Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 22 Dicembre 2020

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Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente

MARTEDÌ 22 DICEMBRE (Lc 1,46-55)

Il Libro della Sapienza ci dice che dalle cose visibili possiamo giungere alla conoscenza del loro autore. Non del Mistero dell’Autore, ma della sua bellezza e onnipotenza: “Davvero vani per natura tutti gli uomini che vivevano nell’ignoranza di Dio, e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è, né, esaminandone le opere, riconobbero l’artefice. Ma o il fuoco o il vento o l’aria veloce, la volta stellata o l’acqua impetuosa o le luci del cielo essi considerarono come dèi, reggitori del mondo. Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dèi, pensino quanto è superiore il loro sovrano, perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza. Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati. Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore. Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero, perché essi facilmente s’ingannano cercando Dio e volendolo trovare. Vivendo in mezzo alle sue opere, ricercano con cura e si lasciano prendere dall’apparenza perché le cose viste sono belle. Neppure costoro però sono scusabili, perché, se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?” (Sap 13,1-9). Il Salmo invece ci rivela che i cieli giorno e notte narrano la gloria del loro Creatore e Signore: “I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia. Senza linguaggio, senza parole, senza che si oda la loro voce, per tutta la terra si diffonde il loro annuncio e ai confini del mondo il loro messaggio. Là pose una tenda per il sole che esce come sposo dalla stanza nuziale: esulta come un prode che percorre la via. Sorge da un estremo del cielo e la sua orbita raggiunge l’altro estremo: nulla si sottrae al suo calore” (Sal 19 (18) 1-7). Con la Vergine Maria è come se il Signore avesse operato al contrario. Ha nascosto questo grande mistero agli occhi di ogni uomo. Chi lo vuole conoscere si deve porre in grande umiltà dinanzi allo Spirito Santo e implorare da Lui briciole di conoscenza. Lo Spirito Santo non concede facilmente la sua luce perché il mistero di Maria venga visto nella pienezza della sua luce. Lui vuole che la sua rivelazione venga apprezzata e sempre bramata, sempre desiderata, sempre chiesta e invocata. Quanti non si pongono in umiltà dinanzi allo Spirito di Dio nulla vedono di questo mistero e pensano la Madre di Dio donna come tutte le altre donne. Mentre per lei il Signore ha fatto veramente grandi cose.

In quel tempo, Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Il mistero della Madre di Dio è così alto, profondo, largo. Non solo Dio lo ha fatto senza alcun limite o misura, ma anche lo ha voluto così nascosto e quasi segreto, da svelarlo sempre con piccoli dettagli. Chi è la Madre di Dio difronte a Dio, all’umanità, all’universo, agli Angeli, all’universo visibile e invisibile ancora non lo sappiamo. Lo Spirito Santo ci conduce con grande lentezza. Vuole che ne assaporiamo tutta la bellezza e solo dopo aprirà il sigillo e svelerà altri dettagli o altre pagine del suo mistero. Il cristiano, poiché elevato alla dignità di figlio della Madre sua da parte di Cristo Gesù, è obbligato non solo ad amare la Madre di Dio, deve anche conoscerla nella pienezza della verità perché possa annunciarla ad ogni altro uomo, offrendola anche a Lui come sua vera Madre, nella conversione a Cristo Gesù e nel divenire, nascendo da acqua e da Spirito Santo, suo corpo e vero figlio di adozione del Padre.

Angeli, Santi, otteneteci una grandissima grazia: che possiamo crescere sempre di più nella conoscenza e nell’amore della Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.