Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 20 Marzo 2021

17

Mai un uomo ha parlato così!

SABATO 20 MARZO (Gv 7,40-53)

Nell’Antico Testamento celebre per la sua sapienza è Salomone. Vengono per ascoltarlo anche da lontane regioni: “La regina di Saba, sentita la fama di Salomone, dovuta al nome del Signore, venne per metterlo alla prova con enigmi. Arrivò a Gerusalemme con un corteo molto numeroso, con cammelli carichi di aromi, d’oro in grande quantità e di pietre preziose. Si presentò a Salomone e gli parlò di tutto quello che aveva nel suo cuore. Salomone le chiarì tutto quanto ella gli diceva; non ci fu parola tanto nascosta al re che egli non potesse spiegarle. La regina di Saba, quando vide tutta la sapienza di Salomone, la reggia che egli aveva costruito, i cibi della sua tavola, il modo ordinato di sedere dei suoi servi, il servizio dei suoi domestici e le loro vesti, i suoi coppieri e gli olocausti che egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza respiro. Quindi disse al re: «Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo conto e sulla tua sapienza! Io non credevo a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto; ebbene non me n’era stata riferita neppure una metà! Quanto alla sapienza e alla prosperità, superi la fama che io ne ho udita. Beati i tuoi uomini e beati questi tuoi servi, che stanno sempre alla tua presenza e ascoltano la tua sapienza! Sia benedetto il Signore, tuo Dio, che si è compiaciuto di te così da collocarti sul trono d’Israele, perché il Signore ama Israele in eterno e ti ha stabilito re per esercitare il diritto e la giustizia»” (1Re 10,1-9). La differenza tra Salomone e Gesù è eterna e infinita perché essa è divina. Gesù non conosce solo le cose da Lui create, conosce anche il cuore dell’uomo. Sa con quali parole entrare in esso e con quali argomentazioni rispondere perché la trappola armata sul suo sentiero non scatti e non lo metta nelle loro mani, finché la sua ora non sarà giunta. Poi quando l’ora verrà, sarà Lui a consegnarsi liberamente alla loro volontà. Quanti vengono mandati per catturarlo, sentono la voce di Gesù e rimangono da essa catturati. Si fermano dal compiere qualsiasi azione contro di Lui. È come se fossero tutti rapiti in estasi dinanzi a tanta bellezza del suo parlare e argomentare. Perché non lo avete arrestato? Perché mai un uomo ha parlato così. Un uomo che parla così non può essere un malfattore, un nemico dell’uomo, un idolatra, uno schierato contro Dio.

In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.

I farisei si dichiarano principio unico, universale, assoluto nel discernimento della verità. Se loro non credono in Gesù, nessun altro deve credere. Tra la coscienza di ogni singola persona e Dio vi è solo la Parola del Signore. Vi è anche la storia. È proprio della razionalità di ogni uomo separare il bene dal male, il vero dal falso, il giusto dall’ingiusto. Oggi la coscienza, il cuore, la razionalità dicono che in Gesù non vi è nulla di male, di ingiusto, di falso. Se il male non esiste in Lui, allora nessuno ha diritto di privarlo della sua libertà di poter parlare, operare miracoli, predicare. Il Signore nostro Dio proibisce di fare il male. Mai Lui ha proibito il bene. Il bene Lui vuole che si faccia al sommo delle possibilità di sapienza, scienza, intelligenza, grazia. Partendo da questa verità, si potrà sempre pervenire alla piena verità di Gesù. È metodologia questa che va sempre seguita. Una storia di solo bene deve interrogare la coscienza.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci persone sapienti e di coscienza retta.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.