Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 25 Agosto 2021

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Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume.

Anticamente il sepolcro era luogo impuro. Il contatto con una tomba rendeva impuri. Per questo motivo essi venivano debitamente segnalati con una imbiancatura. All’esterno il sepolcro era candido, pulito, bello. All’interno invece era pieno di ossa di morti e di ogni marciume. È un contrasto pesante. Fuori tutto candido, dentro tutto marcio. Fuori ammirevole, dentro disgustevole. Così sono farisei e scribi. Se uno li guarda all’esterno, ma da lontano, sono belli da vedersi. Tutto è impeccabile alla vista. Se ci si avvicina, ci si accorge che sono marci dentro, perché in essi non abita il Signore, ma lo spirito del peccato. Dove governa lo spirito del peccato lì c’è sempre anche lo spirito dell’ipocrisia. Spirito di peccato e spirito di ipocrisia sono inseparabili. Mai un discepolo di Gesù deve cadere vittima dello spirito del peccato e dell’ipocrisia. Se però cade nel peccato e si lascerà governare da esso, sempre sarà anche governato dallo spirito dell’ipocrisia. Chi non vuole essere ipocrita, dovrà mettere ogni attenzione affinché mai esca dalla Parola del Signore.

Ora Gesù applica l’immagine del sepolcro a scribi e farisei: Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità. L’apparenza inganna per un tempo finito. Poi tutto viene alla luce. Il Vangelo lo attesta. Quando il putridume viene alla luce? Quando si ci incontra con una storia di luce e si deve operare un discernimento. Con Gesù essi hanno sempre operato un discernimento di tenebra, falsità, calunnia.  Ora chi opera un tale discernimento attesta che nel cuore c’è il marcio del peccato. Solo il peccato dona giudizi di peccato. La santità proferisce discernimenti di santità. Il discernimento rivela la verità del cuore. Basta un solo discernimento e si conosce il cuore. Basta una sola parola e si rivela l’intimo di un uomo. Chi vuole avere una parola di verità deve possedere un cuore di santità. Cuore falso, parola falsa. Cuore santo, parola vera. È verità eterna. Non vi è nulla di segreto che non venga rivelato. Non c’è nulla nel cuore che non appaia alla luce. Chi vuole che il male non si manifesti, deve toglierlo dal suo cuore, deve bandirlo dalla sua vita, eliminarlo dai suoi pensieri. Nessuno mai lo dimentichi. La storia svela sempre il nostro cuore. Essa sempre chiede un discernimento di verità. Se il nostro è discernimento di falsità, attestiamo dinanzi al mondo che il peccato ci governa e l’ipocrisia ci divora. Peccato e ipocrisia ci rendono ministeri delle tenebre, dell’ingiustizia, del male, dell’iniquità. Ci fanno divenire ministri di Satana e non di Cristo Gesù. Gli “abiti” sono di Cristo, splendidi e luccicanti. L’interno è invece di Satana, perché pieno di iniquità, falsità, tradimento della verità, congiura contro la luce di Cristo Signore.

Ma c’è un altro “guai” ancora più inquietante. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti. Costruire le tombe e adornare i sepolcri è riconoscere la verità della loro profezia e giustizia. Ma i profeti furono perseguitati e alcuni anche uccisi. Così anche molti giusti soffrirono e furono perseguitati. Chi ha fatto questo non sono stati i pagani, ma i figli di Israele, cioè i padri degli scribi e dei farisei. È possibile rinnegare il giudizio di falsità dei padri? È cosa santa, se questo avviene con spirito di vera conversione e di volontà di non seguire le loro orme, divenendo noi vera profezia e giustizia secondo la legge del Signore. Altrimenti anche questa è opera di grande ipocrisia. 

LEGGIAMO IL TESTO DI Mt 23,27-32

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri.

Loro solo apparentemente prendono le distanze dai loro padri: e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti. Perché solo apparentemente e non nei fatti? Perché nei fatti, essendo loro pieni di marciume e di impurità, non possono non essere persecutori e uccisori dei profeti. Quando si vive nel peccato sempre si è contro la verità, perché il peccato è contro la verità. È stato e sarà così sempre. Peccato, marciume del cuore, tenebre della mente non possono coabitare con la verità, né lasciarla indisturbata. Il peccato odia la luce. Non vuole che gli possa nuocere. Vuole regnare dalla falsità e dalle  tenebre e per questo uccide la luce.

