Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 24 Gennaio 2021

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E subito lasciarono le reti e lo seguirono

DOMENICA 24 GENNAIO (Mc 1,14-20)

Nella Scrittura Santa il primo chiamato al ministero profetico che lascia tutto, è Eliseo: “Il Signore gli disse: «Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Cazaèl come re su Aram. Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsì, come re su Israele e ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto. Se uno scamperà alla spada di Cazaèl, lo farà morire Ieu; se uno scamperà alla spada di Ieu, lo farà morire Eliseo. Io, poi, riserverò per me in Israele settemila persone, tutti i ginocchi che non si sono piegati a Baal e tutte le bocche che non l’hanno baciato». Partito di lì, Elia trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elia disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te». Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio (1Re 19,15-21). Eliseo è chiamato a seguire Elia, perché dopo dovrà essere profeta al suo posto. In verità i profeti non hanno persone che subentrato al loro posto. Eliseo è il primo e il solo. Lui è chiamato da un uomo, ma per volontà del Signore. È sempre il Signore che chiama. Anche Gesù chiama. Lui chiama per volontà del Padre, nella comunione dello Spirito Santo. Ogni vocazione è scritta solo dal Padre, per Cristo, nello Spirito del Signore.

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Chi vuole essere missionario di Cristo Gesù per compiere la sua salvezza nel mondo, necessariamente dovrà lasciare ogni cosa. Il cuore è uno. O è per la missione di Cristo Gesù o per le cose della terra. Nessuno potrà servire due padroni: Cristo e le proprie cose: “Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio»” (Lc 9,57-62).

Modello di abbandono di ogni cosa è l’Apostolo Paolo: “Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: mi sono fatto come Giudeo per i Giudei, per guadagnare i Giudei. Per coloro che sono sotto la Legge – pur non essendo io sotto la Legge – mi sono fatto come uno che è sotto la Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la Legge. Per coloro che non hanno Legge – pur non essendo io senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo – mi sono fatto come uno che è senza Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono senza Legge. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io (1Cor 9,19-23). L’Apostolo Paolo ha consegnato tutta la sua vita al Vangelo. Ha abbandonato anche se stesso, i suoi pensieri, desideri, aspirazioni, volontà, cuore, mente, corpo. Tutto da lui è stato consegnato a Cristo Signore nello Spirito Santo perché la missione e solo la missione fosse da lui compiuta. Per un’anima da salvare vale proprio la pena rinunciare anche al proprio corpo imitando Gesù Crocifisso.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri missionari di Gesù Signore.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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