Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 2 Maggio 2020

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Il commento alle letture del 2 Maggio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Volete andarvene anche voi?

SABATO 2 MAGGIO (Gv 6,60-69)

Il Vangelo va annunziato in ogni sua parte, senza alcuna parzialità. Se la verità di Cristo e Cristo verità non sono accolti, il missionario deve andare altrove: “In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città” (Mt 10,11-15). Missionario e verità di Cristo, Cristo Gesù e verità del Padre sono una cosa sola. Mai se ne possono fare due cose. Si accoglie Cristo, si accoglie la sua verità. Non si accoglie la sua verità, non si accoglie Cristo Signore. Si accoglie la verità del missionario, si accoglie Cristo. Non si accoglie Cristo, accogliere la sua persona non serve. Il missionario e la verità di Cristo Gesù sono una cosa sola. Mai vanno separate.

Ecco come Paolo obbedisce a questo comando di Gesù Signore: “Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo. Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio” (At 13,44-52). Ecco cosa dice Paolo dei figli del suo popolo che lo lasciano e se ne vanno: «Ha detto bene lo Spirito Santo, per mezzo del profeta Isaia, ai vostri padri: Va’ da questo popolo e di’: Udrete, sì, ma non comprenderete; guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano, e io li guarisca! Sia dunque noto a voi che questa salvezza di Dio fu inviata alle nazioni, ed esse ascolteranno!» (At 28,23-28). Si lascia un popolo, si rimane con la Parola di Cristo Gesù. Essere con gli uomini, senza la Parola di Gesù, a nulla serve. La salvezza è dalla verità, dalla Parola, dalla conversione ad essa.

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Gesù è la verità del Padre sulla nostra terra, verità piena. Quanto Lui ha detto nella sinagoga di Cafàrnao è Legge per ogni suo discepolo. Chi accoglie questa sua Legge, rimane con Lui. Chi si rifiuta di credere in essa, può anche andarsene. Lui non può dichiarare non verità la verità, né può avere discepoli che non credono nella sua verità. Lui per affermare la sua verità si è lasciato crocifiggere. La crocifissione alla verità per rimanere nella verità è la sola modalità giusta per rimanere con Lui. Simone in nome dei Dodici rimane perché crede che la Parola di Gesù è purissima verità di vita eterna. La carne è vera carne. Il sangue è vero sangue non per prove scientifiche – Il corpo spirituale non cade sotto la scienza – ma perché purissima Parola del Figlio di Dio.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci essere per la verità, per rimanere nella verità.

Fonte@MonsDiBruno