Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 5 Marzo 2021

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Darà in affitto la vigna ad altri contadini

VENERDÌ 5 MARZO (Mt 21,33-43.45)

Dio ha cura della sua vigna. Il profeta Isaia rivela che lui a volte l’abbandona agli animali del campo perché essa comprenda che solo il Signore è la sua vita: “Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi. E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi? Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia. Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele; gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi” (Is 5, 1-7). Quali sono i frutti che il Signore si attende dalla sua vigna? L’obbedienza ad ogni suo Comandamento. L’obbedienza alla Legge trasforma ogni lavoro dell’uomo in benedizione e in grazia sempre più abbondanti. La disobbedienza invece allontana Dio dalla vigna e questa diviene preda del male e la distrugge. Il Signore però sempre manda i suoi profeti, senza alcuna interruzione, perché ricordino al popolo quanto è stato stipulato al Sinai. Ma il popolo è stato sempre sordo al grido dei profeti. Così conclude il Secondo Libro delle Cronache: “Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l’ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio” (2Cro 36,15-16). Ieri fu il grande esilio per il popolo. Oggi con Gesù sarà la distruzione di Gerusalemme.

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

Il Signore ha scelto Abramo per fare dei suoi figli un regno di sacerdoti e di profeti per manifestare la sua gloria a tutte le genti. In questo il popolo di Dio ha fallito. Si è imprigionato in una tradizione degli uomini, in netto contrasto e opposizione con la divina volontà sia quella antica che quella attuale annunziata e rivelata da Cristo Gesù, la pietra che essi hanno scartato e che il Signore ha posto come pietra angolare della sua casa. Il Signore però rimane sempre il Signore è interviene nella storia perché la sua volontà di salvezza e di redenzione si compia. Il regno è tolto e dato ad altri.

Made della Redenzione, Angeli, Santi, fateci ricchi di ogni frutto di obbedienza.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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