Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 25 Ottobre 2019

548

Il commento alle letture del 25 Ottobre 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Come mai questo tempo non sapete valutarlo?

Rm 7,18-25a; Sal 118; Lc 12,54-59

La carne valuta secondo la carne, lo spirito secondo lo spirito, la sapienza secondo la sapienza. San Paolo rivela ai Corinti che l’uomo secondo la carne non comprende le cose di Dio. Lui vede dalla carne. Le cose di Dio vanno viste dallo Spirito del Signore.

Anch’io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. Tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Infatti chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.(1Cor 2,1-16).

Possiamo noi conoscere le cose di Dio, anche se non in modo perfetto? Sì. Lo possiamo. Il potere è però condizionato all’eliminazione del peccato dalla nostra anima e dalla disobbedienza dal nostro cuore. Il peccato distoglie gli occhi dalle cose dello Spirito e li orienta verso le cose della carne. L’obbedienza distoglie invece gli occhi dalle cose della carne e li dirige verso le cose dello Spirito. La carne opera un discernimento secondo la carne. Lo Spirito opera discernimenti secondo lo Spirito. Tutto inizia dall’abitazione del nostro cuore e della nostra mente nella Legge del Signore. Dalla Legge ogni discernimento spirituale è sempre possibile. Dalla carne è sempre impossibile. Le folle non possono comprendere Gesù. Gesù opera dallo Spirito e dallo Spirito parla. Le folle operano dal peccato e dal peccato valutano e giudicano.

Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

Oggi i cristiani è come se fossero tutti colpiti da uno spirito di torpore, accidia, insensibilità, addirittura da uno spirito di menzogna che trasforma e riduce in menzogna tutta la Parola del Signore. È questo il segno che il peccato ha preso possesso della nostra anima, la disobbedienza del nostro spirito, il vizio del nostro corpo. Procedendo di peccato in peccato si giunge al soffocamento della verità nell’ingiustizia. Quando i limiti del male sono oltrepassati, si cade nel peccato contro lo Spirito Santo ed è la morte eterna per la persona. Dalle tenebre nessun discernimento. Occorre una potente grazia esteriore, frutto della Parola piena di Spirito Santo. Questa grazia deve portarla nel mondo il missionario del Vangelo. Per lui viene la salvezza.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate ogni cristiano potente grazia di redenzione e di vita.

Fonte@MonsDiBruno