Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 21 Dicembre 2020

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Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria

LUNEDÌ 21 DICEMBRE (Lc 1,39-45)

Mai prima in Israele era avvenuta una cosa simile. Nell’Antica Alleanza è stato sempre il Signore a dare il suo Santo Spirito, senza mai alcuna mediazione umana. Così nel Libro dei Numeri: “Mosè dunque uscì e riferì al popolo le parole del Signore; radunò settanta uomini tra gli anziani del popolo e li fece stare intorno alla tenda. Allora il Signore scese nella nube e gli parlò: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito. Ma erano rimasti due uomini nell’accampamento, uno chiamato Eldad e l’altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell’accampamento. Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento». Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescenza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!». E Mosè si ritirò nell’accampamento, insieme con gli anziani d’Israele” (Cfr. Num 11,1-35). Nulla di tutto questo avviene nella casa di Zaccaria. La vergine Maria saluta Elisabetta. Il suo alito è pieno di Spirito Santo. Non appena giunge al suo orecchio Elisabetta viene colmata di Spirito Santo e anche il bambino che porta nel suo grembo. Si compie la parola dell’Angelo a Zaccaria: “Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre” (Lc 1,13-15). Nello Spirito Santo, senza che lei nulla abbia saputo precedentemente del mistero che è dinanzi ai suoi occhi, Elisabetta confessa che Maria è la Madre del suo Signore e che il Bambino è il frutto benedetto da tutti atteso: il Cristo di Dio. Tutto è per visione nello Spirito Santo. Senza lo Spirito Santo gli occhi sono di vetro e la mente di creta.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Gesù versa il suo Santo Spirito come frutto della sua obbedienza al Padre dal suo costato trafitto mentre giace morto sulla croce. Nel Cenacolo lo alita sugli Apostoli e anche apre loro la mente alla comprensione della Parola: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati» (Gv 20.21-23). “Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto»” (Lc 24,45-49). Se gli Apostoli non crescono per la loro obbedienza alla Parola, in grazia e in Spirito Santo, la loro voce mai sarà alito di Spirito Santo e nessun cuore potrà aprirsi all’accoglienza del Vangelo. Un Vangelo annunziato senza alito di Spirito Santo è simile ad un seme privato del suo germe di vita. Un contadino potrà anche seminare tonnellate di farina nel suo campo. Ma non germoglierà nessuno stelo di grano. Così dicasi dei Ministri della Parola: o il loro alito sarà alito di Spirito Santo e il Vangelo sarà dato con il suo germe di vita eterna oppure semineranno un Vangelo morto. Un Vangelo morto mai darà vita.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate il cristiano vero alito di Spirito Santo.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.