Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2020

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Il commento alle letture del 6 Febbraio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Proclamarono che la gente si convertisse

GOVEDÌ 6 FEBBRAIO (Mc 6,7-13)

La conversione è sempre alla Parola che si annunzia. I profeti annunziavano la conversione all’Alleanza infranta, dimenticata, trascurata, trasformata in un culto sterile. Il Signore per mezzo del suo profeta rinnega ogni culto che non è segno dell’Alleanza vissuta e continuamente rinnovata e aggiornata nella sua verità: «Perché mi offrite i vostri sacrifici senza numero? – dice il Signore. Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di pingui vitelli. Il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco. Quando venite a presentarvi a me, chi richiede a voi questo: che veniate a calpestare i miei atri? Smettete di presentare offerte inutili; l’incenso per me è un abominio, i noviluni, i sabati e le assemblee sacre: non posso sopportare delitto e solennità. Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste; per me sono un peso, sono stanco di sopportarli. Quando stendete le mani, io distolgo gli occhi da voi. Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue. Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova». «Su, venite e discutiamo – dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato» (Is 1,11-20).

Differente è invece la conversione predicata da Gesù e dai Dodici. Essi devono percorre la terra dei padri invitando ogni uomo a convertirsi al regno di Dio che è vicino. La porta per entrare nel regno che viene è la loro Parola. La loro Parola è quella di Gesù. Come la gente è certa che la Parola annunziata dai Dodici è la porta per entrare nel regno? Ma veramente il regno di Dio è vicino? Non sarà un inganno da parte di gente senza coscienza e senza scrupoli? Che la loro Parola è vera e che il regno è vicino, lo attestano le loro opere che non sono opere di un uomo e neanche di molti uomini. Sono opere di Dio. Guarire gli infermi, scacciare gli spiriti impuri, portare la pace nei cuori, infondere una speranza vera, convincere della verità della Parola da essi annunziata non sono opere dell’uomo, ma di Dio. Dio sta venendo con potenza di Parola e di opere. Chi vuole, può convertirsi. Non vi è nessun inganno nella Parola, perché non vi è nessun inganno nelle opere. Di Dio è la Parola, perché le opere sono di Dio. Che tutto sia vero lo attesta anche lo stile di vita dei Dodici. Essi non vanno per cercare dalla gente qualcosa per loro, ma per dare tutto alla gente. La gratuità è il segno del regno, perché il Dio sempre dona tutto, ogni cosa gratuitamente: “O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete denaro, venite, comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete” (Is 55,1-3). I segni della verità ci sono tutti. Non ne manca alcuno.

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Modalità di ieri, modalità di oggi, modalità di sempre. Chi vuole annunziare in modo credibile i misteri del regno di Dio, il regno di Dio deve anche mostrare. Lo mostrerà compiendo le sue opere. Quali oggi sono le opere che attestano che siamo del regno che annunziamo? Il grande amore, la grande comunione tra gli stessi discepoli che annunziano il regno. Due discepoli che vivono di amore vicendevole è il vero segno.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che mai manchi nei discepoli il segno dell’amore.

Fonte@MonsDiBruno