Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 5 Agosto 2020

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Il commento alle letture del 5 agosto 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!

MERCOLEDÌ 5 AGOSTO (Mt 15,21-28)

Le nostre preghiere possono essere perfette e imperfette, secondo il cuore del Padre o secondo il nostro cuore, per il bene degli altri o per il nostro bene. La preghiera è perfetta quando è frutto di una fede pura, una carità universale, una speranza che spinge verso il possesso del vero bene, che è la beatitudine eterna, non solo nostra, ma di ogni altro uomo. Nel Vangelo troviamo alcune preghiera di Gesù. La prima è di lode e di benedizione. Gesù loda il Padre perché lo ha costituito Mediatore universale in ogni cosa: nella creazione, nella redenzione, nella rivelazione, nel dono della vita eterna, del conforto, della pace. Tutto il Padre si dona all’uomo, nello Spirito Santo per mezzo di Cristo Gesù, ma anche in Cristo e per Lui: “In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero»” (Mt 11,25-30). Gesù confessa che il Padre è tutto e tutto in Lui è dal Padre.

Gesù prega anche con preghiera di ringraziamento perché sa che il Padre farà uscire Lazzaro dal sepolcro: “Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato»” (Gv 11,41-42). Nell’orto degli Ulivi eleva al Padre una preghiera di totale consegna alla sua volontà. La preghiera di Gesù è perfetta perché Lui una cosa sola cerca: il più grande bene del Padre suo. Il Padre vuole il bene più grande per il Figlio. Il Figlio vuole il bene più grande per il Padre suo. Questa stessa perfezione nella preghiera dovrebbero avere anche gli Apostoli. Gesù vuole il bene più grande per i suoi Apostoli. Anche gli Apostoli devono volere il bene più grande per Gesù. Invece nella preghiera che rivolgono a Gesù questo bene è assente. Essi pensano solo al fastidio che arreca loro la donna e per questo dicono a Gesù: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». È questa una preghiera assai imperfetta. Non contempla il bene di Cristo Gesù. Non vede il bene per la donna. È una preghiera miope. Essa vede solo l’utile immediato per gli Apostoli che considerano la donna persona che disturba la loro quiete e pace. Prima se ne va e meglio è per essi. Gli Apostoli ancora non sono pieni di Spirito Santo.

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Gesù è pieno di Spirito Santo. Prega sempre con preghiera perfettissima. Gli Apostoli sono senza lo Spirito Santo, pensano da uomini e anche pregano da uomini. Chi vuole pregare secondo purezza di fede, vera carità, speranza soprannaturale deve essere pieno di Spirito Santo e in esso crescere. Si cresce nello Spirito, si prega secondo lo Spirito. Non si crescere nello Spirito, si prega dal nostro cuore e dalla nostra mente. Spesso si prega anche dal peccato per il peccato. Tante preghiere sono vane e addirittura peccaminose perché fatte dalla carne dell’uomo e non dallo Spirito del Signore. Poiché la preghiera è parola proferita, essa sempre rivela il cuore. Dal cuore puro, pieno di Spirito Santo, sempre nascerà una preghiera pura, santa, di vero amore.

Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutateci a pregare in Cristo Gesù, dallo Spirito Santo.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.