Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 23 Settembre 2021

120

Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Erode sente parlare di Gesù e di tutte le meraviglie da Lui operate. Sente la fama di Gesù che cresce di giorno in giorno e non sa cosa pensare. Non sa chi esattamente è Gesù. Non riesce a saperlo perché molte voci contrastanti giungono ai suoi orecchi. Chi gli dice che Gesù è Giovanni il Battista risorto dai morti. Per costoro Gesù è Giovanni redivivo. Altri gli dicono che è apparso Elia in Gesù. Elia, secondo la profezia di Malachia, aveva una missione ben precisa: preparare la via al Signore. “Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga  il giorno grande e terribile del Signore: egli convertirà il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri, perché io, venendo, non colpisca la terra con lo sterminio. (Mal 3,23-24). Elia viene prima del Messia. Egli viene per preparare la via. Viene per iniziare un vero movimento di conversione. Altri confondono ancora di più Erode, dicendo che Gesù è un antico profeta che è risorto.

Una verità a questo punto si impone: quando la folla si impossessa di un evento, ognuno lo vede secondo i propri occhi, la propria mente, il proprio cuore, i propri desideri. La verità è immaginata. Non è più reale, storica. È difficile che un evento pubblico conservi e si conservi nella sua più pura verità. Gesù, lungo tutto il corso della storia, sarà sempre soggetto a una miriade di interpretazioni e di comprensioni. Sarà compito dei suoi testimoni far sì che la verità su di Lui non venga mai smarrita. Spetta anche a loro farla camminare fino alla consumazione dei secoli nella sua più pura interezza.  Questo potrà avvenire grazie allo Spirito Santo che è il Testimone eterno, soprannaturale, sempre vero di Gesù Signore.

Nessun uomo torna in vita in un altro uomo, per riproporre o continuare la sua attività di un tempo. La morte è definitiva per tutti; si vive una vita sola, una volta sola su questa terra; poi si entra nell’eternità per sempre. La reincarnazione è teoria contraria alla fede cristiana, la quale confessa l’unicità dell’uomo, della persona umana, l’unicità è del corpo e dell’anima, assieme allo spirito. Gesù è Gesù; Giovanni è Giovanni. Muore come Giovanni, se risuscita, risuscita anche come Giovanni, non risuscita Giovanni in Gesù. La vita dell’uomo è questa unicità, questa singolarità, è anche questa irripetibilità. Poi si va nell’eternità senza ritorno, per sempre. Con Gesù, dinanzi a Erode, più o meno è sempre la teoria di un possibile ritorno in vita di uno dei grandi profeti dell’antichità che si afferma. La sfumatura è assai diversa però. Con Elia non si tratta di una risurrezione, sotto forma si reincarnazione, bensì di una apparizione. Ma neanche questa teoria regge alla luce della fede. L’apparizione di un personaggio dell’Antichità può durare solo per pochi istanti, ma sempre nella forma spirituale, mai così materializzata. L’apparizione non può essere materializzazione e quindi Gesù non può essere la figura di Elia che appare sotto quelle sembianze. Veramente l’ignoranza del popolo è assai grande, se poi assieme all’ignoranza religiosa si aggiunge la fantasia, allora veramente nulla potrà più stupirci. Le cose che si potranno dire su Gesù saranno veramente inaudite e inaudibili.

Siamo sempre lì. L’idea ha diverse sfumature, ma il concetto rimane lo stesso. Gesù non è Gesù. Per forza lui deve essere o Giovanni o Elia o uno degli antichi profeti. Che sia risurrezione o apparizione ha poco importanza. Nella fede biblica non c’è risurrezione intesa in questo senso, non c’è anche apparizione così come qui si vorrebbe fare intendere. Lo ribadiamo ancora una volta. Nella fede biblica, una volta che l’uomo muore, finisce ogni relazione con questa terra, relazione materializzata s’intende. Si può mantenere una relazione puramente spirituale, di breve manifestazione, o di intercessione attraverso la preghiera.

