Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 25 Marzo 2021

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Lo Spirito Santo scenderà su di te

ANNUNCIAZIONE 25 MARZO (Lc 1,26-38)

Chi si fa carne nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo? Chi oggi viene concepito in quel seno purissimo come vero figlio dell’uomo? La verità piena, inequivocabile, senza lacune, ce la offre l’Apostolo Giovanni nel Prologo al suo Vangelo: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (cfr. Gv 1,1-18). Chi nasce dalla Vergine Maria è il Figlio Unigenito del Padre, il suo Verbo Eterno, da Lui generato in principio, da sempre, quando nulla esisteva e neanche il tempo. Il Verbo è luce da luce, Dio da Dio, generato, non creato della stessa sostanza del Padre. Si è fatto carne perché noi nella sua carne potessimo divenire veri figli di Dio, nella conversione, nel perdono dei peccati, nella nascita da acqua e da Spirito Santo.

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Ecco una verità che ci rivela il fine dell’Incarnazione del Verbo: “Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito” (Ef 2,14-18). Oggi è la verità dell’Incarnazione che viene negata, taciuta, non predicata, non annunziata. È a Cristo Signore che non si invita più a credere. Così facendo, i figli della Chiesa rendono vano il mistero della redenzione dell’umanità. Abbandonano la sorgente viva dell’acqua della vita per andare a dissetarsi presso delle cisterne che contengono solo fango. Urge che il cristiano cominci ad annunciare la verità di Cristo Gesù. È nella sua verità che l‘uomo trova la sua verità ed è nella sua vita che l’uomo ritorna in vita. Il Verbo Incarnato non è la luce del cristiano, ma la luce e la vita del mondo. Non dare Cristo è privare l’uomo della luce, della vita, delle verità, della pace. È peccato gravissimo.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che il cristiano annunzi Cristo nella verità.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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