Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 18 Novembre 2020

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Signore, salvami!

MERCOLEDÌ 18 NOVEMBRE (Mt 14,22-33)

Gesù non è mai dalla sua volontà. È sempre invece dalla volontà del Padre, a Lui data nella sua purissima luce di verità e di modalità, dallo Spirito Santo. Gesù costringe i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo all’altra riva. Quella di Gesù non è una costrizione né di schiavitù né di arbitrio. È invece una costrizione necessaria perché quanto Lui dovrà compiere durante la notte servirà a far crescere la fede dei suoi discepoli. Questi domani dovranno andare nel mondo a predicare il suo mistero. Ogni lacuna nel mistero del Salvatore è lacuna nel mistero dei salvati. Ogni carenza di verità sulla persona di Gesù diviene e si trasforma in carenza di verità nella persona dei redenti. Invece dalla pienezza del mistero di Cristo abbiamo la pienezza del mistero del cristiano. Pietro è forte nella fede in Cristo Gesù e tutta la Chiesa sarà forte nella fede nel suo Signore. Se invece la fede di Pietro è lacunosa, anche la fede dei discepoli sarà lacunosa. Ogni indecisione di Pietro sarà indecisione nei discepoli di Gesù.

Questa verità San Paolo la rivela nella lettera ai Galati. Pietro ha un momento di confusione non sulla fede, ma sulle modalità di comportamento in ordine alla manifestazione visibile di essa, e la Chiesa ne subisce un potente influsso negativo: “Ma quando Cefa venne ad Antiòchia, mi opposi a lui a viso aperto perché aveva torto. Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma, dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, tanto che pure Bàrnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. Ma quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: «Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?»” (Gal 2,11-14). Per questo motivo Pietro non può avere alcuna incertezza né sulla verità piena del mistero di Gesù e neanche sulle modalità attraverso le quali il mistero va annunziato, manifestato, vissuto. Una sua debolezza, fragilità, confusione all’istante investe tutta la comunità dei credenti in Cristo Signore. Lui sempre si deve ricordare del suo ministero. Lui sempre dovrà essere legato in modo indissolubile a Cristo e allo Spirito Santo. La Chiesa ha bisogno di questo suo legame. Se Lui si scioglie da Cristo e dallo Spirito, anche la Chiesa si scioglie da Cristo e dallo Spirito, incamminandosi su vie mondane e non più divine.

Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Camminando sulle acque, Gesù attesta ai suoi discepoli di essere oltre ogni profeta dell’Antico Testamento, oltre lo stesso Mosè e oltre gli stessi Elia ed Eliseo. Pietro vuole essere certo che l’uomo che cammina sulle acque è Gesù e per questo gli chiede di poter anche lui camminare sul mare. Gesù glielo concede. Pietro inizia a camminare. Ha paura. Sta per affondare. Subito però prega Gesù perché lo salvi. L’insegnamento è grande. Se Pietro vorrà camminare sul mare del mondo per raggiungere Cristo e parlare sempre dal suo cuore mai dovrà avere paura. Nei momenti di paura sempre dovrà ricordarsi di pregare, chiedere aiuto, salvezza al suo Maestro. Fede, fortezza nello Spirito Santo, preghiera sono le armi messe a disposizione di Pietro perché sempre cammini verso il suo Maestro.

Madre di Dio, Angeli, Santi, non permettete che i cristiani affondino in acque profonde.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.