Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 23 Aprile 2020

474

Il commento alle letture del 23 Aprile 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Senza misura egli dà lo Spirito

GIOVEDÌ 23 APRILE (Gv 3,31-36)

Il Padre celeste tutto opera per mezzo di Cristo e del suo Santo Spirito. Tutto il mistero della salvezza oggi lo vuole operare con il corpo di Cristo, mosso e guidato dal suo Santo Spirito. Dio nulla opera senza Cristo e lo Spirito Santo. Anche l’uomo nulla può operare per la sua salvezza e la salvezza dei suoi fratelli senza Cristo e lo Spirito Santo. Il “servizio” prestato dallo Spirito Santo al Padre nella creazione, deve essere oggi prestato al corpo di Cristo per la redenzione e la salvezza: “La sapienza fa il proprio elogio, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria. Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria: «Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo e come nube ho ricoperto la terra. Io ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi. Ho percorso da sola il giro del cielo, ho passeggiato nelle profondità degli abissi. Sulle onde del mare e su tutta la terra, su ogni popolo e nazione ho preso dominio. Fra tutti questi ho cercato un luogo di riposo, qualcuno nel cui territorio potessi risiedere. Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele”. Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato, per tutta l’eternità non verrò meno. Nella tenda santa davanti a lui ho officiato e così mi sono stabilita in Sion. Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità. Il luogo di riposo dello Spirito Santo oggi è Cristo Gesù. È il suo corpo. Possiamo paragonare lo Spirito Santo alla colomba che esce dall’arca e non trova alcun luogo di riposo. Ritorna nell’arca, perché è là la sua dimora. Lo Spirito Santo opera oggi dal corpo di Cristo. È questa la sua casa. Opera anche con quanti ancora non sono corpo di Cristo, ma per farli divenire corpo di Cristo.

La bellezza cantata dalla Sapienza la troviamo tutta in Cristo Gesù. Nessuno è stato moralmente, spiritualmente, divinamente e umanamente bello nelle parole e nelle opere come Gesù Signore: “Sono cresciuta come un cedro sul Libano, come un cipresso sui monti dell’Ermon. Sono cresciuta come una palma in Engàddi e come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura e come un platano mi sono elevata. Come cinnamòmo e balsamo di aromi, come mirra scelta ho sparso profumo, come gàlbano, ònice e storace, come nuvola d’incenso nella tenda. Come un terebinto io ho esteso i miei rami e i miei rami sono piacevoli e belli. Io come vite ho prodotto splendidi germogli e i miei fiori danno frutti di gloria e ricchezza. Io sono la madre del bell’amore e del timore, della conoscenza e della santa speranza; eterna, sono donata a tutti i miei figli, a coloro che sono scelti da lui. Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate, e saziatevi dei miei frutti, perché il ricordo di me è più dolce del miele, il possedermi vale più del favo di miele. Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e quanti bevono di me avranno ancora sete. Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà»” (Sir 24,1-22). Questa stessa bellezza e finezza nelle parole, nelle parole, nei tratti, deve essere di tutto il corpo di Cristo. Mai vi dovrà essere contrasto o contrapposizione tra la bellezza di Cristo e del cristiano.

Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Lo Spirito Santo sgorga senza misura perennemente dal corpo di Cristo. Agisce senza misura nel corpo di Cristo, col corpo di Cristo, ma sempre per formare il corpo di Cristo. Se il corpo di Cristo non viene formato, la nostra opera è vana. Possiamo fare anche un mondo nuovo, ma esso non è il frutto dello Spirito Santo in noi. Il solo frutto che lo Spirito vuole produrre è la formazione del corpo di Cristo. Dal corpo di Cristo per il corpo di Cristo. Formare la Chiesa è essenza dell’opera dello Spirito Santo.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che viviamo nello Spirito per formare Cristo sempre.

Fonte@MonsDiBruno