Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 20 Ottobre 2020

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Li farà mettere a tavola e passerà a servirli

MARTEDÌ 20 OTTOBRE (Lc 12,35-38)

Quanto Gesù dice sul padrone che si stringerà le vesti ai fianchi, farà mettere a tavola i suoi servi fedeli e passerà a servirli, non è solo un modo di dire, è invece la stessa storia di Cristo Gesù. Veramente Gesù ha servito i suoi servi fedeli, gli apostoli. Quanto narra il Vangelo secondo Giovanni non è una favola: “Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica” (Gv 13,3-17).

Dall’Apocalisse viene rivelato che Gesù sarà il pastore che condurrà i beati alle sorgenti delle acque della vita: “Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo tempio; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro. Non avranno più fame né avranno più sete, non li colpirà il sole né arsura alcuna, perché l’Agnello, che sta in mezzo al trono, sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi»” (Ap 7,13-17). Non solo nell’eternità, anche nel tempo Gesù ci serve, donando il suo corpo come cibo e il suo sangue come bevanda di vita eterna. È un servizio ininterrotto, che mai verrà meno. Oggi, domani, sempre.

Gesù è il Servo del Signore che realmente dona la vita per la nostra salvezza. Vuole che anche i suoi discepoli servano con il dono della loro vita: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mt 20,25-38). Se Gesù è il Buon Pastore che dona la vita per le sue pecore, vi potrà esistere un solo pastore in Lui, con Lui, per Lui, che non doni la vita per le pecore di Cristo Gesù? Il servire del cristiano è differente da ogni altro servizio. Tutta la sua vita è data a Cristo, perché Cristo la doni al Padre perché il Padre ne faccia un “sacramento” di salvezza.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».

Ma chi potrà servire Gesù, oggi, sulla terra, domani, nella beata eternità? Solo quanti si lasciano attrarre dal suo amore, si convertono alla sua Parola, perseverano in essa per tutti i giorni della loro vita. Se Cristo non ci serve oggi, neanche domani ci potrà servire. Saremo serviti dal diavolo oggi e per l’eternità, ma per un servizio non di vita, ma di morte eterna. Poiché oggi questa verità, che è essenza della nostra fede, è stata dichiarata non più essenza della rivelazione – tutti andranno alla fine in paradiso – tutto il Vangelo perde la sua verità. Esso è trasformato a menzogna e a falsità dai credenti in Cristo Gesù. Fede falsa, Vangelo falso, vita eterna falsa, vita terrena falsa. Una sola verità essenziale tolta al Vangelo e tutta la rivelazione è una favola iniqua.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che i cristiani credano in ogni verità del Vangelo.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.