Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 2 Ottobre 2021

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Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

I discepoli seguono Gesù. Di sicuro Gesù li introdurrà nel regno che Lui è venuto a portare sulla nostra terra. In questo regno, nel regno che Gesù sta per instaurare, chi di loro sarà il più grande? Ognuno di loro pensa a qualcosa di grande per se stesso. Si pensa però non dalla verità di Dio sul regno che è vicino, che sta per venire. Si pensa invece dai pensieri umani. È questa la grande crisi dell’uomo di ogni tempo: vedere e valutare ogni cosa con i pensieri della terra nella grande e universale ignoranza dei pensieri secondo Dio. Di tutti i mali che devastano la terra la causa è sempre una: desiderare, volere, agire dai pensieri dell’uomo. Del resto la catastrofe iniziale proprio da questo è iniziata: dalla sostituzione dei pensieri del Creatore con i pensieri di inganno della creatura. Ci si allontana da Dio e ci si converte alle creature. È la morte del mondo.

Dal Vangelo secondo Luca sappiamo che nel Cenacolo, nella suprema ora di Gesù, subito dopo l’Istituzione dell’Eucaristia, ancora i discepoli non avevano risolto la questione, nonostante Gesù fosse intervenuto più volte in merito. Sia nel Vangelo secondo Matteo che in quello secondo Marco Gesù aveva dato un altro grande insegnamento in occasione della richiesta di Giacomo e Giovanni. Essi avevano chiesto a Gesù Signore che desideravano sedere nel suo regno uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra. Questa richiesta aveva scatenato accesa discussione tra gli Apostoli. Nessuno di loro desiderava essere secondo agli altri.

Tutto questo ci mostra quanto sia difficile che un cuore cambi. Non basta l’insegnamento. Occorre la grazia di Dio che lo trasformi e lo rinnovi. Un cuore di pietra è sempre di pietra. L’educazione non è sufficiente per trasformarlo in un cuore di carne. Solo lo Spirito Santo ha questo potere e solo Lui può trasformare il nostro cuore di pietra in un cuore di carne capace di amare. Una religione senza grazia lascerà l’uomo sempre con il cuore di pietra. La nostra religione è la religione della grazia e della verità.

Ecco la misura universale della grandezza che avrà valore nel regno dei cieli: un bambino. Quanto vale un bambino? Niente. Quanto deve valere un adulto per il regno dei cieli? Niente. Il bambino è servito, non serve. Nel regno dei cieli ognuno si deve lasciare servire da Dio, dalla sua Parola e dalla sua grazia. Lasciandosi servire da Dio nella potenza della sua Parola e della sua grazia, ognuno diviene capace di servire.

Convertirsi vuol dire una cosa sola: cambiare mente. Lasciare la propria mente superba e adultera e mettere al suo posto la mente di Dio, i suoi pensieri. Si converte chi pensa secondo Dio. Non è convertito chi pensa secondo gli uomini. Diventare come i bambini ha un solo significato: accogliere ogni cosa come un dono di amore da parte di Dio. Non si entra nel regno per essere qualcuno. Si entra nel regno per lasciarsi interamente trasformare dal dono di Dio che è la sua Parola e la sua grazia. Non si entra nel regno di Dio con i propri pensieri. Si entra nel regno di Dio con i pensieri di Dio, manifestati e rivelati nella Parola di Gesù. Chi resta se stesso, mai potrà entrare nel regno di Dio. Nel regno di Dio si entra da trasformati. Nel regno di Dio si pensa da trasformati, si vive da trasformati, ci si relaziona da trasformati. I discepoli ancora non sono trasformati. Lo saranno il giorno della Pentecoste. Solo allora lo Spirito Santo li farà diventare bambini.

Più si diventa bambini e più si accoglie il dono di Dio. Più il dono di Dio si accoglie e più grandi si diventa, Si diventa più grandi perché si ha più capacità, più forza, più intelligenza, più verità, più grazia per amare allo stesso modo di Dio e di Cristo Gesù. Nel regno di Dio si ama. Chi ama, serve. Chi serve, sta sotto gli altri, non sopra. Chi sta sopra di certo non ama, non serve. Non fa parte del regno dei cieli.

