Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 20 Febbraio 2021

77

Io non sono venuto a chiamare i giusti

SABATO 20 FEBBRAIO (Lc 5,27-32)

Gesù è vero profeta del Padre suo, del nostro Creatore e Dio. Qual è la missione dei veri profeti? Quella di chiamare quanti hanno abbandonato il Signore, lo hanno tradito e rinnegato, alla conversione, che è abbandono del male e ritorno nella fedeltà all’Alleanza stipulata. Così il profeta Geremia: “Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Va’ e grida agli orecchi di Gerusalemme: Così dice il Signore: Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovinezza, dell’amore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto, in terra non seminata. Israele era sacro al Signore, la primizia del suo raccolto; quanti osavano mangiarne, si rendevano colpevoli, la sventura si abbatteva su di loro. Oracolo del Signore. Udite la parola del Signore, casa di Giacobbe, voi, famiglie tutte d’Israele! Così dice il Signore: Quale ingiustizia trovarono in me i vostri padri per allontanarsi da me e correre dietro al nulla, diventando loro stessi nullità? E non si domandarono: “Dov’è il Signore che ci fece uscire dall’Egitto, e ci guidò nel deserto, terra di steppe e di frane, terra arida e tenebrosa, terra che nessuno attraversa e dove nessuno dimora?”. Io vi ho condotti in una terra che è un giardino, perché ne mangiaste i frutti e i prodotti, ma voi, appena entrati, avete contaminato la mia terra e avete reso una vergogna la mia eredità. Neppure i sacerdoti si domandarono: “Dov’è il Signore?”.

Gli esperti nella legge non mi hanno conosciuto, i pastori si sono ribellati contro di me, i profeti hanno profetato in nome di Baal e hanno seguito idoli che non aiutano. Ma il mio popolo ha cambiato me, sua gloria, con un idolo inutile. O cieli, siatene esterrefatti, inorriditi e spaventati. Oracolo del Signore. Due sono le colpe che ha commesso il mio popolo: ha abbandonato me, sorgente di acqua viva, e si è scavato cisterne, cisterne piene di crepe, che non trattengono l’acqua. Renditi conto e prova quanto è triste e amaro abbandonare il Signore, tuo Dio, e non avere più timore di me. Oracolo del Signore degli eserciti. Già da tempo hai infranto il giogo, hai spezzato i legami e hai detto: “Non voglio essere serva!”. Asina selvatica, abituata al deserto: quando ansima nell’ardore del suo desiderio, chi può frenare la sua brama? Quanti la cercano non fanno fatica: la troveranno sempre disponibile. Fermati prima che il tuo piede resti scalzo e la tua gola inaridisca! Dimentica forse una vergine i suoi ornamenti, una sposa la sua cintura? Eppure il mio popolo mi ha dimenticato da giorni innumerevoli. Sull’orlo delle tue vesti si trova persino il sangue di poveri innocenti, da te non sorpresi a scassinare! Eppure per tutto questo tu protesti: “Io sono innocente, perciò la sua ira si è allontanata da me”. Ecco, io ti chiamo in giudizio, perché hai detto: “Non ho peccato!” (Cfr. Ger 2,1-37).

Insegnare la via giusta ai peccatori è anche ministero dello scriba e del fariseo. Invece essi non solo non chiamavano alla conversione quanti si erano allontanati dalla Legge, insegnavano che nessun ritorno nella Legge è più possibile. Per farisei e scribi il peccatore era condannato a morire nel suo peccato. Era escluso dalla misericordia di Dio. Mentre essi rimanevano sempre santi, nonostante ogni trasgressione dei Comandamenti del Signore. Per questo essi odiano Gesù: perché contraddice il loro pensiero stolto.

In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

Quando il pensiero dell’uomo scalza, annienta, sradica, sotterra, distrugge il pensiero di Dio è la fine della vera religione. I veri profeti del Dio vivente si distinguono dai falsi, perché essi sono ancorati alla Parola del Signore che invita ogni uomo alla conversione. Chi non ha mai conosciuto la Parola perché l’accolga come sua solo Legge. Chi l’ha conosciuta e poi abbandonata, perché ritorni in essa per avere la vita eterna. È falsa quella religione nella quale il peccatore viene escluso dalla misericordia del Signore.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci evangelizzatori della vera religione.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.