Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 26 Aprile 2020

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Il commento alle letture del 26 Aprile 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui

DOMENICA 26 APRILE (Lc 24,13-35)

Vi sono diversi modi di spiegare le Scritture. Il primo modo, che è il più comune, è costringere la Parola a servire il nostro pensiero di menzogna, falsità, peccato. È questo il modo usato dagli scribi e dai farisei di tutti i tempi. Sia Geremia che Gesù denunciano questa modalità satanica: “Come potete dire: “Noi siamo saggi, perché abbiamo la legge del Signore”? A menzogna l’ha ridotta lo stilo menzognero degli scribi! I saggi restano confusi, sconcertati e presi come in un laccio. Ecco, hanno rigettato la parola del Signore: quale sapienza possono avere? “(Ger 8,8-9). “E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?»” (Gv 5,37-47). Asservire la Scrittura al proprio pensiero è peccato contro lo Spirito Santo. La verità viene trasformata in menzogna e in nome dello Spirito Santo si professa la falsità.

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Il modo vero di leggere e spiegare le Scritture è dalla piena obbedienza allo loro verità e ad ogni loro comando. Con la vita si mostra ciò che esse dicono, ordinano, comandano e con la Parola si illuminano i cuori con la luce di verità e di giustizia che emana da esse. Gesù spiega le Scritture dal loro pieno compimento nel suo corpo, nel suo spirito, nella sua anima. Delle Scrittura Lui dona la somma luce. Nessuna luce è simile alla sua. Lui è il Crocifisso e il Risorto. Illumina il mistero della sua Crocifissione dalla gloria della Risurrezione. Purtroppo oggi le Scritture sono ridotte a menzogna dallo stilo menzognero dei suoi interpreti. O si ritorna alla purezza della verità e della luce contenute in esse, oppure saremo consumati, divorati, ridotti in polvere dalla falsità e menzogna, che viene proferita in nome del Padre e del Figlio e dello Spirito.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che per noi la Scrittura manifesti tutta la sua luce.

Fonte@MonsDiBruno