Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 24 Luglio 2021

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Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio

Nella parabola del seminatore Gesù ci dice come nasce il regno di Dio nei cuori e nel mondo. Esso nasce dalla seminagione della Parola. Chi vuole vedere spuntare il regno di Dio attorno a sé deve mettersi di buona lena e seminare senza sosta la Parola. La Parola deve anche insegnare, perché venga accolta nella sua verità più piena e più santa. Assieme alla Parola occorrono anche la grazia, la preghiera, la libertà dalle cose di questo mondo. Mettendo ogni cura in queste cose, di certo il regno di Dio nasce, cresce, fruttifica in noi e attorno a noi.

Ora Gesù ci dice come vive il regno di Dio in questo mondo. Appena noi abbiamo seminato la parola, o il buon seme nel campo dei cuori e del mondo, di notte, mentre noi dormiamo, viene il nostro nemico, semina la zizzania in mezzo al grano e se ne va. Prima verità: La zizzania non viene seminata prima. Viene seminata sempre dopo. Appena si semina la buona parola nei cuori, subito dopo passa il nemico e semina la cattiva parola, o la zizzania, l’erba cattiva. Questa è legge perenne del regno di Dio. Chiunque semina la Parola deve sapere che subito un altro seminerà la parola cattiva nello stesso cuore. Seconda verità: La parola cattiva non ha bisogno di cure per crescere. Essa cresce da sola. Produce da sola, Si sviluppa da sola. Non ha bisogno di alcun accompagnamento. Mentre il buon seme ha bisogno di infinite cure perché cresca e maturi, l’erba cattiva è seminata e poi abbandonata. Il male che essa produce è incalcolabile. Terza verità: Parola buona e parola cattiva crescendo insieme nel cuore non si distinguono subito. Si distinguono al momento della fioritura e della fruttificazione. I fiori e frutti dell’erba cattiva sono ben diversi da quelli della buona Parola di Dio.

LEGGIAMO IL TESTO DI Mt 13,24-30

Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio”».

Quarta verità: Nessuno si deve meravigliare della zizzania che viene seminata nei cuori e nel regno di Dio. Nessuno deve dubitare della bontà della Parola del Signore seminata nei cuori e nel campo di Dio. La zizzania non viene mai da Dio, mai dal bene, mai dalla verità. La zizzania non è dovuta al buon seme seminato nel campo, come se il buon seme producesse anche seme non buono. Quinta verità: La zizzania viene sempre seminata dal nemico di Dio. Chi semina la zizzania è sempre un nemico di Dio, anche se si veste da amico di Dio e degli uomini. È molto importante che conserviamo nel cuore questa verità. Nessuno che semina zizzania, falsità, menzogna, può mai dirsi amico di Dio. Ogni seminatore di zizzania ha un solo nome: nemico di Dio. Dai frutti possiamo conoscere gli uomini. Dai loro frutti sappiamo se sono amici di Dio oppure suoi nemici. Chi è nemico di Dio di certo è anche nemico degli uomini. Nessuno che è nemico di Dio sarà mai amico degli uomini.

Ora però i servi chiedono al padrone se lui vuole che essi vadano a raccoglierla. Della zizzania cosa si deve fare? Bisogna estirparla subito? Bisogna lasciarla crescere insieme al buon grano? La risposta del padrone è di somma saggezza. Non si può raccogliere la zizzania senza nuocere al grano. Bisogna lasciarla stare lì dov’è. Se si raccogliesse la zizzania si potrebbe sradicare il grano e questo sarebbe un male ancora più grande. Sesta verità:  La saggezza vuole che in ogni nostra azione si provochi il male minore. Di certo non è bene che grano e zizzania crescano assieme. Ma questo è un male minore per rapporto al raccogliere la zizzania con il conseguente sradicamento anche del buon grano. Applicato alla vita concreta la zizzania non può essere mai tolta senza alcun danno per quanti sono buon grano. Allora è preferibile che questa erba cattiva cresca insieme al grano. Così il buon grano rimarrà sempre buon grano, anche se con il fastidio di avere questa erba cattiva accanto.  Uno degli errori più frequenti è proprio questo: la volontà ferma e risoluta da parte di tanti di voler estirpare ad ogni costo la zizzania. Gesù ci dice che questa operazione potrebbe costare la vita anche al buon grano. Dobbiamo ascoltare questa parola di saggezza e di intelligenza soprannaturale.

Verrà il giorno della mietitura. Sarà allora che la separazione sarà fatta. Il buon grano sarà riposto nei granai del padrone, mentre la zizzania sarà legata e gettata nel fuoco. Settima verità: La storia è una cosa, la fine della storia è un’altra cosa. Nella storia si sta insieme buon grano e zizzania. Alla fine della storia, anzi al momento della morte – è questa la mietitura – avverrà la separazione.  Il buon grano nei granai del cielo. L’erba cattiva nel fuoco eterno a bruciare per sempre. Questa verità è oggi come scomparsa nell’annunzio cristiano. Al suo posto viene annunziata ed insegnata la falsità di una stessa sorte eterna per il pio e per l’empio, per chi teme il Signore e per chi lo disprezza, per il buon grano e per la zizzania. Questa verità, annunziata con saggezza, intelligenza, sapienza di Spirito Santo, proclamata come vero Vangelo di Dio, può salvare tante anime dallo sfacelo spirituale. La causa dello sfacelo spirituale e morale di buona parte dell’umanità sono proprio i cattivi annunciatori della verità di Dio. Sono i falsari della verità i più grandi responsabili del male che c’è nel mondo. Anche questa verità è stata annunziata dal Signore per mezzo dei suoi profeti. I falsi profeti sono i distruttori dell’umanità. Sono parole che devono far riflettere tutti i moderni falsari della verità di Dio, tutti coloro che dicono  e che insegnano che vi è una medesima sorte sia per quanti sono zizzania e seminatori di zizzania e quanti invece sono buon grano e seminatori di verità e di giustizia secondo Dio.

Ecco come l’Apocalisse sigilla questa verità: “E mi mostrò poi un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città, e da una parte e dall’altra del fiume, si trova un albero di vita che dà frutti dodici volte all’anno, portando frutto ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni. E non vi sarà più maledizione. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello: i suoi servi lo adoreranno; vedranno il suo volto e porteranno il suo nome sulla fronte. Non vi sarà più notte, e non avranno più bisogno di luce di lampada né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà. E regneranno nei secoli dei secoli. E mi disse: «Queste parole sono certe e vere. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi le cose che devono accadere tra breve. Ecco, io vengo presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro». Sono io, Giovanni, che ho visto e udito queste cose. E aggiunse: «Non mettere sotto sigillo le parole della profezia di questo libro, perché il tempo è vicino. Il malvagio continui pure a essere malvagio e l’impuro a essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora. Ecco, io vengo presto e ho con me il mio salario per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l’Alfa e l’Omèga, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine. Beati coloro che lavano le loro vesti per avere diritto all’albero della vita e, attraverso le porte, entrare nella città. Fuori i cani, i maghi, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna! La Madre di Dio ci confermi in questa fede.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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