Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 4 Settembre 2021

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Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».

Per Gesù quanto i discepoli stanno facendo non è violazione della Legge del Padre suo, altrimenti li avrebbe ammaestrati al rispetto del Comandamento. Se Lui lascia che le spighe vengano raccolte, sfregate, mangiate, è cosa lecita.

Per farisei e scribi, il sabato invece è un giorno di assoluto riposo. Secondo la loro dottrina ogni lavoro è proibito. Nulla si può fare. I farisei osservano e quanto i discepoli stanno facendo per loro è grave violazione della Legge. Intervengono prontamente. “Perché fate in giorno di sabato quello che non lecito?”. Di sabato non è lecito lavorare. È vietato. Poiché voi state raccogliendo spighe e le state sfregando con le mani, l’una e l’altra azione sono vietate dalla Legge.

In verità la Legge del Signore, cioè il Terzo Comandamento, non è di questo tenore. Dice altre cose: “Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato (Es 20,8-11). Essi vogliono colpire Gesù. Per farisei e scribi Lui non è affatto un buon Maestro. Lui lascia che il sabato venga violato e non dice una sola parola per ammaestrarli. Può una persona essere chiamata Maestro, se non sa discernere il bene dal male secondo la Legge?

È vero. La Legge dice: “Per sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro”. Si tratta della relazione dell’uomo con la terra, i campi. Il settimo giorno non va dato alla terra, ai campi, ma all’anima, allo spirito. Il settimo giorno è del Signore, del nostro Dio, non dell’uomo. I farisei avevano ampliato il concetto di lavoro. Per essi era lavoro ogni attività svolta dall’uomo con il suo corpo. Anche il proferire una parola per un miracolo per i farisei era lavoro e per questo accusavano Gesù di lavorare il sabato.

Ormai conosciamo il metodo di Gesù. Lui non scende mai nelle profondità della dottrina, della Legge, della Verità. Con i farisei Lui non discute, così come non discute con Satana, il principe delle tenebre. Si serve di vie immediate. Loro dicono che se si raccoglie per fame una spiga, la si sfrega, si mangiano i chicchi è contro la Legge. Non è lecito. Allora è forse lecito, è secondo la Legge, quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Dinanzi alla fame non ci sono leggi da osservare. Se non esiste il Settimo Comandamento – Non rubare – neanche esiste il Terzo Comandamento. Il nutrimento è la prima legge da osservare. Si mangia per conservarsi in vita.

In verità non è stato Davide a prendere i pani dell’offerta per darli da mangiare ai suoi che erano affamati oltre il limite sopportabile. Ma è stato il sacerdote che custodiva la tenda del Signore. Fu lui a sospendere la Legge della sacralità. Ora se il sacerdote ha sospeso una delle leggi più sacre per sfamare Davide e i suoi compagni e non ha commesso alcuna violazione della Legge del Signore, si deve concludere che per fame si può sospendere ogni legge. “Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?”. Questo esempio vale più che mille argomentazioni dottrinali. Questo metodo di Gesù va appreso, anzi è lo Spirito Santo che lo deve suggerire di volta in volta. Esso ci permette di difendere la Verità con poche parole efficaci, che sono senza alcuna possibilità di essere controbattute.

LEGGIAMO IL TESTO Di Lc 6,1-5

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?». Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Dopo aver dato una risposta alla quale non è possibile alcuna obiezione, Gesù dice loro: “Il Figlio dell’uomo è signore del sabato”. Cosa Gesù vuole insegnarci dicendo che il Figlio dell’uomo è signore del sabato? Qual è la luce nuova? Gesù è venuto per liberare la Legge da tutto ciò che l’uomo arbitrariamente aveva aggiunto o tolto contro il Comando del Signore. Infatti Dio aveva ordinato che alla sua Legge nulla si togliesse e nulla si aggiungesse. Mai. Dicendo che il Figlio dell’uomo è signore del sabato, Gesù intende insegnare ai suoi discepoli e ai farisei che Lui è il solo sulla terra e nei cieli che può dire cosa è lecito fare in giorno di sabato e cosa non è lecito fare. Lui è il vero Maestro. Se Lui lascia che i discepoli colgano spighe, li lascia perché è lecito. Se non fosse lecito, li avrebbe già corretti. Se Lui lascia che altre cose vengano operate, è perché non vi è alcuna violazione. Il vero Maestro conosce la Legge. Per questo Lui è vero Maestro, perché è anche Signore della Legge. Ogni suo insegnamento, ogni sua interpretazione, ogni sua spiegazione è purissima Verità. Non è Maestro chi insegna la Legge dalla falsità e dalla menzogna.

Gesù proclama la carità principio ermeneutico unico per l’interpretazione della legge del Signore. La legge è data per amare di più, per amare meglio, per amare sempre secondo Dio. Ma chi può mettere nella sua vita la carità come unico principio ermeneutico di tutte le sue azioni, opere, parole? Lo può fare solo chi è pieno di Spirito Santo. È lo Spirito di Dio la sola luce che illumina l’atto concreto che deve essere avvolto di tutta la nostra carità. Gesù è pieno di Spirito Santo e sa rivestire di carità la vita che gli passa dinanzi. I farisei sono pieni di un legalismo mortale e quindi incapaci di rivestire di carità il momento che loro stanno vivendo. Chi è senza lo Spirito di Dio usa la legge per la legge, la usa senza l’uomo e contro l’uomo. Chi invece è pieno di Spirito Santo si serve della carità e dell’amore per interpretare la Legge e darle il suo giusto, esatto significato. La sua vera interpretazione secondo Dio.

Oggi Gesù dice agli uomini, e in modo particolare ai farisei, che tutti devono essere capaci di un sano e santo discernimento su ciò che è giusto. È vero: possiamo essere capaci di discernimento. Per essere capaci però dobbiamo essere liberi. Per essere liberi dobbiamo porre l’amore al centro dei nostri pensieri. Chi vive per amare, sa sempre discernere qual è l’amore più grande da riversare sui suoi fratelli. Chi invece non vive per amare – e i farisei non vivevano per amare – mai potrà discernere ciò che è giusto. Non lo può perché gli manca il metro del vero discernimento che è solo l’amore. Tutta la Legge di Dio è data per amare di più e meglio, in perfetta giustizia, Dio e i fratelli. Il fine della Legge è l’amore e chi ama è capace di sapere sempre ciò che è giusto, perché giusto è solo l’amore.

Gesù può dare la perfetta interpretazione del Sabato perché è Lui che ha dato la Legge del Sabato. Lui la può interpretare alla perfezione perché colmato di ogni sapienza e saggezza, intelligenza e consiglio dello Spirito Santo. Non solo. Anche le risposte le attinge nella sapienza, saggezza, intelligenza, consiglio dello Spirito Santo. Se Gesù fosse senza questa divina ricchezza, scribi e farisei lo avrebbero lapidato già al primo giorno della sua missione. Così Gesù ci insegna che in ogni relazione con quanti vivono di religione alterata, deviata, trasformata, calpesta nelle sue divine verità occorre sempre tutta la divina sapienza dello Spirito del Signore. Senza questa divina potenza, i detentori e i signori della religione falsificata, ci lapideranno ad ogni nostra parola. La Madre di Gesù interceda perché sempre il Padre celeste ci doni lo Spirito senza misura.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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