Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 4 Dicembre 2021

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SABATO 04 DICEMBRE – I SETTIMANA DI AVVENTO [C]

Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

Viene ancora ribadita qual è l’attività di Gesù, perché mai dimentichiamo l’essenza del suo lavoro missionario. Lui percorreva tutte le città e i villaggi. Lui non aspettava che il mondo venisse a Lui. Era Lui ad andare dal mondo. La missione si svolge sempre in due modalità. Si viene dal missionario per ricevere ogni beneficio spirituale e materiale. Ma anche il missionario si reca presso la gente per portare ad essa il messaggio secondo l’ordine di Dio. C’è gente che può venire, viene e la si accoglie. Ma c’è gente che non può venire, si va e si porta la luce del Signore. Gesù vive queste due modalità. Tutti vengono a Lui. Ma anche Lui va da tutti. Nessuno viene escluso dalla salvezza.

Ecco qual è l’attività di Gesù nel suo pellegrinaggio missionario: insegna nelle loro sinagoghe, annunzia il Vangelo del Regno, Guarisce ogni sorta di malattia e ogni infermità. Al primo posto vi è l’insegnamento. È attività primaria di Gesù. L’insegnamento si specifica come annuncio del Vangelo del regno di Dio. Si insegna la volontà di Dio, si annuncia il Vangelo del Regno, si invita esplicitamente alla conversione e alla fede nel Vangelo annunciato. Come segno che quello annunziato da Gesù è il Vangelo del Regno, Gesù guarisce da ogni malattia e da ogni infermità. Il Regno di Dio è anche liberazione da ogni male fisico. Gesù ne dona una anticipazione come segno. Queste modalità dovranno essere vissute da ogni missionario di Cristo Gesù. Il Regno si annuncia insegnando il Vangelo che ci apre le sue porte. Si annuncia mostrando quali saranno i frutti eterni di esso. Queste modalità devono essere una sola modalità.

Chi deve provvedere a dare pastori secondo il suo cuore è il Padre celeste. Suo è il gregge e sua è la cura. Gesù vuole però che siano coloro che governano il gregge che preghino il Padre perché mandi pastori in gran numero. La messe è sempre molta. I pastori sempre pochi. Questa verità deve essere il cuore di ogni pastore e anche di ogni pecora. Sia pastori che pecore devono sapere che urgono molti pastori. Nessuno da solo può bastare. Né un papa, né un vescovo, né un presbitero da soli possono bastare. Poiché la messe è molta, anche i pastori devono essere molti. I molti pastori poi devono essere come un solo pastore: tutti operanti e agenti dal cuore di Dio. Poiché il gregge è del Padre ed è Lui che deve provvedere, a Lui si deve chiedere con preghiera incessante che provveda. A cosa deve provvedere il Signore? Non a mandare solo operai nella sua messe, pastori nel suo gregge. Lui deve provvedere a mandare pastori secondo il suo cuore, affinché guidino il suo gregge con sapienza e intelligenza di Spirito Santo. A nulla servono pastori che guidino il gregge dal loro cuore, dalla loro stoltezza e insipienza. Che il Signore mandi molti operai, se poi ognuno cammina secondo il suo cuore perverso, a nulla serve. I danni sono gravi e ingenti. Invece il Signore manderà pastori secondo il suo cuore e il suo gregge sarà ben custodito. 

Leggiamo il testo di Mt 9,35-38-10,1.6-8

Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. Rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Quando il Signore dona una missione dona anche i mezzi perché essa possa essere portata a compimento. Senza i mezzi nessuna missione si potrà compiere. Non si può essere profeti del Dio vivente senza il dono della Parola. Se i discepoli di Gesù devono manifestare nel mondo la presenza del regno di Dio, è cosa necessaria che vengano dati loro i mezzi perché questo possa avvenire. Gesù dona il potere sugli spiriti impuri. Possono scacciare i demòni.

Possono anche guarire ogni sorta di malattia e infermità nel popolo. Possono cioè liberare gli uomini dal potere di Satana. Possono anche liberare dalle conseguenze fisiche che il peccato sempre produce nel corpo dell’uomo. Corredati di questo potere divino, i discepoli possono andare nel mondo e manifestare che realmente il regno di Dio è in mezzo ad essi. Una cosa va però chiarita. Ogni potere divino va esercitato nella comunione dello Spirito Santo. I Dodici Apostoli del Signore dovranno rivolgersi alle pecore perdute della casa d’Israele. Esse hanno un diritto prioritario su tutti gli altri popoli. La priorità è solo temporanea. Prima il Vangelo va annunziato al popolo di Dio. Va annunziato ai figli d’Israele perché a loro è stato promesso. Non solo. Ma per essi il Vangelo dovrà essere dato ad ogni altro popolo. Nella discendenza di Abramo, per essi la benedizione di Dio dovrà raggiungere tutte le genti.

Come i Dodici Apostoli dovranno vivere la missione? Gesù dona loro delle regole semplici, non complesse. Esse vanno soltanto applicate. La missione è prima di tutto un andare di luogo in luogo, di città in città. Prima regola: Essi dovranno, lungo il cammino o strada facendo, predicare. In cosa dovrà consistere la loro predicazione? Nel dire che il regno dei cieli è vicino. Il regno da essi atteso è venuto, è in mezzo a loro. Come si può notare, la predicazione degli Apostoli è l’annunzio di una realtà nuova che è nel mondo. Dio ha deciso di instaurare il suo regno sulla terra. Lo ha deciso ed è all’opera per instaurarlo. Questo è il lieto annunzio. Questa prima regola mai dovrà essere dimenticata. Il regno va annunziato venuto, presente nel mondo, perché la salvezza è nel regno ed è sempre dal regno. Se non si è regno non c’è salvezza. La salvezza si dona dal regno. Costruire il regno di Dio, crescere come regno di Dio, aggregare al regno di Dio è obbligo per ogni discepolo di Gesù. Se il regno non è costruito, nessuna salvezza sarà donata. La salvezza si dona da regno di Dio dal regno di Dio.

Ora Gesù aggiunge una seconda e un terza regola. Anche queste vanno osservate. La seconda regola detta le modalità per attestare, manifestare, rendere visibile la presenza del regno sulla nostra terra. È regola essenziale. Guarire gli infermi, risuscitare i morti, purificare i lebbrosi, scacciare i demòni è manifestare in modo visibile, dinanzi ad ogni uomo, che realmente il regno è presente in mezzo a loro. Lo attestano i segni che essi compiono.

Questi segni rivelano che il peccato e i suoi frutti possono essere vinti, sconfitti. Non sono però vinti o sconfitti per forza della natura o degli uomini, ma perché il Signore agisce per mezzo degli Apostoli. La potenza di Dio è in essi. Questa regola mai deve essere dimenticata dagli Apostoli. Non sono le loro forze umane che manifestano la presenza del regno nella loro missione, ma è il potere di Cristo operante in essi. In essi tutto deve discendere dall’Alto.

Una terza regola vuole che prima di ogni altra cosa l’Apostolo del Signore manifesti e riveli che il regno è già in Lui, nella sua persona. Come questa manifestazione sarà possibile? Annunziando ed operando gratuitamente. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. È regola eterna, immortale. Essa rivela che realmente il regno di Dio è nell’Apostolo e che l’Apostolo è nel regno di Dio. Il suo cuore è libero da ogni spirito di cupidigia e di possesso. La Madre di Dio e Madre nostra ci aiuti. Vogliamo fare solo ciò che Gesù ci ha comandato.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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