Gesù ora si identifica con i bambini. Chi serve i bambini con la verità e la grazia di Cristo Gesù, serve Cristo Gesù. Chi li ama con la grazia e la verità di Cristo Gesù, ama Gesù. Chi li accudisce, perché crescano in sapienza e grazia, accudisce Gesù. Ogni discepolo di Gesù dovrebbe essere per i bambini una piccola famiglia di Nazaret. All’ombra non solo di Dio Padre e dello Spirito Santo, ma anche di Giuseppe e di Maria, Gesù cresceva in età, sapienza e grazia. Accoglie un bambino nel nome di Cristo Gesù, chi lo aiuta a crescere in sapienza e grazia davanti a Dio e agli uomini. Oggi non sempre l’istruzione è sapienza. Spesso è somma stoltezza. Oggi quasi tutti i bambini crescono senza la grazia. Essi non sono accolti nel nome di Cristo Gesù. C’è in noi una forte carenza di grazia e di verità che ci impedisce di accogliere i bambini nel nome di Cristo Signore. La salvezza dei piccoli è nella conversione dei grandi. La bontà dei piccoli è nella santità dei grandi. La saggezza dei piccoli è nella sapienza dei grandi. Salvezza, bontà e saggezza sono solo in Cristo Gesù, sono solo nel suo Corpo che è la Chiesa una, santa, cattolica, apostolica.

LEGGIAMO IL TESTO di Mt 18,1-5.10

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

Si disprezza una persona quando la si priva del suo vero prezzo. Il prezzo di ogni persona è il sangue di Cristo Gesù. Si disprezza uno solo di questi piccoli, quando si pensa che la loro salvezza non vale nulla. Quando ci si abbandona agli scandali, non considerando il valore della loro salvezza eterna. Il nostro scandalo vale più della loro vita eterna, della vita eterna di uno solo di questi piccoli. C’è disprezzo quando si toglie il valore a ciò che è vero, santo, giusto, perfetto, nobile, onorato. Si disprezzano questi piccoli quando si toglie il valore alla loro vita eterna. Il nostro peccato vale più che la loro vita eterna, la loro santità, la purezza della loro fede. Oggi non solo si disprezzano i piccoli, i bambini, li si usa per il peccato, li si sfrutta per interessi, si abusa di loro in ogni modo. Così agendo si rovina la società. Il futuro della società sono i bambini. Se essi vengono rovinati, la società non avrà più futuro. Disprezzando loro, perdiamo il nostro futuro nel tempo ed anche nell’eternità.

Perché non dobbiamo disprezzare uno solo di questi piccoli? “Perché i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli” – dice Gesù.  Sono gli angeli nel cielo i custodi dei piccoli. Sono loro che prontamente intervengono presso il Padre celeste chiedendo salvezza e giustizia. Salvezza per i piccoli. Giustizia verso coloro che li danneggiano.  Sopra i bambini vigila il Signore per mezzo dei suoi angeli. Questa è sublime verità. Da questa verità nasce la fede della Chiesa negli Angeli Custodi. Questo mistero è veramente oltre la mente dell’uomo. È il mistero della comunione di amore che Dio ha voluto che esistesse tra cielo e terra, tra uomini ed Angeli.

È cosa giusta rivelare il fine della venuta del Figlio dell’uomo sulla nostra terra. La sua è vera missione di salvezza. Perduto è l’uomo a causa del suo peccato. Gesù è venuto per salvare l’uomo. La salvezza di Gesù è totale e riguarda tutto l’uomo nel suo corpo, nella sua anima, nel suo spirito. Riguarda il tempo ed anche l’eternità. Se uno solo di questi elementi viene ad essere abolito nel mistero della salvezza, la salvezza che noi predichiamo non è quella vera, perché non è quella piena. Oggi si predica una salvezza sbagliata, perché si pensa alla salvezza futura, ma si ignora completamente la salvezza nel tempo, che è assenza nel corpo, nello spirito, nell’anima dell’uomo di ogni peccato, vizio, trasgressione operata nella Parola del Signore. Madre di Dio, facci piccoli per il regno.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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