Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 27 Aprile 2021

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Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore

MARTEDÌ 27 APRILE (Gv 10,22-30)

Quando non si è pecore di Cristo Gesù? Quando si diviene figli del diavolo. Gesù è il Figlio della luce eterna e risplende di luce eterna nelle sue parole e nelle sue opere. I figli del diavolo sono invece i figli delle tenebre e sempre combattono contro la Luce eterna che è Cristo Signore. Ascoltiamo Gesù Signore: “Gesù allora disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».

Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio»” (Gv 8,31-47). Si può tornare ad essere figli della luce, rinnegando il nostro essere stati figli delle tenebre. Si può essere figli di Dio dopo essere stati figli di Satana? Si può a condizione che non si siano oltrepassati i limiti del male con il peccato contro lo Spirito Santo: “Perciò io vi dico: qualunque peccato e bestemmia verrà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non verrà perdonata. A chi parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro” (Mt 12,31-32). Quando si cade nel peccato contro lo Spirito Santo, si è tenebra che mai più potrà passare nella luce.

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

I ministri della Parola devono mettere in guardia ogni uomo e in modo particolare ogni discepolo di Gesù che non precipiti in questo orrendo peccato. Gesù non sta parlando ai pagani, ma ai Giudei, cioè a quanti professavano la fede nell’unico e solo vero Dio. Essi sono caduti nel peccato dal quale non c’è ritorno. Anche i figli della luce potrebbero cadere nello stesso peccato. Chi sta in piedi, faccia molta attenzione perché non cada. Se si cade, non sempre ci si rialza. Ognuno è chiamato a vigilare. Avvisare perché si vigili è responsabilità di ogni ministro della Parola del Signore.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che non cadiamo in questo peccato.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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