Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 3 Giugno 2021

77

Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso.

Gesù risponde allo scriba ricordando due verità della Scrittura Antica. La prima verità è tratta dal Deuteronomio e si compone di tre comandi da parte del Signore. PRIMO COMANDO: “Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo” (Dt 4,1-2).

SECONDO COMANDO: Le leggi da osservare sono quelle contenute sulle due tavole di pietra, scritte con il dito di Dio: “«Ascolta, Israele, le leggi e le norme che oggi io proclamo ai vostri orecchi: imparatele e custoditele per metterle in pratica. Il Signore, nostro Dio, ha stabilito con noi un’alleanza sull’Oreb. Il Signore non ha stabilito quest’alleanza con i nostri padri, ma con noi che siamo qui oggi tutti vivi. Il Signore sul monte vi ha parlato dal fuoco faccia a faccia, mentre io stavo tra il Signore e voi, per riferirvi la parola del Signore, perché voi avevate paura di quel fuoco e non eravate saliti sul monte. Egli disse: “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile. Non avrai altri dèi di fronte a me” (Dt 5,1-21).

TERZO COMANDO: È la modalità secondo la quale la Legge dell’Alleanza va osservata: “Questi sono i comandi, le leggi e le norme che il Signore, vostro Dio, ha ordinato di insegnarvi, perché li mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso; perché tu tema il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni. Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto. Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte (Dt 6,1-9). Non c’è amore senza obbedienza. Non c’è obbedienza senza Legge. Il Signore chiede di obbedire alla sua Legge amando Lui con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze. L’obbedienza non è alla Legge, ma al Signore che ha dato la Legge. L’amore non è verso la Legge ma è dato all’Autore della legge che è il Signore.

Questa verità così viene annunciata da Cristo Gesù: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi (Gv 14,15-17). Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando (Gv 15,9-14).

Se si ama il Signore, si cammina nella sua volontà. Se non si ama il Signore, non si cammina nella sua volontà. Il Signore, la sua volontà, la codificazione della sua volontà, l’obbedienza alla Legge, l’amore verso il Signore, sono una cosa sola. Non sono più cose separate. Si ama il Signore secondo la sua volontà. La volontà del Signore non è da immaginare. Essa è tutta codificata nella sua Parola. Dio e la sua volontà sono una cosa sola. Guai a farne due cose separate e distinte.

Questo stesso principio va applicato all’amore verso il prossimo. Nulla nell’amore verso il prossimo deve venire dalla nostra volontà. Tutto invece è stabilito dalla divina ed eterna volontà. Amare il Signore è amare la volontà di Dio sul prossimo. I Dieci Comandamenti dettano l’amore con il quale Dio chiede all’uomo di amare. Chi l’uomo deve amare? Deve amare il suo Signore e il prossimo obbedendo alla Legge dell’Alleanza. L’amore verso il prossimo è rivelato dal Signore, nell’Antica Legge, in modo particolare nei Capitoli XVIII, XIX, XX del Levitico. Esso riguarda ogni relazione. Eccone una: “Quando un forestiero dimorerà presso di voi nella vostra terra, non lo opprimerete. Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio. Non commetterete ingiustizia nei giudizi, nelle misure di lunghezza, nei pesi o nelle misure di capacità. Avrete bilance giuste, pesi giusti, efa giusta, hin giusto. Io sono il Signore, vostro Dio, che vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto” (Lev 19,33-36). Quando si offende il prossimo è il Signore che si offende, perché è la sua volontà che viene calpestata.

Leggiamo il testo di Mc 12, 29b-34

Quando Davide commise il gravissimo peccato di adulterio e l’uccisione del marito della donna con la quale aveva trasgredito la Legge del suo Dio, ecco cosa gli dice il profeta Natan: “Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi?” (2Sam 12,9). Disprezzare la Parola del Signore è disprezzare il Signore. Così dice Gesù: “Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato» (Lc 10,16). Anche l’Apostolo Paolo annuncia la stessa verità: “Questa infatti è volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impurità, che ciascuno di voi sappia trattare il proprio corpo con santità e rispetto, senza lasciarsi dominare dalla passione, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno in questo campo offenda o inganni il proprio fratello, perché il Signore punisce tutte queste cose, come vi abbiamo già detto e ribadito. Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste cose non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che vi dona il suo santo Spirito” (1Ts 4,3-8).

Ecco l’insegnamento dell’Apostolo Giovanni: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. Se uno dice: «Io amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello” (1Gv 4,10-21). L’amore vero è obbedienza perfetta al Signore, la Sorgente eterna del vero amore.

La Madre del Signore ci aiuti ad amare il nostro Dio come Lei lo ha amato.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

Articolo precedenteCommento al Vengelo del 3 Giugno 2021 – Monaci Benedettini Silvestrini
Articolo successivoCommento al Vangelo del 3 Giugno 2021 – Don Francesco Cristofaro