Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 23 Marzo 2022

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MERCOLEDÌ 23 MARZO – TERZA SETTIMANA DI QUARESIMA [C]

Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 

Bastano queste semplicissime parole di Gesù per condannare tutto il pensiero dei cristiani del nostro tempo. Mentre Gesù dichiara che Lui non è venuto per abolire la Legge o i Profeti, ma è venuto a dare loro compimento, i cristiani del nostro tempo lavorano per abolire sia la Legge e sia i Profeti. Come se questo non bastasse, lavorano anche senza interruzione per abolire tutto il Vangelo, a iniziare dal Discorso della Montagna. Possiamo affermare che oggi moltissimi cristiani si sono lasciati catturare dalla mentalità di questo mondo e in nome di essa non solo stanno abolendo il Vangelo, lo stesso Cristo Gesù stanno abolendo dai loro pensieri e con Cristo Gesù anche la sua Chiesa.

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Possiamo oggi mettere sulla bocca di Gesù le stesse parole con le quale il Signore si rivolge al suo popolo per mezzo del profeta Isaia: “Visione che Isaia, figlio di Amoz, ebbe su Giuda e su Gerusalemme al tempo dei re di Giuda Ozia, Iotam, Acaz ed Ezechia. Udite, o cieli, ascolta, o terra, così parla il Signore: «Ho allevato e fatto crescere figli, ma essi si sono ribellati contro di me. Il bue conosce il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone, ma Israele non conosce, il mio popolo non comprende». Guai, gente peccatrice, popolo carico d’iniquità! Razza di scellerati, figli corrotti! Hanno abbandonato il Signore, hanno disprezzato il Santo d’Israele, si sono voltati indietro. Perché volete ancora essere colpiti, accumulando ribellioni? Tutta la testa è malata, tutto il cuore langue.

Dalla pianta dei piedi alla testa non c’è nulla di sano, ma ferite e lividure e piaghe aperte, che non sono state ripulite né fasciate né curate con olio. La vostra terra è un deserto, le vostre città arse dal fuoco. La vostra campagna, sotto i vostri occhi, la divorano gli stranieri; è un deserto come la devastazione di Sòdoma.  È rimasta sola la figlia di Sion, come una capanna in una vigna, come una tenda in un campo di cetrioli, come una città assediata. Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato qualche superstite, già saremmo come Sòdoma, assomiglieremmo a Gomorra” (Is 1,1-9).

Anche quanto il Signore dice attraverso il profeta Ezechiele possiamo applicarlo a moltissimi cristiani del nostro tempo: “Mi disse: «Figlio dell’uomo, àlzati, ti voglio parlare». A queste parole, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava. Mi disse: «Figlio dell’uomo, io ti mando ai figli d’Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi.

Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: “Dice il Signore Dio”. Ascoltino o non ascoltino – dal momento che sono una genìa di ribelli –, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro. Ma tu, figlio dell’uomo, non li temere, non avere paura delle loro parole. Essi saranno per te come cardi e spine e tra loro ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t’impressionino le loro facce: sono una genìa di ribelli. Ascoltino o no – dal momento che sono una genìa di ribelli –, tu riferirai loro le mie parole. Figlio dell’uomo, ascolta ciò che ti dico e non essere ribelle come questa genìa di ribelli: apri la bocca e mangia ciò che io ti do». Io guardai, ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto da una parte e dall’altra e conteneva lamenti, pianti e guai” (Ez 2,1-10). L’adattamento al pensiero del mondo oggi è grande.

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LEGGIAMO IL TESTO DI Mt 5,17-19

Si è oggi ben oltre quanto Ezechiele vede nel tempio del Signore: “Mi disse: «Figlio dell’uomo, sfonda la parete». Sfondai la parete, ed ecco apparve una porta. Mi disse: «Entra e osserva gli abomini malvagi che commettono costoro». Io entrai e vidi ogni sorta di rettili e di animali obbrobriosi e tutti gli idoli della casa d’Israele raffigurati intorno alle pareti. Settanta anziani della casa d’Israele, stavano davanti ad essi, ciascuno con il turibolo in mano, mentre il profumo saliva in nubi d’incenso.

Mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo, quello che fanno gli anziani della casa d’Israele nelle tenebre, ciascuno nella stanza recondita del proprio idolo? Vanno dicendo: “Il Signore non ci vede, il Signore ha abbandonato il paese”». Poi mi disse: «Vedrai che si commettono abomini peggiori di questi». Mi condusse all’ingresso della porta del tempio del Signore che guarda a settentrione e vidi donne sedute che piangevano Tammuz. Mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo? Vedrai abomini peggiori di questi».

Mi condusse nel cortile interno del tempio del Signore; ed ecco, all’ingresso dell’aula del tempio, fra il vestibolo e l’altare, circa venticinque uomini, con le spalle voltate al tempio e la faccia a oriente che, prostrati, adoravano il sole. Mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo? Come se non bastasse per quelli della casa di Giuda commettere simili abomini in questo luogo, hanno anche riempito il paese di violenze, per provocare la mia collera» (Cfr. Ez 8,1-18). Oggi il cristiano si sta lentamente trasformando in un adoratore della falsità, della menzogna, dello stesso peccato. E tutto questo lo fa in nome di Dio. Madre piena di grazia, viene e donaci la vera fede nella Parola di Cristo Signore.

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