Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 20 Luglio 2020

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Il commento alle letture del 20 Luglio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Maestro, da te vogliamo vedere un segno

LUNEDÌ 20 LUGLIO (Mt 12,38-42)

Il Signore ha sempre dato ai suoi figli i segni della sua verità, onnipotenza, signoria universale, provvidenza. Ad Abramo ha dato il segno della sua onnipotenza capace di creare un figlio da una donna sterile e ormai avanzata negli anni e da un uomo consumato dall’età: “Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto Sara stava ad ascoltare all’ingresso della tenda, dietro di lui. Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne. Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono, dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!». Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso dicendo: “Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia”? C’è forse qualche cosa d’impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te tra un anno e Sara avrà un figlio». Allora Sara negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma egli disse: «Sì, hai proprio riso»” (Gen 18,9-15).

A Giuseppe e alla famiglia di Giacobbe ha dato il segno che ogni sua Parola infallibilmente si compie: “Ora Giuseppe fece un sogno e lo raccontò ai fratelli, che lo odiarono ancora di più. Disse dunque loro: «Ascoltate il sogno che ho fatto. Noi stavamo legando covoni in mezzo alla campagna, quand’ecco il mio covone si alzò e restò diritto e i vostri covoni si posero attorno e si prostrarono davanti al mio». Gli dissero i suoi fratelli: «Vuoi forse regnare su di noi o ci vuoi dominare?». Lo odiarono ancora di più a causa dei suoi sogni e delle sue parole. Egli fece ancora un altro sogno e lo narrò ai fratelli e disse: «Ho fatto ancora un sogno, sentite: il sole, la luna e undici stelle si prostravano davanti a me». Lo narrò dunque al padre e ai fratelli. Ma il padre lo rimproverò e gli disse: «Che sogno è questo che hai fatto! Dovremo forse venire io, tua madre e i tuoi fratelli a prostrarci fino a terra davanti a te?»” (Gen 37,5-10). Al faraone il Signore ha dato ogni segno della sua Onnipotenza e Signoria su tutta la creazione. Nulla è impossibile a Lui. Anche il suo popolo fu assistito con segni e prodigi per ben quarant’anni nel deserto. Ma il segno ha un solo fine: generare e far crescere la fede nella Parola. Se si prescinde dalla Parola a nulla serve il Signore. Nel Vangelo secondo Giovanni sono i segni che attestano che Gesù è veramente dal Padre. Se è dal Padre, tutto in Lui è dal Padre, anche la Parola, alla quale va data ogni fede.

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

Scribi e farisei chiedono a Gesù un segno. Lui darà loro il segno della sua gloriosa risurrezione. Loro lo uccideranno e Lui il terzo giorno risorgerà dal sepolcro. Non risorgerà però come è risorto Lazzaro, legato mani e piedi, con gesto eclatante. Risorgerà nell’invisibilità. Nessuno lo vedrà nell’atto storico in cui la risurrezione si compirà. Gesù però darà molti segni che lui realmente è risorto. Ad altri si manifesterà. Saranno essi a testimoniare che Lui è realmente risorto. Dopo questo ultimo segno, non si avrà più nessuna scusa per non credere in Lui. Chi crederà, si lascerà battezzare, sarà salvo. Chi non crederà, sarà condannato perché non ha creduto nell’Unigenito Figlio di Dio, nel quale è stabilito che possiamo essere salvati. Farisei e scribi nel giorno del giudizio saranno accusati sia dagli abitanti di Ninive che dalla regina del Sud. Ninive ha creduto alla predicazione di Giona e si è convertita senza alcun segno. La regina del Sud venne per ascoltare Salomone. Neanche a lei è stato dato alcun segno. A scribi e farisei segni ne sono stati dati molti, anzi moltissimi.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che la nostra vita sia un segno che attragga a Cristo.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.