Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 19 Dicembre 2020

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Come potrò mai conoscere questo?

SABATO 19 DICEMBRE (Lc 1,5-25)

Il nostro Dio è il Creatore Onnipotente. Lui ha fatto tutte le cose, tutto l’universo visibile e invisibile e non da materia preesistente. Non solo Lui è il Creatore, è anche il Signore. In ogni istante può dire una Parola a tutto ciò che esiste e ogni cosa si mette in obbedienza. Questa verità del nostro Dio non è solo rivelata, è anche manifestata nella storia. Anzi la storia dei figli di Abramo inizia proprio da un uomo avanti negli anni e da una donna anch’essa anziana e per di più sterile fin da sempre. Ecco cosa narra la Genesi: “Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto Sara stava ad ascoltare all’ingresso della tenda, dietro di lui. Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne. Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono, dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!». Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso dicendo: “Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia”? C’è forse qualche cosa d’impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te tra un anno e Sara avrà un figlio». Allora Sara negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma egli disse: «Sì, hai proprio riso»” (Gen 18,9-15). Zaccaria conosce quanto è avvenuto alle origini della storia del popolo eletto. Conosce tutte le altre grandi opere del Signore. Mai avrebbe dovuto dubitare. Per questo suo dubbio rimarrà muto finché tutto non si sarà compiuto secondo le Parole dell’Angelo. Lui conosce Dio e sa che è l’Onnipotente.

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». Zaccaria disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».

Quanto è avvenuto in Zaccaria è segno anche per noi, discepoli di Gesù. Sempre rimarremo muti dinanzi al mondo intero, se non crediamo che ogni Parola del Vangelo si compie. Custode della Parola è il Signore. Lui sempre vigila perché tutto avvenga secondo quanto da Lui detto, profetizzato, annunziato, rivelato. Oggi il nostro mutismo sta portando il mondo alla deriva. Urge che riprendiamo e annunziamo la Parola.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che proclamiamo le opere del nostro Dio.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.