Nessuno mai è stato proclamato pieno di grazia. Solo Maria è detta piena di grazia. Solo Lei è la piena di grazia. Se Dio l’ha fatta piena di grazia di certo una ragione esiste. Lei cerca questa ragione. Ma essa mai potrà essere conosciuta per studio, per deduzione, per conoscenza fondata solo sugli strumenti a disposizione della mente umana. Se Maria vuole conoscere il mistero che Dio vuole realizzare attraverso di Lei, dovrà attendere che l’Angelo le sveli il fine della sua presenza nella sua casa. Lui parlerà, Lei ascolterà, solo dopo aver ascoltato, potrà conoscere.

LEGGIAMO IL TESTO DI Lc 1,26-38

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

L’Angelo reca a Maria un annunzio, una notizia: “Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”. Maria sarà Madre. Concepirà un figlio. Lo darà alla luce. Lo chiamerà Gesù. Viene annunziato un evento che si compirà subito. Maria sarà madre. Sarà madre per concepimento. Madre per parto. Madre per il nome che darà al Figlio che da Lei nascerà. Lo chiamerà Gesù: Dio salva o Dio è la salvezza. Maria è chiamata ad essere la Madre del Messia, del Figlio dell’Altissimo. Come si compirà questa profezia? Cosa dovrà fare Lei? Come dovrà agire? Quali opere compiere? La profezia dice ciò che avverrà. Ma non dice come avverrà. Non dice cosa dovrà fare Lei e cosa dovranno fare altri. È cosa giusta che l’Angelo le manifesti anche le modalità storiche del compimento. Sbagliare le modalità storiche è dare alla profezia un errato compimento. Maria chiede, l’Angelo risponde. “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra”. Ecco cosa dovrà fare la Vergine Maria. Nulla. Nulla di nulla. È lo Spirito Santo che opererà tutto in Lei. Lei non concepirà come concepiscono tutte le donne della terra. In Lei avverrà l’opera più potente di Dio. Lei concepirà senza l’uomo. Nel seno della Vergine Maria il Figlio di Dio si fa carne. Il Messia è Figlio di Dio e Figlio di Maria.  È questo un mistero che è unico nel tempo, nella storia, in Dio, nell’eternità. Gesù è l’uomo Dio e il Dio uomo, è il vero Dio che si è fatto vero uomo ed è il vero uomo che in ragione dell’Incarnazione è anche il vero Dio. È questa sua unicità che crea una differenza divina ed eterna, umana e celeste con ogni altro uomo. Questa differenza è l’essenza della verità di Dio e dell’uomo. Si badi bene. Non è l’essenza della fede cristiana. È l’essenza della verità di Dio e dell’uomo. Questa verità fa Dio vero Dio. Negata questa verità Dio non è più vero Dio. Questa verità fa vero l’uomo. Negata questa verità l’uomo rimane in una falsità eterna. È senza la sua verità. Cristo Gesù non è un fatto cristiano. Lui è vero fatto umano ed è vero fatto umano perché vero fatto divino.

La Vergine Maria è piena di grazia, piena di Spirito Santo, piena di Dio. La grazia, lo Spirito Santo, il Padre, il Figlio di cui Lei è piena spingono mente e cuore verso di loro. Non può non essere di Dio Colei nella quale Dio abita. Quando un uomo non è spinto verso Dio è segno che Dio non abita in lui. Maria, che è pienamente colmata di Dio, è spinta verso Dio e subito dona il suo assenso. “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. Tutto Dio abita in Maria. Tutta Maria si fa dono a Dio. Quanto noi ci diamo a Dio? Ci diamo nella misura in cui Dio abita in noi. Se Dio abita poco, ci diamo poco. Se Dio abita molto, ci diamo molto. Il dono è nella misura della presenza. Chi vuole darsi interamente a Dio deve fare in modo di crescere nell’abitazione di Dio in lui. Appena Maria dona se stessa a Dio, il Verbo di Dio in Lei si fa carne. Viene concepito per opera dello Spirito Santo. È questo l’istante dell’Incarnazione: “Avvenga per me secondo la tua Parola”. Madre di Dio, introducici nel tuo mistero.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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