Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 7 Maggio 2021

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Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando

VENERDÌ 7 MAGGIO (Gv 15,12-17)

Essere amici di Cristo Gesù ha delle esigenze che vanno messe in evidenza e in piena luce: “Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà (Mt 10,32-39). Si sceglie Cristo Gesù e solo Lui, ogni altra cosa va scelta in Lui, con Lui, per Lui, sempre secondo la sua volontà. Quanto è contro la sua volontà, il suo Vangelo, la sua Parola, il suo cuore, mai potrà essere scelto dai suoi discepoli.

Se l’amicizia con Gesù obbliga ogni cristiano a delle scelte sempre secondo la sua volontà, molto di più obbliga gli Apostoli e i Missionari del suo Vangelo: “Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio» (Lc 9,57-62). Gesù chiede perché uno sia suo Apostolo la rinuncia a tutti i suoi beni, a tutte le sue ricchezze: “Un notabile lo interrogò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco (Lc 18,18-23). Queste condizioni vanno tutte osservate. Cosa è allora l’amicizia con Cristo? È dare a Cristo Gesù la nostra vita perché la ponga interamente a servizio del suo Vangelo, del suo Regno, della sua verità, del suo amore, della sua luce.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Quando ci si dona interamente a Cristo Gesù, Cristo Gesù si dona interamente a noi. Avviene tra noi e Cristo Signore quanto avviene tra Cristo Gesù e il Padre. Cristo Gesù vive tutto per il Padre e il Padre vive tutto per Cristo Gesù. Il Padre dona tutto a Cristo e Cristo dona tutto al Padre. Così è anche nella relazione con gli Apostoli. Gli Apostoli si donano in tutto a Cristo e Cristo si dona in tutto agli Apostoli. Fino a divenire una cosa sola. È questo il grande miracolo dell’amicizia con Gesù Signore. Più ci si dona a Lui e più Lui si dona a noi. Senza misura noi ci diamo a Lui. Senza misura Lui si dona a noi. Quando Cristo Signore si dona senza misura ad un suo Apostolo, allora grande è la luce, la verità, la giustizia, la pace che scende in molti cuori.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che ci diamo a Cristo Senza misura.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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