Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 28 Ottobre 2019

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Il commento alle letture del 28 Ottobre 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Nel video, la lettura del testo del commento di mons. Costantino.

Chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici

Ef 2,19-22; Sal 18; Lc 6,12-19

La scelta appartiene solo al Padre. L’uomo può anche offrirsi al Padre. Se si offre è per mozione dello Spirito Santo. Ma poi dovrà essere il Padre a sceglierlo, nello Spirito Santo, come apostolo del Figlio suo. Il Padre sceglie per mezzo di Cristo Signore.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri (Gv 15,12-17).

San Pietro, perché una persona subentri al posto di Giuda, detta le condizioni. Vengono presentate due persone. Non è lui che sceglie. Fa scegliere il Signore.

Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione». Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia. Poi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava». Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli (At 1,21-26).

San Paolo anche lui detta le condizioni perché uno possa essere scelto come Apostolo di Gesù. La scelta però spetta sempre al Signore. Lui sceglie per mezzo dei suoi Apostoli. Essi devono porre ogni attenzione affinché nulla venga dal loro cuore.

Questa parola è degna di fede: se uno aspira all’episcopato, desidera un nobile lavoro. Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola donna, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia guidare bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi e rispettosi, perché, se uno non sa guidare la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio? Inoltre non sia un convertito da poco tempo, perché, accecato dall’orgoglio, non cada nella stessa condanna del diavolo. È necessario che egli goda buona stima presso quelli che sono fuori della comunità, per non cadere in discredito e nelle insidie del demonio (1Tm 3,1-7).

Come Gesù passò la notte in preghiera chiedendo al Padre che gli desse dodici nomi sui quali costruire ed edificare il suo nuovo popolo, così anche la Chiesa, in ogni suo figlio, deve passare notti in orazione per chiedere al Padre operai per la sua messe. La preghiera è stata necessaria a Cristo Gesù. La preghiera sarà sempre necessaria alla Chiesa. Se la Chiesa non chiede con lunga e accorata preghiera, il Padre non dona.

In quei giorni egli se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Perché gli Apostoli sono necessari a Gesù? Perché ad essi Gesù dovrà consegnare la sua missione, la sua Parola, il suo Santo Spirito, il suo corpo e il suo sangue, la sua grazia e verità, la sua Chiesa e i suoi sacramenti, il suo gregge. Sono essi che dovranno fare i nuovi pastori e sono loro che sempre dovranno edificare il suo regno.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che sempre il Padre de cieli mandi operai nella vigna.

Fonte@MonsDiBruno