Innalzando la tomba dei profeti e dei giusti, loro testimoniano contro se stessi, Attestano infatti di essere figli di chi uccide i profeti. Si può anche essere figli di chi uccide i profeti. Dio ha rivelato che la colpa del padre è del padre. Mai la colpa del padre diviene colpa del figlio. Qui invece apparentemente si prendono le distanze dai padri, che sono uccisori dei profeti, mentre si continua nell’alimentare la causa che ha prodotto un tale abominevole frutto. Chi vuole prendere le distanze dalle colpe dei padri, deve necessariamente tagliare con il peccato. Se si è nel peccato infallibilmente si diviene uccisori della verità. È dell’albero del peccato produrre questo frutto e lo produrrà. Chi vuole, ama, desidera separarsi dalle colpe dei padri ha un solo modo per farlo: accogliere l’invito alla conversione e alla fede nella Parola che il Signore fa ascoltare all’uomo. Ci si distacca convertendosi e credendo nel Vangelo. Poiché scribi e farisei sono accaniti oppositori della Parola proferita da Gesù e della verità alla quale Lui ha chiesto obbedienza, non solo non vi è distacco dalle colpe dei padri, si è continuatori di esse in modo ancora più grave.

Scribi e farisei colmano la misura del loro padri, perché, mentre i padri hanno ucciso solo dei profeti, essi uccideranno non solo il Messia del Signore, il suo Unto, uccideranno lo stesso Figlio di Dio venuto nella carne per la salvezza. Nessuno si faccia meraviglia né si stupisca. Il peccato non conosce limiti nella sua malvagità. È stato così ieri, sarà oggi e anche domani. Il peccato elimina quanti vogliono combatterlo. Gesù è venuto per togliere il peccato del mondo. Questa è la sua missione. Il peccato del mondo volle togliere Lui appendendolo alla croce. Solo tre giorni la morte lo ha tenuto prigioniero. Poi Gesù è risorto e ora tutti in Lui possono vincere il peccato, se vogliono. Ora chi vuole vincere il peccato, chi non vuole colmare la misura dei suoi padri, ha una sola possibilità: convertirsi alla Parola di Cristo Gesù, credere nel suo Vangelo, lasciarsi battezzare, divenire suo corpo che è senza peccato. Chi non vuole divenire o si rifiuta di essere un solo corpo con Cristo sempre sarà sotto la schiavitù del peccato e potrà perseverare nel compimento delle opere dei suoi padri. È verità eterna. Il peccato si nutre di peccato.

Questa verità si comprende solo se lo Spirito Santo illumina la mente con la sua divina e soprannaturale sapienza. Ma perché Lui possa illuminare è necessario che il cuore sia libero da ogni peccato. Se il cuore viene occupato dal peccato, lo Spirito Santo esce da esso e stoltezza, insipienza, falsità, menzogna, ipocrisia fanno del cuore la loro stabile dimora. Pensieri, decisioni, discernimenti, parole mai potranno essere il frutto dello Spirito del Signore. Non abita nel cuore. La mente non comprende le Parole dello Spirito Santo. Non ci si deve meravigliare quando un cuore si ostina nella falsità, negli errati discernimenti, nelle stolte valutazioni, nei giudizi di menzogna, nel disprezzo della verità, nel vilipendio della giustizia, in ogni altra iniquità. Finché dal cuore non si toglierà il peccato, mai vi potrà entrare lo Spirito Santo con la sua divina ed eterna sapienza, intelligenza, consiglio. Rimanendo il peccato nel cuore, ogni parola che esce da esso è frutto del peccato che lo governa. Il peccato è tenebra e i suoi giudizi sono giudizi di tenebra. La Madre Gesù, la Donna dal cuore colmo di Spirito Santo, interceda per noi. Ci ottenga la grazia di avere un cuore puro, santo, colmo di Dio come il suo, Amen.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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