Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 27 Aprile 2020

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Il commento alle letture del 27 Aprile 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Che crediate in colui che egli ha mandato

LUNEDÌ 27 APRILE (Gv 6,22-29)

Perché è necessario credere nella Parola di Cristo, ma credendo in Cristo, nella sua Persona, mandata da Dio? Perché il Padre ha stabilito con decreto eterno che la salvezza, la vita, la luce, la grazia, la verità, la giustizia, la risurrezione, la beatitudine di ogni uomo è Cristo. Anche il Padre e lo Spirito Santo si donano in Cristo. Non solo tutto è Cristo, ma tutto si acquisisce e si vive in Cristo, con Cristo, per Cristo: “Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra”.

La nostra fede è differente da qualsiasi altra fede e credenza. Parola, vita, salvezza, redenzione e Autore di esse non solo sono una cosa sola, ma tutto è in Lui che si vive, con Lui e per Lui: “In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria” (Ef 1,3-14). Gesù non è stato mandato come Mosè, Giosuè, Samuele, Elia, Eliseo, Isaia, Geremia e neanche come tutti gli altri profeti. Gesù è Persona unica nella storia della salvezza e dell’umanità. Lui non dice agli uomini una via di salvezza. Lui è la via della salvezza. Lui non manifesta dov’è la vita degli uomini. Lui è la vita. Così dicasi per la luce, la verità, la giustizia, la misericordia, ogni altro dono di grazia. Tutto è Lui, tutto è in Lui, tutto si vive per Lui, con Lui, in Lui. Ma anche la santità cristiana non è fuori di Lui. La nostra santità è la conformazione della nostra vita alla sua. Il Padre non si compiace se non di Lui. Si compiace di noi, se siamo suoi figli di adozione in Lui e se conformiamo la nostra vita alla sua.

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

È volontà del Padre che noi crediamo in Gesù mandato da Lui. La vera fede è nella Persona di Gesù. Ma chi è Lui secondo pienezza di verità. È il Mediatore universale, immortale, eterno tra il Padre, l’intera creazione, ogni uomo. Ma questo è ancora troppo poco. Come il Figlio è la vita del Padre, così il Padre vuole che Cristo sia la vita di ogni uomo. Vuole che con Cristo si diventi una sola vita, divenendo una sola luce, verità, grazia, amore, misericordia. Ecco perché si deve credere non solo nella Parola di Gesù, ma in Gesù e in tutto ciò che Lui, per volontà del Padre, è per noi. Togliendo Cristo, nel quale è la salvezza, si rimane senza verità, senza luce, senza vita eterna.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che Cristo Gesù ritorni ad essere il cuore della fede.

Fonte@MonsDiBruno