Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 3 Giugno 2022

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VENERDÌ 03 GIUGNO – SETTIMA SETTIMANA DI PASQUA [C]

In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Prima che gli Apostoli si spargano per il mondo per predicare il Vangelo ad ogni creatura, Gesù vuole portare la luce della verità nel cuore di tutti. Simon Pietro ha rinnegato il Signore. Potrà lui governare le pecore e gli agnelli del Signore? Nel Cenacolo Gesù aveva profetizzato il triplice rinnegamento ed esso si era compiuto: “Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte” (Gv 13,26-38). “Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?». Egli rispose: «Non lo sono». Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava” (Gv 18,15-18). “Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò” (Gv 18,25-27).

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Ora Gesù entra nuovamente nella vita dei suoi Apostoli e ancora una volta pronuncia una profezia su Pietro. Prima però chiede a Pietro di manifestare agli altri Apostoli che il suo amore per il suo Maestro è sincero e anche molto forte. Lui veramente ama Cristo Gesù più di tutti gli altri Apostoli messi insieme. Su questa manifestazione Gesù gli affida sia pecore che agnelli. Gli affida gli Apostoli e ogni altro membro del suo corpo. Da questo istante Pietro di una cosa si dovrà occupare: di amare Cristo Gesù più di tutti gli altri, più di tutto il corpo di Cristo, che è la sua Chiesa. Il suo amore per Gesù deve essere manifesto ed evidente. Ogni cuore deve confessare: Veramente Pietro ame Gesù più di me. Veramente lui mi supera nell’amore per il mio Signore. Veramente non c’è nessuno al mondo che ami Gesù come lo ama Simon Pietro. Su questo amore si fonderà l’obbedienza sia delle pecore che degli agnelli. Senza la visione di questo amore, si potrà cadere nel non ascolto, nell’indifferenza, ma anche – cosa che mai dovrà accadere – nella critica e nella mormorazione. Vale per Simon Pietro quando viene detto a Giosuè: “Essi risposero a Giosuè: «Faremo quanto ci ordini e andremo dovunque ci mandi. Come abbiamo obbedito in tutto a Mosè, così obbediremo a te; purché il Signore, tuo Dio, sia con te com’è stato con Mosè. Chiunque si ribellerà contro di te e non obbedirà a tutti gli ordini che ci darai, sarà messo a morte. Tu dunque sii forte e coraggioso» (Gs 1,16-18). L’obbedienza al grande amore di Pietro è la sorgente dell’obbedienza alla perfetta fede di Pietro. Se manca il grande amore, sempre mancherà la grande obbedienza. Senza obbedienza non c’è vera edificazione del corpo di Cristo, della sua Chiesa. Quest’amore è a fondamento dell’unità dei discepoli di Gesù. Nell’amore tutta la vita di Pietro è di Cristo Gesù.

LEGGIAMO IL TESTO DI Gv 21,15-19

Ora Gesù attesta per Pietro. Non ci sarà un secondo rinnegamento. Ci sarà per Pietro la perfetta sequela di Gesù Signore. Anche lui morirà per crocifissione. Come Cristo, lui sarà legato e portato al luogo del suo martirio. Come si è compiuta la prima profezia, quella del rinnegamento, così ci compirà questa della morte per crocifissione. Ora tutti gli Apostoli vengono garantiti da Gesù. Pietro mai più rinnegherà il suo Signore. Pietro sempre amerà Gesù più di tutti gli altri. Su questa profezia si può edificare l’obbedienza alla fede di Pietro. Ciò che Gesù garantisce per Pietro non lo garantisce per quanti saranno successori di Pietro. Essi se vogliono che pecore e agnelli obbediscano alla sua fede, devono sempre attestare a tutta la Chiesa e al mondo che il loro amore è vero, sincero e che supera l’amore di ogni altro discepolo di Gesù. Senza questa attestazione la Chiesa potrà anche smarrirsi nella confusione e distruggersi nella sua unità. La storia attesta che questo è avvenuto. La Madre di Dio e Madre nostra ci faccia crescere nell’amore per Cristo.

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