Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 7 Febbraio 2021

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Per questo infatti sono venuto!

DOMENICA 7 FEBBRAIO (Mc 1,29-39)

Il vero profeta del Dio vivente non solo deve sempre dire ciò che il Signore gli ha comandato di dire, deve dirlo agli uomini presso i quali Lui lo manda. Amos deve profetizzare in Betel e in Betel rimane: “Amasia disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritirati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno». Amos rispose ad Amasia e disse: «Non ero profeta né figlio di profeta; ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro. Il Signore mi prese, mi chiamò mentre seguivo il gregge. Il Signore mi disse: Va’, profetizza al mio popolo Israele” (Am 7,12-15). Se Amos profetizzasse in un altro luogo non sarebbe né fedele e né obbediente alla missione ricevuta. Giona invece deve recarsi a Ninive e qui predicare. Non può andare in altri luoghi. Lui obbedisce se si reca a Ninive: “Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Ninive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta». I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere. Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Ninive questo decreto: «Uomini e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e animali si coprano di sacco, e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!». Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece” (Gio 3,1-10). Giona obbedisce, contro la sua volontà e tutto un popolo si salva.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Gesù è stato mandato per rivelare al suo popolo il grande mistero della misericordia, della compassione, della pietà del Signore verso di esso. Non può fermarsi in un luogo per operare prodigi e miracoli. Prodigi e miracoli sono solo segni che devono rendere credibile Cristo Gesù e attestare che Lui viene da Dio. A nulla servono i miracoli se poi manca il dono della Parola. Gesù si mette in preghiera e dal Padre suo, nello Spirito Santo, riceve il comando di lasciare Cafarnao e dirigersi altrove. La sua missione è quella di annunciare i misteri del regno di Dio a tutto il popolo e non solo ad una parte di esso. L’obbedienza è immediata. Gesù subito lascia Cafarnao e si reca nei villaggi vicini a predicare il mistero del regno, accreditando la sua Parola con segni e prodigi. Allora è giusto che ci si chiede: Siamo noi fedeli alla volontà del Padre oggi? Viviamo con obbedienza pura e semplice quanto il Padre vuole che noi facciamo? Sappiamo che il trionfo del regno di Dio sulla terra è frutto della nostra obbedienza? Ci lasciamo noi condizionare dalle richieste che vengono dall’uomo che non sono volontà di Dio per noi? Sempre l’uomo va servito dalla volontà di Dio, mai dalla volontà dell’uomo.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci obbedienti alla volontà di Dio sempre.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.