Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 5 Dicembre 2021

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05 DICEMBRE – II DOMENICA DI AVVENTO [C]

La parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.

L’Evangelista colloca la missione di Giovanni il Battista in un tempo ben preciso della storia. Siamo a circa 30 anni dalla sua nascita. La datazione della missione è data dai personaggi che a quei tempi governavano la storia. “Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene”. È questo lo scenario storico che segna gli inizi della predicazione di Giovanni il Battista. L’unico dato certo in questa presentazione della storia è l’anno di Tiberio Cesare. Questi è al quindicesimo anno del suo regno.

Ecco altri personaggi della storia. Sono personaggi che appartengono alla storia religiosa del popolo dei Giudei. “Sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa”. Il punto di riferimento è sempre l’anno di Tiberio Cesare. Cosa è avvenuto quando questi personaggi governavano il mondo? “La parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto”. La storia cambia non per volontà degli uomini, ma perché la Parola di Dio discende dal cielo. Sempre la storia è cambiata per la Parola del Signore che è scesa in essa. Sempre cambia quando la Parola scende. Se la Parola di Dio non scende, non viene dal cielo, la storia non cambia. Solo la Parola di Dio ha questo potere. Giovanni viveva nel deserto. La Parola di Dio viene su Giovanni che è nel deserto. Poiché la Parola non viene per lui, viene su di lui, ma non per lui, Giovanni dovrà andare incontro agli uomini e gli uomini incontro a lui.

Parola e missione sono una sola cosa. Non se ne possono fare due cose. Devono rimanere una cosa sola. Tutti i mali della nostra fede e religione iniziano e prosperano quando l’unità viene rotta. L’unità è tutto per la fede. Unità tra Dio e l’uomo per creazione e per obbedienza. Unità tra uomo e donna nel matrimonio per costituzione di un solo corpo secondo la Parola del Signore.  Unità tra fede, Parola, obbedienza, opera. Unità tra vocazione e missione. Giovanni riceve la Parola e percorre tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Si ascoltava la Parola di Giovanni, ci si convertiva alla Legge di Dio, si riceveva il battesimo. Il battesimo era vero segno di purificazione dell’anima attraverso il corpo. Ci si immergeva nel fiume Giordano e l’acqua era vero segno della purificazione avvenuta. Era come se ci si lavasse dal passato di peccato e di disobbedienza. Si compie in Giovanni la profezia di Isaia. Il Signore sta per venire. Si deve preparare a Lui la strada. “Voce di uno che grida nel deserto: «Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!»”. La via al Signore va preparata.

Dio prepara la via, ma anche l’uomo deve preparare la via per giungere al suo Dio. La via dell’uomo è la conversione del cuore, il cambiamento dei pensieri, l’abbandono di ogni trasgressione e disobbedienza, il ritorno nella Legge.  Nella natura una via diviene diritta abbassando ogni monte e colle e riempiendo ogni burrone. Nella vita dell’uomo, la via sarà diritta abbassando i monti del peccato e i colli del vizio e riempiendo i vuoti della falsità con le virtù e la Verità. Dio si è impegnato fin dall’eternità a preparare la sua via all’uomo che è Cristo Gesù. Ogni uomo deve impegnarsi anche lui a preparare la via a Gesù Signore con la conversione, l’abbandono del peccato e del vizio, il ritorno nella Legge.

LEGGIAMO IL TESTO DI Lc 3,1-6

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

La via che l’uomo deve percorrere è il suo ritorno pieno nella Parola del suo Dio. Se non ritorna nella Parola è segno che lui non sta né preparando la via né la sta percorrendo. Prepararla e percorrerla è necessario per la salvezza. Per amore, carità, compassione, misericordia, giustizia ogni uomo può essere di aiuto ad ogni altro uomo: indicandogli la via, mostrandogli come essa si prepara e come si percorre. Giovanni è questo aiuto potente per il suo popolo. Nella nostra fede in Cristo Gesù, ogni discepolo del Signore è chiamato a percorrere la via della giustizia, a camminare di fede in fede e di carità in carità, a indicare ad ogni altro discepolo e ad ogni altro uomo la via della salvezza.

La salvezza di Dio sarà vista perché essa è visibile. La salvezza di Dio è Cristo Gesù. La salvezza di Dio è in Cristo Gesù. Vedere Cristo non è però credere in Cristo. Si crede in Cristo attraverso un atto di volontà che diviene accoglienza. Dinanzi a Cristo Gesù, vera salvezza di Dio, nessuno può rimanere indifferente. Se Cristo è accolto, si entra nella salvezza di Dio. Se Cristo è rifiutato si rimane nella morte spirituale. L’indifferenza è non accoglienza. Gesù va accolto. Combattere Cristo Gesù perché non venga accolto da altri ci costituisce rei di peccato contro lo Spirito Santo. Si è già nella perdizione eterna mentre si è in vita. Si commette un peccato che non è perdonabile né ora né mai.

Quando solo Dio viveva nel suo mistero eterno di unità e trinità e nient’altro esisteva, Dio venne con la sua Parola, diede un comando, fece risuonare la sua Parola, disse e tutto ciò che Lui chiamava all’esistenza, prima della Parola detta non esisteva, detta la Parola riceveva l’esistenza. Anche l’uomo è il frutto insieme della Parola del Signore e della sua personale opera. Con l’uomo la sola Parola non è stata sufficiente. Dio dice l’uomo e lo fa allo stesso istante. Mai questa verità va dimenticata.

Nella nostra santissima fede chi vuole che l’uomo riceva una nuova creazione, più mirabile di quella antica, quella delle origini, deve dire la Parola, ma anche deve fare l’uomo nuovo secondo la Parola. Questa nuova creazione è annunciata attraverso la Parola. Deve essere poi creata attraverso i sacramenti della Chiesa. Ed è questa la sostanziale differenza che vi è tra Gesù e Giovanni il Battista. Giovanni annuncia la nuova creazione. Con la Parola la dice. Con il Battesimo di penitenza per il perdono dei peccati in qualche modo la manifesta anche, ma non la crea.

Gesù invece dice in modo mirabile in cosa consiste la nuova creazione e poi la crea nei suoi sacramenti. In cosa consiste la Nuova Creazione? Nella nuova generazione, opera in noi insieme del corpo di Cristo e della Chiesa. Come Dio alle origini dice come sarà l’uomo e poi lo crea, così anche Cristo, i suoi Apostoli, ogni suo discepolo, dice come sarà il nuovo uomo e poi ognuno deve partecipare alla sua nuova creazione.

In che consiste questa nuova creazione? Nella “creazione” di Cristo in ogni uomo. Nel “creare”  ogni uomo in Cristo. Fare dell’uomo e di Cristo una cosa sola, come Cristo e il Padre nello Spirito Santo sono una cosa sola. Ecco perché senza Cristo e senza la Chiesa non c’è vera religione. Non c’è vera religione, perché non c’è vera creazione. Non c’è vera creazione, perché solo la Chiesa può creare Cristo nell’uomo e l’uomo in Cristo. Senza questa nuova creazione, l’uomo rimane nella sua vecchia natura di peccato e di morte. Anche se la religione contiene qualche parola di verità, mai potrà creazione la verità che rivela o che dice di possedere.

È questa oggi la grande stoltezza cristiana. Pensare che dire l’uomo è fare l’uomo. Dire l’uomo vero e fare l’uomo vero sono due cose infinitamente differenti. L’uomo è vero quando è fatto vero ed è fatto vero solo in Cristo, con Cristo, per Cristo. La Madre di Gesù ci aiuti a comprendere il mistero.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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