Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 6 Giugno 2020

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Il commento alle letture del 6 Giugno 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Essi riceveranno una condanna più severa

SABATO 6 GIUGNO (Mc 12,38-44)

Ogni Parola della Rivelazione è data perché ogni uomo obbedisca alla verità contenuta in essa, sempre mosso e guidato dallo Spirito Santo. Una Parola senza obbedienza alla sua verità a nulla serve. Una Parola di Dio, privata della sua verità e insegnata, mai potrà creare bene né personale né sociale, creerà solo un grande male. Così San Pietro nel suo insegnamento: “Perciò, cingendo i fianchi della vostra mente e restando sobri, ponete tutta la vostra speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si manifesterà. Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma, come il Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta. Poiché sta scritto: Sarete santi, perché io sono santo. E se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri. Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio. Dopo aver purificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio viva ed eterna. Perché ogni carne è come l’erba e tutta la sua gloria come un fiore di campo. L’erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore rimane in eterno. E questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunciato” (1Pt 1,13-25). La religione è perfetta moralità. La moralità è perfetta obbedienza alla verità. La verità è quella contenuta in ogni Parola di Dio e di Cristo Gesù. La Parola di Cristo Gesù e di Dio è quella che è stata consegnata da Cristo Gesù ai suoi Apostoli, con l’obbligo, il comando di insegnarla ad ogni uomo. Volere una Chiesa senza moralità è desiderare una Chiesa senza verità. Ma una Chiesa senza verità è anche una Chiesa senza Cristo, senza il Padre, senza lo Spirito.

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Gli scribi, professando una verità senza alcuna obbedienza ad essa, sono solo raffazzonatori di menzogna e medici da nulla. Mai potranno curare le ferite di falsità, inganno, ingiustizia, cattiveria, malvagità che sempre affliggono la comunità dei figli di Dio. La cura delle verità avviene solo per obbedienza alla verità. La stessa Legge divina vale anche per i credenti in Cristo. Si può ricorrere alle scienze umane – psicologiche, psichiatriche, pedagogiche, antropologiche, sociologiche o di altra natura – ma sempre per essere aiutati a rientrare nella sana moralità. Se invece ricorriamo alle scienze dell’uomo per annullare la Parola del Signore, le nostre piaghe non solo non si cureranno, si trasformeranno in vera cancrena. Esse ridurranno in putrefazione la nostra umanità. L’immoralità mai potrà essere dichiarata moralità dalle scienze, perché nessuna scienza potrà abolire l’obbedienza dell’uomo alla sua verità. Oggi la più pericolosa di tutte le scienze è la teologia. Come ai tempi di Gesù, dalla scienza dei moderni scribi, la Parola del Signore viene ridotta a menzogna. Mai una sola ferita dell’uomo potrà essere curata. Cura le ferite solo l’obbedienza alla Verità. Un falso Dio, un falso Cristo, un falso Spirito Santo, una falsa Chiesa, un falso Vangelo non curano.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci obbedienti alla Verità per curare bene ogni ferita.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.