Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 4 Giugno 2021

27

Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?». E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.

Il Cristo di Dio è insieme Figlio di Dio e Figlio di Davide. Che sia vero figlio di Dio viene rivelato da due Salmi: “«Io stesso ho stabilito il mio sovrano sul Sion, mia santa montagna». Voglio annunciare il decreto del Signore. Egli mi ha detto: Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedimi e ti darò in eredità le genti e in tuo dominio le terre più lontane (Sal 2,6-8).

Oracolo del Signore al mio signore: «Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi». Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: domina in mezzo ai tuoi nemici! A te il principato nel giorno della tua potenza  tra santi splendori; dal seno dell’aurora, come rugiada, io ti ho generato. Il Signore ha giurato e non si pente: «Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchìsedek». Il Signore è alla tua destra! Egli abbatterà i re nel giorno della sua ira, sarà giudice fra le genti, ammucchierà cadaveri, abbatterà teste su vasta terra; lungo il cammino si disseta al torrente, perciò solleva alta la testa (Sal 110,1-7).

Che sia vero Figlio di Davide, che è vero Figlio di Abramo, vero Figlio di Adamo, lo rivela la profezia fatta per comando del Signore da Natan:

Ecco la Parola che annuncia a Davide che sempre sul suo trono regnerà un suo discendente: “Dirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. Se farà il male, lo colpirò con verga d’uomo e con percosse di figli d’uomo, ma non ritirerò da lui il mio amore, come l’ho ritirato da Saul, che ho rimosso di fronte a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”». Natan parlò a Davide secondo tutte queste parole e secondo tutta questa visione (2Sam 7,1-17).

In questa profezia viene annunciato che sul trono di Davide vi sarà sempre un suo discendente. Si parla di un regno reso stabile per sempre. Ancora però non si parla di un Re Eterno dal Regno Eterno. Aggiungendo profezia a profezia e rivelazione a rivelazione a poco a poco dal regno che non avrà fine si giunge ad un re dal regno eterno. Leggiamo in Isaia: “Il popolo che camminava nelle tenebre  ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia,  hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Madian. Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco. Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine  sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre. Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti (Is 9,1-6).

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli umili della terra. La giustizia sarà fascia dei suoi lombi e la fedeltà cintura dei suoi fianchi. Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare. In quel giorno avverrà che la radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli. Le nazioni la cercheranno con ansia. La sua dimora sarà gloriosa (Is 11,1-10).

Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore (Is 61,1-2).

Ecco cosa aggiunge il profeta Daniele alla profezie che precedono: “Io continuavo a guardare, quand’ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto (Dn 7,9-10.13.14). Dal regno eterno, profezia dopo profezia, si giunge al Re Eterno, con potere universale ed eterno.

LEGGIAMO IL TESTO DI Mc 12,35-37

Insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo: Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici sotto i tuoi piedi. Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?». E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.

Tutte le antiche profezie trovano il loro compimento pieno e perfetto nel Prologo del Vangelo secondo Giovanni. Il Messia del Signore è il Verbo che si fa carne: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato (Gv 1,1-18).

Cristo Gesù si conosce nella purezza della sua verità di vero Dio e di vero uomo attraverso la piena conoscenza di tutta la Scrittura, non solo piena conoscenza dell’Antico Testamento, ma anche piena conoscenza del Nuovo testamento. È sufficiente che noi priviamo Cristo Gesù di una sola profezia, una sola rivelazione e il Cristo di Dio non è più il Cristo di Dio. Diviene un Cristo degli uomini e di conseguenza è un anticristo.

Se oggi volessimo contare tutte le verità che sono state e che vengono tolte a Cristo Gesù, sia alla sua umanità che alla sua divinità e anche alla sua missione, neanche lo si potrebbe. Oggi Cristo Gesù è divenuto irriconoscibile, tante sono le verità delle quali è stato privato. Ogni verità che si toglie a Cristo è una verità che si toglie alla Chiesa, è una verità che si toglie al cristiano, è una verità che si toglie all’uomo. Divenuto Cristo Gesù oggi irriconoscibile, anche la Chiesa sta divenendo irriconoscibile. Anche il cristiano e ogni altro uomo stanno perdendo la loro verità. Urge dare purissima verità a Cristo Gesù se si vuole che tutta la creazione riceva la sua verità.

Madre di Gesù, aiutaci. Vogliamo ridare ogni verità a Cristo perché noi, l’umanità e la creazione ricevano la loro verità. Amen.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

Articolo precedenteCommento al Vengelo del 4 Giugno 2021 – Monaci Benedettini Silvestrini
Articolo successivoCommento al Vangelo del 4 Giugno 2021 – Don Francesco Cristofaro