Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 27 Gennaio 2022

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GIOVEDÌ 27 GENNAIO – TERZA SETTIMANA DEL T.O. [C]

Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro?

La Lampada che il Signore Dio ha accesso e messa sul candelabro del mondo e su di esso deve rimanere fino al giorno della creazione dei cieli  nuovi e della terra nuova è Cristo Gesù. È cosa buona leggere il decreto del Signore così come esso viene annunciato dal Salmo: “Perché le genti sono in tumulto e i popoli cospirano invano? Insorgono i re della terra e i prìncipi congiurano insieme contro il Signore e il suo consacrato: «Spezziamo le loro catene, gettiamo via da noi il loro giogo!».

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Ride colui che sta nei cieli, il Signore si fa beffe di loro. Egli parla nella sua ira, li spaventa con la sua collera: «Io stesso ho stabilito il mio sovrano sul Sion, mia santa montagna». Voglio annunciare il decreto del Signore. Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedimi e ti darò in eredità le genti e in tuo dominio le terre più lontane. Le spezzerai con scettro di ferro, come vaso di argilla le frantumerai». E ora siate saggi, o sovrani;  lasciatevi correggere, o giudici della terra; servite il Signore con timore e rallegratevi con tremore. Imparate la disciplina, perché non si adiri e voi perdiate la via: in un attimo divampa la sua ira. Beato chi in lui si rifugia (Sal 2,1-12).  Il decreto è eterno e immodificabile.

Non solo sulla terra, ma anche nei cieli Gesù è la Lampada che in eterno dovrà illuminare la Santa Gerusalemme: “In essa non vidi alcun tempio: il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna: la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello. Le nazioni cammineranno alla sua luce, e i re della terra a lei porteranno il loro splendore. Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, perché non vi sarà più notte. E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni. Non entrerà in essa nulla d’impuro, né chi commette orrori o falsità, ma solo quelli che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello. E non vi sarà più maledizione. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello: i suoi servi lo adoreranno; vedranno il suo volto e porteranno il suo nome sulla fronte. Non vi sarà più notte, e non avranno più bisogno di luce di lampada né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà. E regneranno nei secoli dei secoli (Ap 21,22-27;  22,3-4). Gesù è la Lampada che per l’eternità illuminerà tutti coloro che hanno creduto in Lui e a Lui hanno consacrato la sua vita.

Ma Gesù dal giorno della sua ascensione gloriosa in cielo è divenuto luce invisibile. Come si fa a seguire una luce che non si vede? Anche a questo Cristo Gesù ha provveduto. Ha costituito sua luce nel mondo il suo corpo che è la Chiesa. In questo corpo visibile che è la Chiesa, ognuno deve brillare nel mondo di una sua particolare luce, data a lui dallo Spirito Santo: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli (Mt 5,13-16).

Se ogni membro del corpo di Cristo è luce accesa dallo Spirito Santo e posta sul candelabro della storia, se lui è luce, la luce si vede ed essa attrae a Cristo Gesù. Se la luce si spegne, essa non è più luce e nessuno per il cristiano potrà mai venire a Cristo Gesù. Oggi dobbiamo confessare che avendo il cristiano spento la sua luce, non ha spento solo la sua luce, ha anche spento la luce di Gesù Signore. Quando infatti il cristiano spegne la luce di Cristo in lui, in lui si spegne anche la luce della sua sapienza e intelligenza. Si spegne la luce della Parola del Vangelo. Si spegne la luce della verità dello Spirito Santo. Si spegne la luce di tutto il mistero di Dio Padre, di Cristo Gesù, dello Spirito Santo. Si spegne il mistero della Chiesa, il mistero della salvezza, il mistero della redenzione. Si spegne il mistero stesso dell’uomo, il mistero del tempo, il mistero dell’eternità. Il cristiano ritorna in una tenebra più grande e più fitta di quella da lui lasciata quando non era divenuto luce di Cristo.

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LEGGIAMO IL TESTO DI Mc 4,21-25

Da cosa ci accorgiamo che il cristiano oggi è tornato ad essere tenebra del mondo, smettendo di essere luce di Cristo Gesù? Dalle parole di tenebra che esso dice. Ecco alcune parole di tenebra: La Chiesa del Dio vivente non è più necessaria per la salvezza. Ogni religione è via di salvezza. Non si deve più parlare della superiorità di Cristo Gesù in ordine agli altri fondatori di religione. Tutti i fondatori sono uguali e tutte le religioni sono uguali. Nessuna è superiore o più vera di un’altra. Non si deve parlare più del vero Dio che è solo il Padre del Signore nostro Gesù Cristo e di Gesù Cristo che è il Figlio eterno del Padre. Si deve parla solo del Dio unico, del Dio cioè che è uguale al Dio di ogni altro popolo e di ogni altra religione. Cosi dicendo per noi verità e falsità, tenebre e luce, vero Dio e gli idoli sono una cosa sola. La Madre di Dio vegli su di noi.

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