Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 30 Novembre 2019

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Il commento alle letture del 30 Novembre 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Essi subito lasciarono le reti e lo seguirono

Rm 10,9-18; Sal 18; Mt 4,18-22

Nell’Antico Testamento ogni chiamata da parte del Signore è distacco, separazione, abbandoo del prima, anche fisicamente. Così per Abramo, Mosè, Eliseo.

Il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran (Gen 12,1-4). Mosè partì, tornò da Ietro suo suocero e gli disse: «Lasciami andare, ti prego: voglio tornare dai miei fratelli che sono in Egitto, per vedere se sono ancora vivi!». Ietro rispose a Mosè: «Va’ in pace!». Mosè prese la moglie e i figli, li fece salire sull’asino e tornò nella terra d’Egitto. E Mosè prese in mano il bastone di Dio (Es 4,18-20). Partito di lì, Elia trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elia disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te». Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio (1Re 19,19-21).

Per Gesù l’abbandono non deve essere solamente del luogo, ma anche affettivo. È come se avvenisse la morte della persona. Muore il prima, inizia il dopo per Gesù.

Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio» (Lc 9,53-62).

San Paolo attesta che lui tutto ha lasciato e lascia ogni giorno al fine di correre dietro a Cristo e raggiungerlo. Lui lascia il Paolo di ieri per iniziare oggi con un nuovo Paolo. Se lui non lascia il Paolo di ieri, il Paolo di ieri è un grave peso per il Paolo di oggi che non gli permette in alcun modo di poter correre dietro a Cristo per conquistarlo.

Se qualcuno ritiene di poter avere fiducia nella carne, io più di lui: circonciso all’età di otto giorni, della stirpe d’Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo figlio di Ebrei; quanto alla Legge, fariseo; quanto allo zelo, persecutore della Chiesa; quanto alla giustizia che deriva dall’osservanza della Legge, irreprensibile. Ma queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù (Cfr. Fil 3,4-14).

Gesù lungo il mare di Galilea vede con gli occhi dello Spirito Santo Simone e Andrea. Li chiama: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”. Essi lasciano tutto e lo seguono. Poi vede Giacomo e Giovanni. Li chiama. Essi lasciano tutto e lo seguono.

Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Chi vuole essere missionario di Cristo Gesù, suo Apostolo, deve lasciare il prima, sia fisico che spirituale o affettivo, ed entrare nel dopo giorno per giorno. Gesù ogni giorno era dalla volontà del Padre per mozione dello Spirito Santo. Gesù è Gesù ogni giorno.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni apostolo di Gesù lasci tutto e segua Lui.

Fonte@MonsDiBruno

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