Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 24 Gennaio 2022

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LUNEDÌ 24 GENNAIO – TERZA SETTIMANA DEL T.O. [C]

In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Chi  è preposto al discernimento in favore del popolo del Signore, si deve spogliare della sua mente, del suo cuore, dei suoi sentimenti e desideri, della sua volontà. Anche della sua anima si deve spogliare. Nulla deve procedere dal suo spirito, dalla sua anima, dal suo corpo, nulla dalla sua formazione spirituale e dottrinale. Nulla dalla sua scienza e nulla dalla sua conoscenza. Il discernimento va fatto solo dalla purissima Parola del Signore. Non sul fondamento di una sola Parola, ma sul fondamento di tutta la Parola, dalla prima Parola della Genesi fino all’ultima del profeta Malachia per l’Antico Testamento. Dalla prima Parola della Genesi fino all’ultima Parola dell’Apocalisse per il Nuovo Testamento.

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Se nel discernimento non ci si spoglia di sé e non ci si riveste di tutta la Parola, è facile cadere in un falso discernimento. Con quali conclusioni? Si potrebbe attribuire ciò che è di Dio all’uomo o peggio ancora si potrebbe attribuire al diavolo ciò che è invece di Dio. Inoltre non si deve prendere solo un evento che viene operato nella storia. Un evento potrebbe anche indurre in errore. Si deve prende in esame ogni evento. Tutta la Scrittura, tutta la vita di una persona sulla quale il discernimento va operato. Gli scribi del tempo di Gesù così non agiscono. Loro hanno in odio Cristo. Vogliono la sua fine. Ogni giorno pensano cosa inventare per toglierlo di mezzo. La sua Parola per loro è vera rovina, perché è la dichiarazione di non verità di tutta la loro religione. O Cristo Gesù o la loro tradizione. Poiché loro hanno scelto la loro religione e non la conversione alla Parola di purissima verità di Gesù, allora di tutto si servono per fare del male al Signore. Si servono anche del tristissimo peccato contro lo Spirito Santo. Impugnando la verità conosciuta essi attribuiscono le opere di Cristo, che sono tutte opere compiute con il dito di Dio, al principe dei demòni. Così Gesù anziché essere confessato come il vero, l’unico Figlio di Dio, viene dichiarato figlio di Satana. Ecco il grande peccato degli scribi: l’attribuzione delle opere di Dio al Diavolo, a Satana.

Come il vasaio che costruisce idoli vuole trarre profitto anche dal male. Così gli scribi del tempo di Gesù. Essi usano la loro parola allo stesso modo che il vasaio modella la creta e con essa creano contro Gesù ogni falsità e ogni menzogna, ogni calunnia e ogni falsa testimonianza. Ecco cosa rivela il Libro della Sapienza: “Un vasaio, impastando con fatica la terra molle, plasma per il nostro uso ogni vaso. Ma con il medesimo fango modella i vasi che servono per usi nobili e quelli per usi contrari, tutti allo stesso modo; quale debba essere l’uso di ognuno di essi lo giudica colui che lavora l’argilla.

Quindi, mal impiegando la fatica, con il medesimo fango plasma un dio vano, egli che, nato da poco dalla terra, tra poco ritornerà alla terra da cui fu tratto, quando gli sarà richiesta l’anima, avuta in prestito. Tuttavia egli si preoccupa non perché sta per morire o perché ha una vita breve, ma di gareggiare con gli orafi e con gli argentieri, di imitare coloro che fondono il bronzo, e ritiene un vanto plasmare cose false. Cenere è il suo cuore, la sua speranza più vile della terra, la sua vita più spregevole del fango, perché disconosce colui che lo ha plasmato, colui che gli inspirò un’anima attiva e gli infuse uno spirito vitale.

Ma egli considera la nostra vita come un gioco da bambini, l’esistenza un mercato lucroso. Egli dice che da tutto, anche dal male, si deve trarre profitto (Sap 15,7-12).  Gli scribi hanno veramente raggiunto il sommo della stoltezza e dell’insipienza. Sulla loro bocca profetizza il peccato. Infatti quale profitto si potrà trarre dal peccato contro lo Spirito Santo se non la propria dannazione assieme alla privazione di molti cuori della possibilità di entrare nella vera luce che conduce al cuore di Cristo e per il cuore di Cristo al cuore del Padre e dal cuore del Padre alle dimore eterne?

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LEGGIAMO IL TESTO DI Mc 3,22-30

Queste parole di Gesù non valgono solo per gli scribi del suo tempo. Valgono per ogni persona chiamata ad operare nella storia ogni discernimento secondo Dio. Essi hanno l’obbligo – pena la morte eterna – di dire che è di Dio ciò che è di Dio e dell’uomo ciò che è dell’uomo. Ciò che è dal cielo va dato al cielo. Ciò che viene da Satana va dato a Satana. Per questo tutti dobbiamo abitare nel cuore dello Spirito Santo. Se abitiamo nel cuore del peccato, il nostro discernimento è sempre falso. Un discernimento falso apre la porta ad ogni tenebra. La Madre di Dio ci salvi.

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