Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 21 Agosto 2020

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Amerai il tuo prossimo come te stesso

VENERDÌ 21 AGOSTO (Mt 22,34-40)

Il Signore nostro Dio, il Dio vivo e vero, il Creatore dell’uomo, di ogni uomo, non ha lasciato né al nostro cuore, né alla nostra mente, né alla nostra sapienza le regole da stabilire per amare il prossimo, cioè ogni altro uomo. Tutto Lui ha stabilito nella sua santa Legge, tutto viene dal suo cuore: “Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterete fino ai margini del campo, né raccoglierete ciò che resta da spigolare della messe; quanto alla tua vigna, non coglierai i racimoli e non raccoglierai gli acini caduti: li lascerai per il povero e per il forestiero. Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo. Non maledirai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco. Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero né userai preferenze verso il potente: giudicherai il tuo prossimo con giustizia. Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello. Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore. Àlzati davanti a chi ha i capelli bianchi, onora la persona del vecchio. Quando un forestiero dimorerà presso di voi nella vostra terra, non lo opprimerete. Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Non commetterete ingiustizia nei giudizi, nelle misure di lunghezza, nei pesi o nelle misure di capacità. Avrete bilance giuste, pesi giusti, efa giusta, hin giusto”»” (Cfr. Lev 19,1-37). A tutto questo vanno aggiunti i Dieci Comandamenti dell’Alleanza. È Legge universale.

Il Vangelo dona la misura con la quale noi vogliamo essere misurati per amare ogni altro uomo: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti” (Mt 7,12). Nel Vangelo secondo Giovanni la misura per amare è l’esempio che ci ha lasciato Gesù: “Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica” (Gv 13,12-17). Una verità va subito detta. Chi non ama se stesso dalla Legge di Dio, dalla sua volontà, dal suo cuore, mai potrà amare il prossimo. Amerà il prossimo con amore vero solo chi ama Dio di un amore vero, perché l’amore vero è obbedienza. Oggi la grande confusione nell’amore risiede proprio in questo: non si ama dalla Legge del Signore. Anzi si odia la Legge del Signore e si definisce amore quanto la Legge del nostro Dio vieta, condanna, comanda, ordina che mai venga fatto. L’aborto è amore. Il divorzio è amore. L’eutanasia è amore. Tutti i disordini sessuali sono amore. La non predicazione del Vangelo è amore. La negazione di Cristo è amore. L’abolizione del mistero della Trinità è amore. Anche l’odio per il crocifisso è amore.

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

L’uomo si può amare solo dalla Legge del Signore, dal Vangelo, dalla Croce di Cristo Gesù, dall’esempio che Lui ci ha lasciato. Se ci si separa dall’obbedienza, mai si potrà amare. Se non predicare il Vangelo è amore, volere la dannazione necessariamente va detto amore. Se togliere Cristo dalla fede è amore, diviene amore ogni delitto. Veniamo privati della sua grazia e del suo Santo Spirito che danno forza per non peccare.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il cristiano ami sempre dalla Legge del Signore.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.