Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 31 Agosto 2021

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Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».

Ancora Gesù cammina da solo. Non ha chiamato nessun discepolo. Per una intera settimana nulla si dice di Lui. Viene il giorno di sabato e Lui insegna nella sinagoga alla gente. È vero profeta Gesù. Ma subito si mostra come vero Maestro. L’insegnamento è una dottrina tratta dalle Scritture profetiche. Nella sinagoga Lui legge la Scrittura e la spiega. Illumina i cuori con la più pura verità del Padre suo. Gesù può fare questo, perché colmo di Spirito Santo. Lo Spirito sempre mette sulla sua bocca la buona parola dell’ammaestramento e dell’insegnamento secondo le necessità dei cuori che stanno ad ascoltarlo. È questa la differenza tra l’insegnamento di Gesù e quello di ogni altro uomo. Ogni altro uomo dice una dottrina che può essere vera, falsa, utile, non utile, piacevole, noiosa. Gesù parla invece sempre al cuore, a tutti i cuori.

La gente che ascolta è stupita del suo insegnamento. La sua Parola ha autorità. Che significa che la sua Parola ha autorità? Significa che Gesù dice una Parola che è Verità e che nessuno potrà mai non riconoscere come purissima Verità. Significa altresì che è una Parola che penetra nell’anima e vi si pianta in essa. L’uomo potrà anche non credere. Ma essa è cementata nella sua anima e anche nell’inferno sarà in essa per la sua dannazione eterna e perdizione. Aveva ricevuto la vera Parola e non l’ha ascoltata. Significa anche che quando Gesù comanda, la sua Parola non rimane inefficace. È come la Parola di Dio. Dio dice e le cose esistono. Gesù dice e il cuore non è più lo stesso. La Parola di Gesù ha autorità perché la storia, dopo che Lui ha parlato, non è più la stessa. Vi è un cambiamento sostanziale. Prima era nelle tenebre. Ora è nella luce. Se il cuore vuole, potrà camminare di luce in luce e di verità in verità.

Ma è anche Parola di verità perché quando essa è data come comando agli spiriti impuri, questi devono immediata obbedienza. “Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte”. Lo spirito impuro sapeva chi è Gesù. Sa che a Lui deve immediata obbedienza. Non può non obbedire. Prima però di obbedire vuole arrecare a Gesù il più grande male possibile. Oggi qual è il più grande male? Rivelare la sua verità. Qual è la Verità di Gesù? Essa è triplice. È il profeta promesso a Mosè. È il Sacerdote alla maniera di Melchisedek. Queste due verità non arrecano danni. Ma Lui è anche il Cristo di Dio. Questa verità oggi arreca danni gravi. Il Padre ha stabilito tempi e momenti perché questa verità venga rivelata. Per questo Satana la rivela: per far sì che fin da subito la missione di Gesù possa fallire.

Lo spirito impuro si ribella a Cristo Gesù. “Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?”. Prima che Tu rovini noi, noi roviniamo Te. Sveliamo la Tua Verità. “Io so chi Tu sei: il Santo di Dio”. Il Cristo di Dio.  Gesù è venuto proprio per questo: per distruggere il regno di Satana sulla terra e instaurare il Regno del Padre suo. Come si instaura il Regno del Padre suo? Togliendo gli spiriti impuri dalla mente, dallo spirito, dall’anima, dai corpi. Nell’uomo o dimora lo spirito impuro o lo Spirito Santo. La coabitazione non è consentita. Luce e tenebra non possono coesistere. Le tenebre scacciano la luce. La luce scaccia le tenebre. Lo spirito impuro conosce la potenza di Gesù.

