Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 30 Gennaio 2021

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Non avete ancora fede?

SABATO 30 GENNAIO (Mc 4,35-41)

Fede non è credere in una parola detta che rimane solo parola. Fede è invece credere nel Dio che ha detto la Parola, Dio che è Creatore e Signore Onnipotente, capace di realizzare quanto ha detto, sempre attento e vigile perché quanto detto si compia. Leggiamo nei Salmi: “Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio; mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo. Invoco il Signore, degno di lode, e sarò salvato dai miei nemici. Mi circondavano flutti di morte, mi travolgevano torrenti infernali; già mi avvolgevano i lacci degli inferi, già mi stringevano agguati mortali. Nell’angoscia invocai il Signore, nell’angoscia gridai al mio Dio: dal suo tempio ascoltò la mia voce, a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido. La terra tremò e si scosse; vacillarono le fondamenta dei monti, si scossero perché egli era adirato. Dalle sue narici saliva fumo, dalla sua bocca un fuoco divorante; da lui sprizzavano carboni ardenti. Abbassò i cieli e discese, una nube oscura sotto i suoi piedi. Cavalcava un cherubino e volava, si librava sulle ali del vento. Si avvolgeva di tenebre come di un velo, di acque oscure e di nubi come di una tenda. Davanti al suo fulgore passarono le nubi, con grandine e carboni ardenti. Il Signore tuonò dal cielo, l’Altissimo fece udire la sua voce: grandine e carboni ardenti. Scagliò saette e li disperse, fulminò con folgori e li sconfisse. Allora apparve il fondo del mare, si scoprirono le fondamenta del mondo, per la tua minaccia, Signore, per lo spirare del tuo furore. Stese la mano dall’alto e mi prese, mi sollevò dalle grandi acque” (Cfr. Sal 18 (17) 1-51). Questa è la potenza, anzi l’onnipotenza del nostro Dio.

E ancora: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l’anima mia, mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. Ungi di olio il mio capo; il mio calice trabocca. Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni” (Sal 23 (22) 1-6). Quando si possiede questa fede nel nostro Dio, allora è giusto che ci si chieda: Perché il Signore sta permettendo che io passi per questa valle oscura? Perché lascia che il mare si scateni contro di me? Perché acconsente che io sia fisicamente crocifisso, ma prima umiliato con ogni umiliazione? La risposta non può essere che una sola. Il Signore vuole rivelare quanto è grande la sua onnipotenza verso di me e quanto profonda la sua misericordia. Ma anche vuole provare lo spessore della mia fede e l’altezza e la larghezza del mio abbandono nelle sue mani. Vuole mettere alla prova la mia fede in Lui e per questo permette che i lacci del male avvolgano la mia vita.

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

I discepoli ancora non conoscono tutta la verità di Gesù Signore. Ancora hanno visto solo qualche dettaglio di essa. Ogni miracolo aggiunge dettaglio a dettaglio e ogni parola dona verità più piena alla parola precedentemente detta o proferita. Oggi essi sanno che Gesù può comandare al mare e ai venti. Sanno che Lui è come Dio. Quanto può il loro Dio anche Gesù lo può. In onnipotenza è in tutto uguale al loro Signore. Ancora tante altre verità devono imparare su di Lui e per questo ancora vi saranno altri miracoli e altri segni. Solo alla fine, dopo la gloriosa risurrezione, la verità è completa.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che viviamo di fede perfetta in Cristo Gesù.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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