Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 30 Ottobre 2020

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E non potevano rispondere nulla a queste parole

VENERDÌ 30 OTTOBRE (Lc 14,1-6)

Dinanzi alla Sapienza divina, eterna, soprannaturale, universale, increata e anche dinanzi alla Sapienza partecipata all’umanità di Cristo Gesù, come purissimo dono dello Spirito Santo, nella quale Lui cresceva giorno dopo giorno, potrà mai essere un solo uomo che possa ergersi con una sapienza più grande? Pensarlo è stoltezza. Volerlo fare è superbia, arroganza, prepotenza diabolica. Solo Lucifero si è posto dinanzi a Dio, dichiarandosi dio. Ma sappiamo la fine che ha fatto. A Gesù possiamo noi applicare a ragione quanto il Libro della Sapienza rivela del nostro Dio: “E chi domanderà: «Che cosa hai fatto?», o chi si opporrà a una tua sentenza? Chi ti citerà in giudizio per aver fatto perire popoli che tu avevi creato? Chi si costituirà contro di te come difensore di uomini ingiusti? Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto. Né un re né un sovrano potrebbero affrontarti in difesa di quelli che hai punito. Tu, essendo giusto, governi tutto con giustizia. Consideri incompatibile con la tua potenza condannare chi non merita il castigo. La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti”.

“Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono. Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento. Se infatti i nemici dei tuoi figli, pur meritevoli di morte, tu hai punito con tanto riguardo e indulgenza, concedendo tempo e modo per allontanarsi dalla loro malvagità, con quanta maggiore attenzione hai giudicato i tuoi figli, con i cui padri concludesti, giurando, alleanze di così buone promesse! Mentre dunque correggi noi, tu colpisci i nostri nemici in tanti modi, perché nel giudicare riflettiamo sulla tua bontà e ci aspettiamo misericordia, quando siamo giudicati” (Sap 12,12-22). Possiamo affermare che ogni Parola di Gesù è un vero segno della Sapienza divina dalla quale Lui è mosso. Se sono grandi i suoi miracoli, molto più grande è il segno dato in ogni sua Parola. Un esercito di esperti sofisti, di giocolieri della parola, capaci all’istante di far vedere il bianco nero e nero il bianco, la falsità verità e la verità falsità, mai è riuscito a cogliere in fallo, neanche in una sola parola, Cristo Signore. Eppure le domande erano accuratamente studiate, elaborate, tutte a loro giudizio senza possibilità di risposta di salvezza, ma solo risposta di condanna. Veramente in Gesù lo Spirito del Signore agisce con ogni sapienza, conoscenza, intelligenza, luce divina.

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.

L’argomentazione di Gesù è semplice: voi farisei, su quale principio di rivelazione, di Legge, di dottrina, di morale, stabilite che un bue, un asino, un qualsiasi altro animale, ma anche un figlio, possano essere soccorsi in giorno di sabato e un uomo ammalato non possa essere aiutato senza neanche muovere un dito, ma solo dicendo una parola? Dinanzi ad una tale domanda, messa sulla bocca di Gesù dallo Spirito Santo, non c’è risposta. Gesù non può essere accusato di violazione del sabato. Non può essere condannato per disobbedienza alla Legge del Signore. Ciò che i farisei fanno e permettono che venga fatto è vero lavoro. Oggi, più che mai, dinanzi ai sofisti e ai giocolieri della falsa morale, che per ogni via hanno un solo obiettivo – distruggere Cristo, sapendo che, distrutto Lui, anche la Chiesa è distrutta – urge che il cristiano risponda con la più alta Sapienza dello Spirito Santo. Per questo gli è chiesto di crescere in grazia, crescendo in obbedienza. La parola dovrà essere il suo miracolo.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il cristiano cresca in grazia e in sapienza.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.