LEGGIAMO IL TESTO DI Lc 9,7-9

Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Erode avrebbe voluto vedere Gesù. Di certo non per fede, ma solo per curiosità. Gesù non è venuto per soddisfare la curiosità di questo o di quello. Egli è venuto per la conversione e la fede di ogni uomo nella sua Parola. O Gesù si conosce secondo pienezza di verità, o non si conosce affatto. Gesù è il Vangelo e il Vangelo è Gesù. Chi vuole conoscere Gesù deve convertirsi a Lui, secondo il suo Vangelo. È questa la vera modalità di conoscere il Signore. La curiosità è modalità della terra, non del cielo, di conoscere il Messia di Dio. Tuttavia la curiosità può aprire alla vera conversione. Lo attesta Zaccheo. Anche lui desiderava vedere Gesù. Il suo cuore era però assai differente da quello di Erode. Gesù vede il cuore di Zaccheo, lo inviata a scendere dall’albero, si fa conoscere da Lui. La salvezza entra nella casa di questo pubblicano.  Lo attesta la sua reale, vera conversione. Dall’incontro con Gesù cambia la sua vita.

Gesù si fa conoscere sempre da quanti lo cercano con cuore affranto, da quanti vogliono vederlo per ottenere da lui un qualche sollievo sia per  corpo che per lo spirito che in loro è sofferente, bisognoso delle cure divine, e si recano da lui con vero ed autentico atto di fede, di amore, di preghiera. Si compie in Gesù la profezia di Isaia: “O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete denaro, venite, comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri (Cfr Is 55.1-9). Il Signore va cercato con cuore umile, sincero, con volontà di conversione, con desiderio di dare una svolta alla propria vita.

Oggi Gesù non esaudisce il desiderio di Erode. Lo esaudirà nel giorno della sua passione. Erode sarà posto dinanzi alla sua responsabilità di re. Dovrà giudicare se Gesù è reo di morte o è invece innocente. Se va condannato o liberato. Allora Erode mostrerà solo la sua pochezza, il suo nulla. Non prende alcuna decisione. Rimanda Gesù a Pilato. Se la veda lui. Quando la storia passa dinanzi ai nostri occhi, essa ci copre di altissima responsabilità. Possiamo noi rivestirla di verità per la sua salvezza. Possiamo deturparla con ogni falsità per la sua perdizione. Possiamo essere indifferenti. Se molti la coprono di falsità, moltissimi sono indifferenti ad essa. Se l’indifferenza dell’uomo è grave peccato, l’indifferenza del cristiano è gravissima colpa di omissione. Nessuna colpa è uguale alla sua. È colpa, madre di ogni colpa.

È responsabilità del cristiano rivestire la storia di purissima verità divina. È sua missione dare ad essa Cristo Gesù, verità, luce, grazia, vita eterna. È suo obbligo annunziare Cristo e attrarre ogni uomo a Cristo. Cristo è la verità della storia. Il cristiano deve attrarre a Cristo, perché ognuno si lasci fare corpo di Cristo per la potenza dello Spirito Santo. Un uomo diviene vero solo quando si riveste di Cristo. Si toglie Cristo dalla storia, questa rimane nella sua falsità. Possiamo noi anche vedere, studiare, esaminare la falsità e la menzogna di ogni storia, ma non possiamo mai redimerla. Il Redentore della storia è solo uno: Cristo Signore. Gesù redime oggi la storia attraverso il cristiano. Questa verità oggi sta scomparendo da molti cuori. Il cristiano non vede più se stesso come redentore e salvatore della storia in Cristo e nello Spirito Santo. Vive come se nessuna cosa dipendesse da lui. È nella storia, ma estraneo ad essa. Porta in essa la sua umanità di peccato, ma non la sua umanità di luce, verità, amore, pace, perdono, riconciliazione per la santificazione della storia. Vivendo il cristiano nella storia da non cristiano, la storia rimane nella morte. La Madre di Gesù ci aiuti a vivere da veri cristiani.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

Articolo precedentePer la Famiglia – Breve commento al Vangelo di oggi, 23 Settembre 2021
Articolo successivoCommento al Vengelo del 23 Settembre 2021 – Monaci Benedettini Silvestrini