Subito Gesù interviene e gli dona un ordine severo e perentorio: “Taci! Esci da lui!” Allo spirito Gesù ordina di tacere. La sua verità per il momento dovrà rimanere nascosta. Quando lo Spirito Santo lo deciderà, essa sarà rivelata. Non solo lo spirito impuro deve tacere. Deve anche uscire. E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì, senza fargli alcun male. Gesù è il Signore dello spirito impuro. A Lui esso deve ogni obbedienza. Deve uscire ed esce. Satana, poiché creatura e sottoposto alla Signoria del suo Dio, che è Gesù, riconosce l’autorità di Cristo. Sempre obbedisce al suo comando. Questo non significa che non lavori per arrecargli il male più grande. È verità. Contro ogni uomo Satana lavora per conservarlo suo suddito, perché non esca dal suo regno e dalla sua schiavitù. Contro Gesù lavora per ostacolare l’opera della sua salvezza e redenzione. Con Gesù il suo regno volge al termine. Quando per il discepolo di Gesù il regno dei Satana volge al termine? Quando il discepolo vive come vero corpo di Cristo. Quando vive in Cristo, con Cristo, per Cristo. Se vive fuori dal corpo di Cristo, è già regno di Satana.

LEGGIAMO IL TESTO DI Lc 4,31-37

Poi scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità. Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

L’immediata obbedienza dello spirito impuro colma di stupore tutti coloro che erano nella sinagoga. Essi si dicono l’un l’altro: “Che parola è mai questa che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?”. I presenti vedono la grande differenza che esiste tra la Parola di Cristo Gesù e ogni altra parola. Quella di Gesù è Parola che illumina, rischiara, infonde speranza nuova, crea pace nei cuori, libera gli uomini dagli spiriti impuri. È una Parola in tutto simile a quella del Signore loro Dio. È una Parola che crea una realtà nuova, una vita nuova, una storia nuova, un presente nuovo, un futuro nuovo. Dove passa Cristo Gesù passa una vita nuova.

La sua fama si diffondeva, perché ognuno raccontava all’altro quello che aveva visto e udito. Chi ascoltava, racconta a sua volta, quanto gli era stato riferito. Sono sufficienti pochi passaggi e tutta una regione conosce Cristo Gesù. Questa verità vale anche per i missionari di Cristo Gesù. Se la loro Parola è piena di autorità e di potenza come quella del loro Maestro, anche per essi la voce corre e si diffonde. Se dicono parole del mondo, la parola è di morte. Anche la parola di morte spesso corre di bocca in bocca. Essa però non attrae. Allontana. Attrae la Parola di vita eterna. Quella di Gesù è vera Parola di vita eterna. Anche quella dei discepoli di Gesù dovrà essere vera Parola di vita eterna.

Cristo Gesù e la Parola sono una cosa sola, indivisibile in eterno. La sua vita è la sua Parola. La sua Parola è la sua vita. Oggi il cristiano, chiamato anche lui a unificare Parola e vita facendole divenire una cosa sola, ha invece separato la Parola dalla vita e la vita dalla Parola. Questa separazione fa sì che la sua Parola non sia più Parola di vita, ma semplicemente parola. Poiché semplicemente parola, non è più Parola di Cristo Gesù. È parola è basta. Non è Parola di Cristo Gesù perché alla Parola manca la vita di Cristo Gesù. Ora quando un cristiano dice una parola senza la vita, quella parola mai potrà essere una parola di autorità. Non è la scienza che fa divenire di autorità una Parola, ma la vita. Scribi e farisei dicono parole senza vita. La loro è parola senza alcuna autorità. Mai potrà avere autorità una parola che è senza vita. Se è senza vita in colui che la dice, potrà questa parola produrre vita in chi l’ascolta? Mai. Essendo la Parola vita in Gesù, ogni volta che essa viene proferita produce vita nei cuori. La gente vede la vita e fa la differenza. Questo oggi il cristiano deve operare se vuole che anche la sua parola sia una parola che crei vita: la parola deve divenire la sua vita e la sua vita essere la sua parola. Quando questa unità si compie, la parola sempre genera vita nei cuori ed è la vita generata che fa gridare al grande miracolo. La Madre di Dio venga in nostro soccorso. Interceda per noi presso lo Spirito Santo, perché venga e crei in noi questa mirabile unità tra Parola e vita. Amen.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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