Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 7 Dicembre 2020

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Àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua

LUNEDÌ 7 DICEMBRE (Luca 5, 17-26)

Ogni uomo è chiamato a perdonare i peccati che ogni suo fratello ha commesso contro di lui. Non solo deve perdonare quando gli viene chiesto il perdono, è lui stesso che deve farsi strumento di riconciliazione e di pace: “Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!” (Mt 5,23-26). Un profeta invece può annunciare ad un uomo il perdono dei suoi peccati, perché Natan, profeta del Dio vivente, lo ha dichiarato a Davide, adultero e in più pluriomicida: “Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai. Tuttavia, poiché con quest’azione tu hai insultato il Signore, il figlio che ti è nato dovrà morire»” (Cfr. 2Sam 12,1-15). Tutti i profeti hanno annunciato il perdono da parte del Signore. Anzi i profeti sono mandati principalmente per questo: per invitare il suo popolo a lasciarsi riconciliare con il suo Signore. Gesù nella sinagoga di Nazaret si era presentato come vero profeta del Dio vivente: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore. Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato»” (Lc 4,18-21). Gesù è vero profeta. Può dire: “Il tuo peccato è perdonato”.

Un giorno stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?». Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio. Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

Gesù però sa che è inutile iniziare una disputa teologica con scribi e farisei. Essi pensano dal loro cuore, non dalla Scrittura Santa. Dona loro un segno con il quale si accredita presso quanti erano nella casa come vero uomo di Dio. Un altro grande insegnamento è questo: con un corpo morto perché paralizzato si può vivere con la grazia di Dio e si può offrire la sofferenza come olocausto per la salvezza di molti cuori. Con un’anima nella morte mai si potrà vivere. Anche se il corpo è sano, l’uomo è nella morte e sparge attorno a lui solo odore di morte e non di vita. Questo odore di morte sparso non è solo spirituale, ma anche fisico. Non solo si uccidono le anime dei fratelli, spesso si toglie loro anche la vita del corpo. Oggi stiamo assistendo ad un altro triste odore di morte: chi è nella morte dell’anima, si dona la morte o assiste perché un altro possa darsi la morte. Questo odore oggi si sta moltiplicando. Sono tantissimi i morti nelle spirito e nell’anima, che si danno la morte o aiutano perché ci si doni la morte.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che il cristiano sia sempre odore di vita.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.